sabato 29 maggio 2010

100km del Passatore, 29 Maggio 2010

Web Album http://picasaweb.google.it/CorriGaggioCorri/100kmDelPassatore29Maggio2010#

Oggi, da P.zza della Signoria in Firenze, è partita questa storica gara podistica, 100km di asfalto per arrivare a Faenza. A parte il fatto che questo tipo di gare - su asflato - non sia di mio gusto, è sempre bello vedere e percepire quella tipica atmosfera che si crea quando degli uomini e donne si pongono davanti a un "impresa."
In questo momento staranno ancora correndo, di strada ne hanno da fare, per cui "Forza ragazzi!"



domenica 23 maggio 2010

Trail dei Monti Lucretili, 23 Maggio 2010

Web Album http://picasaweb.google.it/CorriGaggioCorri/TrailMontiLucretili23Maggio2010#

Sveglia alle 3:40, per ritrovarsi con Rundiamo alle 4:30 pere dirigersi a Vicovaro (Rm), 300km per partecipare a un evento trail del circuito "Parks Trail" organizzato da "Atletica Vicovaro" .. una levataccia ... ma ne è valsa la pena!
Ero a conoscenza della bellezza dei colli romani, ma non immaginavo di immergermi in un percorso così intenso, duro, nei primi chilometri di salita, in un sentiero sottobosco praticato dai daini e dagli altri animali selvatici della riserva, che in pochi chilometri ci ha fatto risalire 500metri, per portarci sulla vetta dove, per quanto il terreno fosse molto roccioso, era ricca di vegatazione.



Da li siamo scesi giù nel sottobosco, una bella discesa che ci ha portati fino alla piazza del paese e di li di nuovo una breve salita che ci portava al ristoro del 12km da dove poi il percorso proseguiva fino al traguardo  lungo un falso piano e molta divertente discesa :-)





lunedì 10 maggio 2010

"Trail della Scopa", al 26° Da Piazza a Piazza. 8 Maggio 2010

Sono partito a mezzogiorno, nel mio ruolo di “scopa”, con uno zaino stracarico sulle spalle. Essendo l'ultima scopa ho pensato a portarmi qualcosa di extra per gestire un eventuale emergenza o ritardo : riserva idrica di 2L, più due bottiglie di sali da 0.5L; un kit di emergenza medico, il fischietto, due teli di sopravvivenza, due giacche a vento, due lampade frontali, (e due confezioni di pile di riserva), barrette energetiche (oltre quelle previste per gestire in autosufficienza il mio cammino) e cambio di vestiti. Il tutto alla bilancia risultava pesare 7.8kg...

Oggi le mie spalle ne risentono...

Beh, devo ammettere che al mattino non mi sentivo nel pieno delle forze, risentivo ancora dello sforzo weekend precedente, all'Abbots Way..

Qualche centinaio di metri sull'asfalto, poi si prende il sentiero, e trovo questo dono-augurio  fatto dai ragazzi del gruppo "Come on!"


Ho affrontato il percorso con il passo "saggio" di chi affronta una ultra, come ho potuto imparare "correndo" un po di km insieme a quei ragazzi che all'Abbots affrontavano i 125km. Passo in salita, corsetta in piano ed anche in discesa, senza mai forzare, per non accelerare troppo le pulsazioni cardiache, evitando così di bruciare inutilmente scorte energetiche che mi sarebbero serviti più tardi. Alla salita dello Javello. Un tratto di sentiero che inizia con un amabile pendio che si fa sempre più inclinato, e con un fondo che si fa sempre più "complicato"... Anche camminata, questa salita è molto pesante... ma questa volta non mi ha procurato gli affanni che mi aveva inflitto in precedenti passaggi.. Dopo Javello un po di sentiero corribile al Pian delle Cavallaie, dove ho trovato la pioggia che mi ha accompagnato per un bel pò, fino agli Aquiputoli. Poi sono giunto al Monte Bucciana, che io non ho fatto, come di dovrebbe, seguendo il sentiero tracciato,che lo circonda, ma salendo fino alla sua in cima, come mi era capitato di fare lo scorso anno, per sbaglio...Si farà pure più breve, ma è tanto tanto tanto più dura.... Ho raggiunto il punto più alto di tutto il percorso, poi non è stato facile ridiscendere, anzi... dopodichè c'era la breve ma pur sempre duretta salita del La Pigna, e poi, alle 13:55 sono arrivato al rifugio Pacini, a poco più della metà del percorso, dove ho passato un'oretta mangiando un piatto di pasta e riposando difronte al focolare, ad asciugarmi dalla pioggia presa... ed ero stanco, molto stanco... ho avvisato gli altri per MCs che speravo di arrivare per le 22, poi grazie ad una telefonata ho saputo che alle 20:45 c'era un ultimo autobus per arrivare a valle... se ce la facevo avrei evitato a mia madre di venirmi a prendere... con questo obiettivo, alle 17:10 sono uscito dal rifugio Pacini, ho ripreso a correre per affrontare i 20km rimasti.. e ho sbagliato sentiero, mentre cercavo di telefonare a mia madre per avvisarla di questa possibilità... ho preso il sentiero dei Carbonai, invece di quello accanto che porta al poggio dei Ciliegi, e quando mi sono ritrovato davanti un tratto strada asfaltata che non ricordavo di aver mai attraversato, sono ritornato indietro... è stato allora che da un cespuglio a pochi metri da me ho sentito dei rumori, ho visto le foglie agitarsi, ho pensato fosse un cinghiale, mi sono impaurito... e invece ho visto uscire fuori un daino... che sollievo! che creatura: alta, slanciata, bella... ha allungato il collo verso di me, ha inclinato la testa e il muso per squadrarmi bene... io stavo fermo, avrei voluto prendere la macchina fotografico che pochi minuti prima avevo chiuso nelle zaino... ma ho preferito rimanere li a guardarla, senza perdermi un momento di quell'incontro. L'ho visto andarsene lentamente, e io ho ripreso il mio cammino verso le due salite pese che mi aspettavano, quella dello Zucca e poi le Scalette.

Ho tirato più che potevo...alla salita dello Zucca non sentivo più i polpacci..ma ogni volta che la faccio, mi sembra sempre più corta, il che significa che ogni volta che la faccio sono più forte dell'ultima volta che l'ho percorsa. Arrivato sulla cima della zucca, mi sono fermato a prender fiato, e mentre ero piegato sulle ginocchia, ho visto i raggi del sole infiltrarsi tra gli arbusti degli alberi e inondare il sottobosco nebbioso di bianca luce!!! allungavo le mani in mezzo a quei raggi, per farmi accarezzare

Un paio di minuti e ho ripreso a scendere. Nel tratto di sentiero all'aperto fangoso stretto e molto inclinato, sono scivolato, cadendo con tutto il peso sulla tibia della gamba destra.. per un attimo ho temuto di rompermi le ossa...

Pochi chilometri di discesa fangosa e rischiosa, sono arrivato al Tabernacolo di Gavigno, una fermata per una preghiera, e via verso le Scalette, dove ho raggiunto lo stato in cui non sentivo più le gambe... non riuscivo ad andare avanti, o meglio, andavo avanti ciondolando il mio peso da una gamba all'altra , allo stesso modo di quelle donne anziane più larghe che alte che ritornano a piedi dall'aver fatto la spesa con un paio di borse per braccio... mi facevo pietà... mi sono sentito veramente a terra, desolato...guardavo il panorama attorno.. poi ho guardato indietro, a tutta la strada percorsa, fino ai primi metri del cammino, e mi sono ricordato di quello striscione lasciato dai ragazzi del gruppo "come on".. al fatto che delle persone abbiamo dedicato parte della loro vita per lanciare un messaggio d'augurio al prossimo che si avviava verso un lungo duro cammino... non potevo non onorare quest'opera, la loro opera, fermandomi, arrendendomi al pensiero di non raggiungere il mio obiettivo, e ho ripreso a correre, piano piano, sempre di più, tirando le gambe dietro il mio orgoglio. E più andavo avanti più vedermi andare avanti mi restituiva le energie per proseguire, e sentivo il mio animo alleggerirsi. E sono andato avanti, per quelle discese di sassi scivolosi, di fanghi a volte viscidi a volte sabbiosi, saltando da una sponda all'altra del sentiero nelle ripide curve, o aggrappando agli alberi per non scivolare...

E un paio di volte ci sono riuscito, a scivolare, nello stesso tratto di discesa dove era stata stoccata la legna , stroncandomi leggermente la caviglia, ma, per fortuna, a un chilometro dall'arrivo, da percorrere su strada asfalta. Ma quando a un certo punto ho visto le fascette segnalare di deviare dalla strada per il sentiero, ero contento "finalmente hanno trovato la via per non farci percorrere tutto questo asfalto!!", e così sono sceso, ho attraversato il ruscello di acqua gelata bagnandomi fino alle ginocchia.. al che ho iniziato a pensare che fosse strano che ci facessero fare una via del genere: questa non è una gara trail , ma una camminata per tutti ... e poi ho visto i cartelli che segnalavano il percorso: erano quelli della gara di mountain bike .. cosi ho riguadato il ruscello e sono ritornato sulla strada asfaltata

A parte questo breve contrattempo, ce l'ho fatta: alle 20:10 sono arrivato, ben prima di quanto potessi aspettarmi... L'anno scorso, con meno carico sulle spalle, ci misi molto di più...

Avere una motivazione incide molto sulla resa psico-fisica, sia per quanto riguarda una prestazione atletica, sia per quanto riguarda anche la "guarigione" da infortuni.

E soprattutto in questo caso, per facilitare il recupero, bisogna stare sempre attenti a voler guarire non tanto perchè motivati dal raggiungere qualche altro scopo, ma perchè motivati dal l'obiettivo di ritornare in salute.

Passare tutto quel tempo da solo, mettere in pratica le cose imparate in gare precedenti, da atleti più esperti e intelligenti di me, ascoltare il mio corpo durante la corsa... l'esperienza di ieri è stata molto importante.

Al traguardo, ne avevo ancora... si, avrei potuto correre un altro po!!!

martedì 4 maggio 2010

The Abbots Way Ultra Trail, 125km con 5500m D+ , Pontremoli-Bardi-Bobbio, 1&2 Maggio 2010

Foto
http://picasaweb.google.it/CorriGaggioCorri/TheAbbotsWay201002#

L'Abbots Way non è una “gara” di trail running.
L'Abbots Way è un “cammino” , per i sentieri dell'Appennino Tosco-Emiliano, per molti e lunghi tratti anche su asfalto, su quella via, la Francigena, che un tempo era la via percorsa dai pellegrini per raggiungere la Città Santa.
Dico un “cammino” perchè questa non è solamente una corsa.
L'evento prevede diverse formule, per i partecipanti, per affrontare questo percorso: un'unica tappa di 125km; oppure in due tappe, in due giorni; ed infinte la formula a staffetta, fatta da un Twin Team, due persone che percorrono, in due giorni, 30km ciascuno. Ed è questa la formula che rende speciale quest'evento. Due corridori che vivono questi giorni insieme, si “rincorrono” l'un verso l'altro, si aspettano a vicenda, e si scambiano un abbraccio ad ogni incontro lungo il cammino. E tutti gli altri, che vivono questa “formula”, comprendono e rivivono questo sentimento guardando quanto vivono le altre coppie.
All'interno della coppia, si crea un sentimento di solidarietà; e questa solidarietà si espande oltre la coppia, verso tutte le altre coppie, e per ogni singolo corridore che arriva al traguardo e viene salutato con un applauso, con un incitazione, con una birra fresca.


Twin Team : Cinzia Bertasa & Federica Budoni



Per questo non definirei l'Abbots Way semplicemente e “ristrettamente” una gara, ma la possibilità un cammino evolutivo interiore. Un momento sacro, in cui le persone superano la propria individualità.

Sono state belle le Parole di Don Lorenzo, salito sul palco dopo la spettacolare e poetica introduzione di Alex Geronazzo, e prima del Briefing tenuto dagli organizzatori all'interno del Teatro di Pontremoli.
Don Lorenzo ha raccontato un aneddoto di alcuni turisti che si erano recati sul luogo dove un tempo di trovava la chiesa di San Colombano, rimanendo delusi dal non trovarla più, rasa al suolo per farci passare una strada. Di fronte al loro scontento, Don Lorenzo ha ricordato che il Cristo non si trova nelle chiese, ma dentro noi stessi, dentro gli uomini, e le strade uniscono gli uomini, uniscono al Cristo interiore, alla nostra Umanità. D'altronde, se non sbaglio, Gesù il Cristo disse di essere Figlio dell'Uomo. E' il volto di se stesso, di tutti gli uomini, dell'Uomo, che Dante vede, al termine del suo cammino..
Diceva Rousseau che un uomo da solo, è nessuno. Perchè solo insieme possiamo andare avanti, perchè dipendiamo gli uni dagli altri non solo per quanto riguarda i bisogni materiali, ma anche per definire la nostra identità, quel che siamo, la nostra direzione.

Il Briefing, presentato dagli organizzatori, Elio e Armando, è stato semplice e chiaro: tutte le informazioni possibili erano state già fornite tramite internet, inclusa una completa e minuziosa descrizione del tragitto, e cartine del percorso dettagliate, quasi in scala 1:1 … Di cui non ci sarebbe bisogno, visto che lungo il tragitto (almeno per le due tappe da me percorse) le segnalazioni tramite frecce disegnate sul terreno, cartelli e fascette, è stata accurata. Quelle poche volte in cui mi è sorto un dubbio (perchè magari distratto da altri pensieri, durante qui tratti percorsi in solitudine) subito trovavo un segnale a rassicurarmi sulla correttezza della direzione.
I ristori sono stati organizzati bene, in numero giusto e adeguatamente riforniti, distanziati l'uno dall'altro in maniera corretta.


RobyChao al traguardo-ristoro di Bardi, dopo 60km
Tempo sui 125km di 19h42min

Per quanto riguarda il percorso (ho partecipato in Twin Team alla 1 e 4 tappa), ho trovato molta strada; i tratti di sentiero non erano impervi, e brevissimi i punti in cui si era formato il fango causa le piogge dei giorni precedenti. Volendo, in queste condizioni meteo, che fortunatamente ci hanno risparmiato piogge e solebattente, il percorso permetteva l'uso di scarpe da strada, più che scarpe da trail. Non ci sono stati tratti di salita difficili, sia per quanto riguarda la lunghezza che per il dislivello. C'era sempre modo di respirare, riposare il cuore e lasciar andare le gambe. (persino per un atleta di basso livello come me)
Ho adorato percorre il tratto di crinale durante la prima tappa, un single-track di lievi e continui saliscendi su terreno duro e secco, molto divertente, e reso “romantico” dalla presenza della nebbia spinta dal vento. Bella, seppur breve, troppo breve, la pineta dopo il terzo ristoro...E bello e duro il tratto di single-track agli ultimi due chilometri della quarta tappa (duro perchè tecnicamente difficile, ma soprattutto duro per gambe provate dal chilometraggio che lo ha preceduto...)


Single-Track nella nebbia


GeoGeo giunge al suo 100km



nr 100: Giuseppe Marazzi, Co-Vincitore della 125km insieme
Christian Schneider(non ritratto), col tempo di 15h&5min!!!


Considerazioni personali.
Ho partecipato al Twin Team con Rudy. Siamo entrati in contatto sul Forum di Spirito Trail, sempre grazie all'aiuto di Elio. E abbiamo avuto modo di incontrarci alla TCE, un mese fa. Mi ci sono trovato bene, insieme, in quest'avventura: sia per lo spirito comune con cui l'abbiamo affrontata, sia proprio per le sue qualità umane.


Rudy Pelizzari

Mesi fa, quando decisi di partecipare all'AW, come dissi a Duracell al Trail del Poggiolo, il mio obiettivo era di riuscire a percorrere almeno una tappa in meno di 4 ore. Ma “obiettivo” per me non significava tanto un fine da raggiungere, quanto uno stimolo per allenarmi e migliorare.
E così, quando al mattino siamo partiti, non avevo orologi o cronometri al polso, ma la mia fotocamera digitale sempre in mano, pronto a cogliere attimi significativi. Non pensavo a doverci mettere meno di 4 ore. Pensavo solo di correre con piacere.
Sono partito piano, in mezzo a quel gruppo di coloro che dovevano affrontare la tappa da 60km o coloro che se la faceva tutta in un botto. Ho avuto modo di vedere che passo tengono questi temerari, esperti runners delle lunghe distanze, e di imparare dalla loro intelligenza come si gestiscono le energie quando si devono affrontare lunghi sforzi. Mi sono ritrovato in mezzo a quello che Giò62 ha definito o il “gotha” del trail

Considerato il fatto che il mio obiettivo era meno impegnativo, potevo permettermi un passo più veloce, che avevo nella gambe. Ma volevo attingere alla loro saggezza. E almeno fino al primo ristoro, ho tenuto il passo di questo gruppo. Dopodichè ho iniziato a sentire il bisogno di tenere il passo che potevo permettermi senza dover “pigiare” sforzandomi troppo. E così a 7 chilometri circa dall'arrivo, sul ponte in cui mi sono fermato a fare un paio di foto al fiume e alla vallata, ho trovato il Kappadocio che aspettava ChiaroSub lungo il percorso, per fare foto, il quale era meravigliato di vedermi: stavo precedendo Marco, e soprattutto, ero in anticipo rispetto a quanto ci si poteva aspettare da me, visto il ritmo che avevo tenuto in precedenti gare. E continuando a quel ritmo, soffrendo un po per quegli ultimi 4km di asfalto che portavano a Borgotaro, sono arrivato con un tempo di 4ore e 15min! E Rudy, il mio gemello, non era lì ad aspettarmi per partire per la sua tappa: anche lui, come me, si aspettava che ci avrei impiegato almeno una mezzoretta di più! E' stato buffo, ma anche piacevole, l'aver sorpreso un po tutti, compreso me stesso. Non mi sentivo di aver dato il massimo, di aver puntato all'impresa: avevo ottenuto un buon risultato cronometrico, ma, soprattutto, avevo corso bene, sereno. E adesso, sono convinto che se avessi dato il massimo, se non avessi perso tempo a chiacchere con gli altri che incontravo lungo il tragito, e a far foto, avrei potuto impiegarci meno di quattro ore!
Sapevo che un giorno non troppo lontano sarei stato capace di arrivare a questo livello, ma non mi sentivo di esserci già arrivato. E così, conscio di questa mia capacità, ho intrapreso la mia seconda tappa, con l'obiettivo di dare sempre il massimo possibile, vedere fin dove potevo arrivare, conoscere il mio nuovo limite; ed ero in questo senso favorito dal fatto che partivo nella seconda tappa del giorno, a seguito dell'arrivo del mio gemello: correndo in solitudine per gran parte del tempo, non mi sono perso in chiacchere e foto, e così sono riuscito sempre a tenere un bel passo, a forzare solo dove potevo farlo senza sforzarmi inutilmente, conservando le energie che mi sarebbero servite negli ultimi chilometri, ad allontanare l'avvento del mio solito momento di “crisi” , che in queste due giornate non si è mai presentato. E così sono riuscito a correre persino nel single track in discesa nei chilometri finali, dove, per correre, servono “freschezza”, elasticità e reattività. E così ho attraversato il traguardo in 3h50min!

domenica 25 aprile 2010

T.A. della Contessa, Capraia, 24 Aprile 2010


http://picasaweb.google.it/110183150086826494902/TADellaContessa24Aprile2010



L'ASD Capraia e Limite ci ha preparato un Trail Autogestito tra i colli del Montalbano, zona che sto imparando a conoscere, grazie al lavoro di Cannizzaro e Bartolini, e di tutti gli altri loro compagni, che si mostrarono già ottimi organizzatori della memorabile Ecomaratona del Montalbano, del dicembre 2009, quando la neve li mise alla dura prova, la notte precedente la gara, coprendo tutti i segni del percorso, costringendoli a rimediare a questa difficoltà, in modo celere e preciso. Segni colorati che invece questa volta abbiamo potuto mirare, sia sul terreno, sia "cartelli" segnaletici posti su alberi e pali, a dimostrazione di quanto stiano facendo di buono questi "ragazzi".
Dei Malandrini c'erano il Kappadocio e Fede, e, inspiegabilmente, ma in fondo in modo del tutto normale, ci siamo ritrovati, senza fissare, alla stessa ora e nello stesso posto. Naturalmente, il posto era sbagliato... non c'è volta che sbagliamo o strada o orario ... e d'altronde siamo così, malandrini....
E così il trail è partito, in orario, in una mattinata dal cielo coperto, ventoso, ma con temperatura mite. Tre percorsi, uno da 16km (scelto dal Kappadocio, che doveva rientrare presto), uno da 25 e uno da 35.


Avrei voluto fare quello più lungo, ma al momento in cui il gruppo si è diviso, ho preferito optare per il percorso di 25, perchè non mi sentivo di correre bene, e non mi andava di rallentare il cammino di coloro che hanno proseguito per il tragitto più lungo, e tra loro Fede, che non avendo corso per acciacchi da un po di giorgi, sentiva il bisogno di darsi al massimo. Ed è stata una scelta saggia perchè più tardi ho iniziato a soffrire a causa del tibiale sinistro, che mi ha decisamente messo alla dura prova negli ultimi chilometri, corsi, per "compensazione", su una gamba sola, che alla fine, mi faceva più male dell'altra...  E gentilissimi, i miei compagni di percorso, mi aspettavano, dove il percorso prendeva questa o quest'altra direzione.
Abbiamo riattraversato tratti già percorsi in occasione dell'Ecomaratona,  o il Ta delle Palme. Un po di fango, dovuto alla pioggia del giorno prima, ma comunque questi colli, questi sentieri, per quanto bagnati, non "regalano" tanto fango. Durissimo per me è stato quel tratto di strada bianca in salita che ha tirato su per almeno un chilometro: quei tratti di pendenza continua, che non  lasciano un momento di respiro alla gambe, sempre in tiro...
Insomma, è stato una bella escursione, un allenamento importante.








lunedì 12 aprile 2010

Traversata Colli Euganei , 11 Aprile 2010, 42km 2000mD+





Prima di tutto il link al webalbum dell'evento : http://picasaweb.google.it/CorriGaggioCorri/TCE2010#


E' stata la mia prima partecipazione a quello che è considerato uno dei "classici" eventi di Trail Running, giunto alla sua 26a edizione.
660 gli atleti iche si sono presentati al nastro di partenza alle 8:00 del mattino, quando, da poco più di mezz'ora, aveva cessato di piovere, sotto un cielo che andava aprendosi, piano piano, per poi regalarci, durante la mattinata, la compagnia del sole, sempre più intenso, col passare del tempo, fino a splendere imperioso nel primo pomeriggio, a illuminare i volti , più o meno "stanchi", ma sorridenti, di chi giungeva al traguardo e brindava con una birra.
La pioggia della notte ci ha regalato sentieri fangosi, ma non tanto quanto - narravano gli esperti - negli anni precedenti.

Il percorso era ottimamente segnalato, molti ristori (se non sbaglio 9) e soprattutto ben posizionati, non solo funzionalmente al bisogno degli atleti, ma come a segnare la fine/inzio di un tipo di percorso: perchè questi 42km non sono stati affatto monotoni, ma segnati da un susseguirsi di diversi tratti differenti tra loro, molto vari: dal sentiero di campagna, alla salita a mulattiera, fino al tratto roccioso, discesa con corda, poi brevi tratti di raccordo in asfalto, e tratti di fango, e di nuovo tratti di singletrack nel bosco, come il tratto dopo Villa Beatrice, e strade bianche che attraversano vigneti,con siepi molto curate, e visto il periodo, pure fiorite. Per poi passare di nuovo a tratti immersi nel bosco; con una salita, quella del Pellegrino, che verso il 32km sale verso il Santuario dedicato a Maria, e procede per 6km, fino all'altezza di 550m del Monte della Madonna. Il dislivello può sembrare non eccessivo, ma quella salita non è per niente facile , anche partendo da lì, figuriamoci dopo una trentina di km....
Insomma, un percorso, questo, che può regalare molte emozioni.






Per quanto mi riguarda, ho passato un bel fine settimana, con Fede, unici Malandrini, siamo partiti il sabato pomeriggio, per ritrovarci a Villa Teolo con tutti gli altri ( più di una trentina, e ho conosciuto Rudy, che sarà il mio gemello alla prossima Abbots Way) per partecipare alla "Pizzata Euganea" al Ristorante-Pizzeria la Fonderia, dove abbiamo mangiato bene e in allegria, creando un certo scompiglio... soprattutto nell'angolo dove eravamo presenti noi Malandrini... i camerieri erano disperati...
Dopo cena, erano poco più delle 22e30, ci siamo recati alla camerata dove avremmo potuto pernottare, ma trovandola buia e piena di gente che stava già dormento (...veri atleti che vanno a letto preso.. proprio come noi...) Fede ed Io ci siamo avviati alla parrocchia, sistemandoci in un angolino a piano terra dietro il bar, dove la nostra operazione di accampamento non avrebbe disturbato il sonno di qualcuno ... Tutta la notte quel cazzo di compressore della macchina da caffè che a intervalli regolari si accendeve e si spegneva... io riuscivo a dormire quando era in funzione, poi si spengeva, e mi svegliavo... Ogni quarto d'ora la campana della chiesa... insomma, avevamo voglia che la notte passasse presto ... per di più il materassino di Fede si è sconfiato, e ha dormito a contatto col freddo pavimento che lo ha congelato... non aveva una bella espressione, al "risveglio"... nè tantomeno io quando mi sono affacciato e ho visto la pioggia: non è possibile, una settimana di sole, e proprio ora il brutto tempo.... ero sfavato, demoralizzato. Avevo perso la voglia di partecipare alla corsa... poi mi sono ricordato le parole di Emme, che a fine serata ci aveva detto che avrebbe piovuto per smettere al mattino; è così è stato. Quando ha smesso di piovere, sapevo che non avrebbe piovuto ancora, e che il tempo ci avrebbe regalato una bella giornata.
Si, certo, a quanto pare la TCE senza il fango non è la TCE, ma insomma, un po di fango c'era, quel tanto che basta per non rendere impossibile correre, e che anzi, è stato anche divertente.

Sono partito nel gruppone, come al solito con la macchina fotografica in mano, poi mi sono accodato a Leocaster, pacer delle 7 ore, a passo tranquillo, finchè non mi sono accorto che in quel momento potevo correre un po più veloce. Sono andato avanti, e alla discesa della prima cordata, dopo qualche scatto fotografico acrobatico, ho iniziato a scendere saltellando lungo quel bel tratto , divertendomi alla grande, e ho iniziato a correre veramente, finchè ho potuto, giungendo al ventesimo chilometro in 2h 50min, ma dopo poco sono entrato nella mia classica crisi "di carburante": senza le dovute fonti energeetiche, ho preso a camminare, in attesa che passasse quella mezzoretta in cui il metabolismo cambias fonte energetica, passando da funzione di glicolisi a funzione in lipolisi. Cosa che è avvenuta, ma che non mi ha reso brillante come nel primo tratto. Forse avrei dovuto approvigionarmi precedentemente di gel integratori, ma almeno così ho potuto verificare il mio stato di forma.
Ho avuto difficoltà a terminare la salita del pellegrino, dove, al ristoro al Monte della Madonna, seppure fermo a bere, i muscoli delle mie cosce continuavano a contrarsi come se stessi ancora salendo! non avevo mai vissuto un momento del genere: non si trattava più di stanchezza, ma di puro delirio fisico. Di li in poi ho proceduto camminando, anche perchè la discesa successiva non era tanto da correre, quando da percorrere saltellando da un masso all'altro, da una sponda all'altra; cosa che sarebbe stata anche divertente, se avessi avuto la freschezza fisica.

Sono arrivato al traguardo in 7h11min, tanto, più di quanto mi aspettassi; pensavo di farcela al limite delle 6h30min..
Ma sono arrivato comunque contento.

E contento, oggi, e di non soffrire di dolori o stanchezza muscolare, e di riuscire, non sola a camminare, ma di sentirmi nella condizioni di partecipare e un'ora di fit-box!




domenica 4 aprile 2010

TARTUFO ECO TRAIL (Pasqua Eco Trail), S.Giovanni D'Asso, 3 Aprile 2010



Foto dell'evento http://picasaweb.google.it/CorriGaggioCorri/TartufoEcoTrail3Aprile2010#

Partenza alle 15:00 della prima "tappa" del Pasqua Eco Trail, denominata "Tartufo Eco Trail", dal castello medioevale di San Giovanni D'asso, paese che sorge al centro delle Crete senesi lungo il fiume Asso.

E così il Kappadocio, la Cris ed Io alle 14:00 eravamo ancora seduti al tavolo del ristorante il "Conte Matto", a Trequanda, paese che dista una quindicina di chilometri sulla strada che da Sinalunga porta a S.Giovanni D'asso. Comodamente abbiamo preso il nostro caffè e ci siamo avviati a destinazione, parcheggiando a pochi metri dal punto di partenza, dove ci siamo cambiati, tenendo presente delle condizioni meteo: clima temperato, col sole di tanto intanto coperto dalla nuvole. Eravamo soliti prepararci per il freddo e la pioggia...
Un saluto a Roama, organizzatore dell'evento, Stefano Grigiotti, immancabile con la sua Reflex, e agli altri gaudenti trailers, Max Pank, Mullah, Leonardo Morelli, Filippo Perazzini. Putroppo mancavano Federico Corbinelli e Rundiamo, per motivi di lavoro.

E così tutti pronti per le 15:00 al punto di partenza. Devo dire che, anche solo ad un'occhiata svelta, si poteva notare che il livello di preparazione dei runner presenti era molto elevato, composto fondamentalmente da "stradisti" della zona senese. E il percorso di questo trail ben si prestava alla partecipazione da parte di chi non è solito correre su percorsi non composti da strada asfaltata: per lo più abbiamo percorso strade bianche e brevi tratti di creta, attraversando in pochi punti zone coperte da alberi (che visto la stagione, eraano ancora spogli), affrontando alcune ripide salite, ma sempre corribili, raggiungendo, dal dislivello di partenza situato verso i 200 metri, un massimo di 380metri di altitudine.




Diversi i ristori lungo il percorso, che offrivano solo acqua (effettivamente non c'era bisogno d'altro), doccia calda nella palestra, e pasta party finale, al quale non abbiamo partecipato per ritornare a case e andarcene a prendere un hamburger dal Macdonald strada facendo, all'Outlet di Valdichiana; e per andarci, per sbaglio, ci siamo fermati difronte a un locale in inaugurazione, dove abbiamo mangaiao a buffet squisite tartine, crostini, pizza, schiacciata, pasta fredda, riso, prosecchino e drink analcolici. Nonostante l'abbuffata abbiamo proseguito per il Mac per concludere, come programmat,o difronte a un MacBacon schifosamente buono :) Stranamente il Kappadocio non ha mangiato l'hamburger...

Considerazioni personali: me la son proprio goduta, oggi; ho corso sciolto, senza mai tirare, osservando il paesaggio, fermandomi ogni poco a guardarmi intorno per scattare una foto. Alla fine ho impiegato 1he55min, anche troppo poco, per quanto avevo previsto (almeno 2h30min), visto ancora la condizione non ottimale, e soprattutto il poco impegno profuso per far presto.



giovedì 1 aprile 2010

Mizuno Precision 9


Ebbene, queste scarpe le comprai l'estate scorsa, ad una svendita di un grande magazzino, le davano a 60 euro, e non mi sono lasciato scappare l'occasione.
Mi ero trovato bene con le Rider, ho provato a fare il salto di categoria, comprando così quelle che al momento erano il mio primo paio di intermedie. Leggere e traspiranti, anche comode, in morbido mesh e con quel "vellutato" tessuto intorno alla caviglia; ma forse un po troppo lunghe in punta (il numero più piccolo mi stava stretto!) , tant'è che nelle prime uscite mi capitava, nei tratti di saliscendi, di sentire il piede scivolare sulla soletta, procurandomi una sorta di "irritazione" alla pianta del piede. Per cui le rimisi in scatola, un po deluso.
Ma forse era troppo presto per giudicarle...
Ho ripreso le Precision in questo periodo, per le brevi uscite mattutine di allenamento sulla pista ciclabile, ora che ho deciso di usare le vecchie e affidabili Asics Stratus per quelle gare su strada sulla distanza dai 15km in su, a cui mi è capitato e mi capiterà di partecipare ogni tanto.
Ho pensato che sarebbe andate bene per queste uscite di massimo una decina di km, senza lunghi tratti in pendenza, in cui quindi non sarei andato incontro al verificarsi di situazioni "irritanti".
In questa ultima settimana ci ho fatto 5 uscita da almeno un'ora. E ho avuto nuove e diverse sensazioni da questa scarpa.
Sono passati diversi mesi da allora, e ho cambiato un po struttura fisica (ho messo su qualche chilo di muscoli in più nelle gambe, per quella questione di proteggere meglio i ginocchi dagli impatti da corsa ) e ho cambiato anche il mio passo. Adesso appoggio meno sul tallone, più sull'avampiede, e così anche la rullata è cambiata, meno poggiata sull'esterno, più fluida, per quanto la velocità non sia aumentata. Per cui , in queste Mizuno, scarpe adatte per appoggio neutro (mentre le Stratus sono per appoggio supinatore), mi trovo più a mio agio, adesso.
Ho quindi deciso di affrontare dei tratti in sali-scendi, e forse proprio perchè la rullata è migliorata, meno pesantemente poggiata sul tallone, il piede scivola meno sulla soletta.
La suola ha buon grip anche nei tratti di sentiero erboso che percorro sulle sponde del fiume, bagnati dall'umido del mattino.






lunedì 29 marzo 2010

Pasqua Eco Trail : Tartufo Eco Trail. 3 Aprile 2010 + Monteisi Eco Trail. 5 Aprile 2010

Sabato 3 e lunedì 5 aprile nel borgo delle Crete Senesi si svolgerà “Pasqua Eco Trail”, manifestazione sportiva organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con le associazioni sportive e culturali di San Giovanni D’Asso e Montisi.

La competizione - Due le gare in programma su percorsi di 18 km ciascuna quasi interamente su strade bianche, sterrate e sentieri. Al via sabato 3 aprile alle 15 con “Tartufo Eco Trail” a San Giovanni d’Asso partendo dal Castello Medioevale e, in serata, tutti al pasta party organizzato dalla Pro Loco di San Giovanni D’Asso (ore 20). Lunedì 5 aprile, invece, appuntamento a Montisi dove alle 9 partirà “Monte Isi Eco Trail” davanti alla Chiesa della Madonna delle Nevi. Al termine della gara per tutti i partecipanti “grigliata dell’Angelo” lungo le vie del borgo (ore 12,30). Su entrambi i percorsi sarà possibile rifornirsi di sola acqua nei tre punti di rifornimenti dislocati sul territorio e i partecipanti non dovranno lasciare alcun tipo di rifiuto nell’ambiente ma solo negli appositi cestini, pena la squalifica dalla gara stessa.
Per i non sportivi, ad entrambe le gare sarà abbinata un a “Eco Passeggiata” ludico-motoria di 5 km aperta a tutti.

I premi: tartufo e olio – I prodotti principi del territorio andranno in premio ai primi 3 classificati nella categoria “uomini” e nella categoria “donne”. A San Giovanni d’Asso i vincitori riceveranno il pregiato e profumato Tartufo Marzuolo, mentre a Montisi sarà l’olio extravergine d’oliva la meritata ricompensa per i corridori arrivati primi al traguardo. La volontà di diffondere una maggiore sensibilità al verde pubblico e ai paesaggi che caratterizzano le Crete Senesi tra gli sportivi e non solo e la valorizzazione delle ricchezze agroalimentari del territorio faranno da cornice alla manifestazione pensata per regalare agli amanti dello sport e ai turisti svago e divertimento all’aria aperta.

Modalità d'iscrizione - La quota d’iscrizione è di 8 euro per la gara singola, 15 euro per entrambe le competizioni. Il termine ultimo per iscriversi è il 31 marzo. Dopo tale data il costo della quota di partecipazione sarà di 10 euro per la singola competizione, 18 euro per la combinata.


Per informazioni sulla gara e iscrizioni 338 7417040 roama57@alice.it











domenica 28 marzo 2010

T.A. Delle Palme, Carmingnano (PO), 28 Marzo 2010

http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=548277&code=766742ac084811905387809aac7f8949

Ieri sera ero intenzionato, per stamattina, di andare a Lari, per correre la Lariverdelonga, di 25 km. Un paesino incantevole, in un paesaggio tipico della campagna toscana. Ma poi ho ricevuto una "contropoposta" invitante: un corsetta tra pochi intimi, nella campagna di Carmignano.
E' nato così il Trail Autogestito delle Palme, percorso improvvisato, in ottima compagnia, con Fede, Chiarosub (Marco Michelini), appena ritornato dai deserti di Dubai, e il Kappadocio, padrone di casa, a guidarci per la campagna. In tutto una chiundicina di km; una partenza pesante, con la colazione ancora galleggiante nello stomaco, mentre salivamo una bella "rampa" non-corribile, prima di iniziare a scaldarmi un po, e poi entrare in un bel singletrack, dove mi sono divertito tanto a correre saltellando tra sassi e radici affioranti, schivando la vegetazione. Abbiamo incrociato anche un tratto dove a dicembre scorso siamo passati con la neve durante il Trail del Montalbano. Amo questi tipi di percorsi, di sali-scandi agili, in cui si corre sempre. Che bella mattinata! :)

http://picasaweb.google.it/CorriGaggioCorri/TADellPalmeCarmignano28Marzo2010#




E sono soddisfatto del mio stato;già domenica scorsa mi sentivo le gambe sciolte, ma proprio quando potevo cominciare a correre, mi ero ritirato, perchè in quelle condizioni meteo e del percorso non mi divertivo proprio, anzi, avevo troppi pensieri, troppe preoccupazioni, per me e per gli altri. Oggi, anzi, l'accapare del sole tra le nuvole ci ha fatto sudare anche troppo! :) Le gambe , dopo i soliti 4-5 chilometri di riscaldamento, hanno finalmente iniziato a girare bene, e in coincidenza col tratto del percorso sempre corribile.





domenica 21 marzo 2010

Trail Santa Croce, Bogliasco 21/03/2010



E che belin!
Aspettavo con speranza che questo fine settimana le condizioni meteo ci potessero concedere una bella giornata che ci avrebbe permesso di godere delle belle panoramiche che ho potuto solo immaginare dai racconti dei runner del luogo... "la, dietro la nebbia..."
Un vero peccato, belin. Perchè il weekend era iniziato bene, sabato ... si fa per dire, belin .. a parte qualche dettaglio che ci ha rallentati per strada... Io e Fede siamo arrivati a Bogliasco dopo la consegna dei pettorali, dopo il briefing... praticamente siamo arrivati direttamente a cena, al ristorante "La Risacca", dove ci aveva prenotato la sera prima Alex Braccio, uno degli organizzatori dell'evento, che si è unito con noi, insieme a sua moglie; c'erano Emilio e consorte, Andrea, il Kappadocio e la Cris. Abbiamo mangiato veramente bene, tutto a base di pesce. E tutti quanti ci siamo congedati col pensiero al giorno dopo, nella speranza che il tempo, se non fosse migliorato, almeno fosse rimasto stabile... Belin
E invece no, belin. Dopo un settimana di bel tempo, la Primavera ci ha portati un mattino di pioggia. Il che non sarebbe poi stato così negativo. Il problema era il vento... Il mare, sotto via Mazzini, al momento della partenza, era mosso. Quelli del luogo ci hanno avvisato che salendo, avremmo trovato condizioni peggiori... E cos' la gara è iniziata, belin, e abbiamo affrontato la scalinata iniziale, un bello e caratteristico tratto di "ingegneria" umana, duretta da affrontare, come duro è poi stato proseguire su sentiero di pota (fango) fino al 5 km, dove abbiamo raggiunto il picco 800metri del dislivello. Niente male. Belin, quel che c'era di peggio non era tanto la pendenza, ma la pioggia, che a volte arrivava da sotto, portata da forte vento ascendente... e poi, sul crinale, un forte vento laterale ci schiaffeggiava, bagnatissimi, raggelandoci... tant'è che ormai prossimo al primo ristoro dopo il 5chilometro, dopo un'ora e venti di cammino (perchè sarò riuscito a correre si è no solo un centinaio di metri..) pensavo che non era più il caso di proseguire in un percorso che non mi stava regalando alcun piacere, ma solo preoccupazioni... e non ero il solo che stava prendendo in considerazione la possibilità dell'abbandono... E poi, quando al ristoro, con le mani gelide, non riuscivo a percepire il contatto del bicchiere di te offertomi dai quei gentilissimi signori, non ho avuto alcun dubbio. In diversi abbiamo esternato la volontà di abbandonare. e la richiesta di un passaggio per portarci a l punto di arrivo; in attesa della navetta ci siamo rifugiati all'interno della vettura dell'unità di soccorso a riscaldarci un pò, tremando, in cinque, stretti sul sedile posteriore...E da li potevamo ascoltare i messaggi radio che si passavano quelli dell'organizzazione con quelli delle unità di sicurezza... Qualcuno era caduto, fratturandosi un dito... Le condizioni meteo peggioravano, tant'è che l'organizzazion ha deciso di accorciare il percorso del trail tagliando sul percorso del cammino.
Decisione saggia, quella di preservare la sicurezza dei trailer, di cui gli va fatto un gran merito ai responsabili dell'organizzazione, che a lungo aveva curato tutti i dettagli del percorso, nei mesi precedenti, dedicandovi gran parte del proprio tempo, delle proprie energie. Alex, Antonio Fregola. Conte Ugolino, Trailmaker e mi scusino quelli che dimentico: da veri trailer, si sono preoccupati del nostro benessere.
Non mancherò, di certo, il prossimo anno.


P.S: Grazie ad Ubertino Alberto, un membro di ASD Spirito Trail conosciuto pochi giorni prima su Facebook, che mi ha fatto dono di una bandana proteggi collo (zona tanto importante per me, in quanto mio tallone di Achille).
Spirito Trail!!!

Cristina Murgia, Simone Brogioni, Me, Alessio "kappadocio" Parauda








domenica 14 marzo 2010

Scarpinata sulle colline pratesi - 14 Marzo 2010

Web Album della mattinata:
http://picasaweb.google.it/CorriGaggioCorri/ScarpiantaCollinePratesi14Marzo2010#


Doveva essere una mattinata di riposo, ma con questo primo sole primaverile che si affacciava presto sulla piana, non ho resistito, e ho optato di uscire per una gara su strada in zona, denominata "Scarpinate sulle colline pratesi", con la speranza di poter percorrere strade  che attraversassero le colline. Mi sorgeva un dubbio: quali strade in zona attraversano le colline? fuoristrada,semma..  E buon tratto del percorso, infatti, si snodava sui i sentieri che da Galceti portano a Figline  fino al vecchio Cicognini e di nuovo giù. E c'era pure  po di fango!
Per cui, tra il recarmi al ritrovo da casa, che son almeno 5km, poi i 14 kn del percorso, e di nuovo altri 5 km per ritornare a casa, ho messo nelle gambe  2 ore di corsa tranquilla, per poi andare in palestra a fare mezz'ora di cyclette,  alternando 1 min a 120rpm a 1 min a 80. E infine la sauna...
Un bell'allenamento!



















venerdì 12 marzo 2010

Autunno in Toscana

Tutti non aspettano altro che questo freddo inverno passi, per dare il benvenuto al sole primaverile. Ed anch'io, certo. Ma c'è qualcosa che mi affascina ancora di più, in questa terra Toscana: l'autunno.  Con tutti i suoi colori e i suoi sapori, riesce a riscaldarmi l'anima.


















sabato 6 marzo 2010

T.A. TicciEmme 2Edizione, Colli Euganei, 06/03/2010

Ed eccomi di ritorno da un'altra tappa di quest'anno di "TrailTourism", la mia priva volta sui Colli Euganei, per la seconda edizione del Trail Autogestito "TicciEmme", dal nome dei due organizzatori, appunto; si tratta di un "prologo" alla Traversata dei Colli Euganei, che si terrà sempre qui il prossimo 11 Aprile.
Viaggio in compagnia di Fede, con ritrovo e partenza alle 5:50am.  Una splendida alba ci ha salutato una volta oltrepassato l'appennino innevato. Una volta a Padova ci siamo ritrovati in un banco di nebbia, che per fortuna ben presto ci siamo lasciati dietro, avvicinandoci ai Colli Euganei, dei colli molto particolari: spuntavano dalla pianura come coni, senza costituire una vera e propria "catena" montuosa. Quasi costituissero un insieme di isole di un arcipelago tropicale. Molto partiolare.
Quindi siamo arrivati giusto in tempo a Villa di Teolo, in mezzo a una sessantina di "trailers".




E quindi via pe una ventina di chilometri, correndo e camminando, che ci ha visto attraversare vigneti, arrampicarci aiutati dalle catene lungo sentieri rocciosi e impervi, attraversare torrenti montani. Non abbiamo scalato vette esagerate, giusto il sentiero della madonna ci ha portati ad un altitudine di circa 520m, ma abbiamo affrontato diverse impervie salite.














E' stato un buon allenamento, in una giornata che meglio non poteva essercene, assolata e senza vento. E in buona compagnia.

E poi il terzo tempo... tre tavolate piene di vassoi di insalate di riso, pizza, torte di vario tipo fatte in case (che buone!), tanti affettati, tanta birra e tanto vinello ... 
Fede ed Io,  unici veri forestieri della giornata, abbiamo servito tipiche specialità toscana, servendo un di Sorpassata e uno di Finocchiona, che hanno trovato molti estimatori; e poi la classica "rifinizione" pratese: biscotti di prato e vin santo!







domenica 28 febbraio 2010

2° Trail Pietraporciana - Valdorcia (Si) 28/02/2010



Località Foce, pochi chilometri da Chianciano Terme, si è tenuto oggi il 2° Trail di Pietraporciana, con partenza dall'omonimo Podere, gara organizzato dalla Uisp di Chianciano, presenti Stefano Grigiotti e Del Piero, che con questo evento hanno permesso di scoprire altre zone di questa meravigliosa zona.
Un percorso di 15 km circa, di strade bianche immerse nelle panoramiche colline della Valdorcia, nella riserva naturale di Pietraporciana, in una mattinata coperta e ventosa, ma mai minacciosa di pioggia. Un centinaio di atleti alla partenza.


Grigiotti che da indicazioni sul percorso




Gianforc, Kappadocio, Leonardo M. Leonardo V.


Federico poco dopo la partenza

Un percorso senza grosse difficoltà tecniche, almeno fino al punto in cui ho potuto percorrerlo, ovvero poco dopo il quarto chilometro, quando un risentimento a una caviglia risalente a una partita di calcio di lunedi scorso, si è ripresentato, piano piano, fino a impedirmi di poggiare la pianta del piede sinistro a terra, per evitare di caricare il mio peso corporeo sulla zona dolorante, proprio sotto il malleolo. Peccato, perchè era un percorso bello e facile, che attraversava anche una faggeta (amo le faggete!) che, per quanto spoglia, ha sempre un suo fascino. Ho solo potuto goderne la vista dall'interno dell'ambulanza sulla quale sono salito poco dopo la mia decisione di fermarmi e tornare al punto di partenza.






In diretta dall'Ambulanza

Quindi, sarebbe stata una mattinata deludente, se non fosse stata per la compagnia di Fede durante i trasferimenti, e a pranzo, al ristorante Oasi, sempre con lui , il Kappadocio & Sig.ra , e le chiaccherate con vecchie e nuove conoscenze di questo ambiente di appassionati.


Gianforc all'arrivo


Kappadocio e Fede all'arrivo


Del Piero di fronte al Ristorante "OASI"