sabato 17 novembre 2012

La Sportiva Abbigliamento Trail Running

http://apparel.lasportiva.com/apparel_mans.html#.UKf4koajJe7

La Sportiva Synopsis Vest



La Sportiva Synopsis Jacket


La Sportiva Stratos Vest


La Sportiva Adjuster Shell Jacket



La Sportiva Voyager Jacket


La Sportiva Lux Jacket


La Sportiva StormFighter Goretex Jacket



B2R Performance Shoes

CORSA NATURALE - B2R Performance Shoes

B2R (Born2run) Performance Shoes http://www.born2run.com
Niente a che vedere con Christopher McDougall, il progetto appartiene a Eric Orton.
Scarpa che pesa intorno ai 195gr, con un apparato suola intersuola alto 13.5mm, una soletta interna rimovibile altra 3.5mm, ed un differenziale di 0mm. Da notare la divisione dell'avampiede in due sezioni, quella per l'alluce e quella per le altre dita, non certo una novità, visto che le prime scarpe Onitsuka Tiger erano fatte proprio così, e negli anni scorsi Nike ha ripreso questa soluzione per un modello di scarpe/sandalo da passeggio estive, e le Brooks Pure presetano un accenno a questa soluzione, che svincolando il movimento del pollice, dovrebeb garantire maggiore stabilità.






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martedì 13 novembre 2012

Platypus Origin 9





La serie Origin della Platypus è costituita da diversi modelli, ideati per varie attività outdoor: trekking, trailrunning, mountanbike. Ogni modello è denominato con un numero, che ne indica la capienza. Ogni zaino è disponibile in tre colori: verde, blu, nero. E' prodotto in un unica taglia.
Abbiamo deciso di testare il modello “9 “ perché riteniamo che, grazie a questa capacità di carico, sia lo zaino più adatto per l'attività del trail running, soprattutto per quanto riguarda l'utilizzo nelle gare con lunga percorrenza, e in situazioni in cui il tempo è instabile e occorra portare con se un cambio abiti, o avere uno zaino capace di contenere gli “strati” di cui occorre liberarsi. Nonché un abbondante riserva idrica e alimentare.
Questa serie di zaini ha ricevuto nel 2011 l'onorificenza “Editor’s Choice Award” dal magazine inglese “Outdoor Enthusiast”, per le sue doti di comfort e versatilità di utilizzo. E per una sua dote unica, che risulta molto importante in un paese dove piove frequentemente: lo zaino Origin è costruito con un tessuto impermeabile, come quello usato per le giacche antipioggia, e con zip saldate , anche queste a prova d'infiltrazione, per cui è adatto ad affrontare condizioni di pioggia senza che il contenuto rischi di bagnarsi. 


 
Lo zaino pesa 497 gr. La sacca idrica , inclusa, dalla capienza di 3L, sempre prodotta dalla Platypus, pesa 164gr. Lo zaino presenta diverse opzioni dove far passare il tubo di rifornimento: sul bordo superiore, per passare sopra gli spallacci; da due fessure poste dietro le tasche della cintura.
Una volta indossato, si può apprezzare che gli spallacci sono ben fatti, larghi e ben imbottiti, risultano molto comodi per le clavicole. Sono lunghi, forse troppo, per cui , per persone con statura sui 170cm, occorre tirare al massimo le cordicelle di regolazione, perchè gli spallacci possano vestire precisi. All'estremità inferiore degli spallacci, guaine di tessuto formano tasche aderenti: in quella dello spallaccio sinistro si trova il fischietto, fissato, tramite una cordicella, ad un occhiello nascosto nella tasca. 


 
Una volta regolate misure di cintura vita e cinturino degli spallacci, e partiti a correre, si può notare che lo zaino, sia vuoto che a pieno carico, non “balla”, rimane incollato alla schiena; questa stabilità è dovuta alla vestibilità dello schienale, sul quale sono stati inseriti dei pad di un materiale che al tatto sembra lattice, e sui quali sono praticati fori di traspirazione. Questi pad sono rivestiti in tessuto, sono larghi, alti e ben posizionati, e si estendono per tutta la lunghezza del pannello, e permettono una ottima areazione della schiena, nonché evitano che il carico vada a contatto con la spina dorsale. Il pannello schienale BioCurve è stato studiato secondo parametri di ergonomia, e insieme agli spallacci garantisce sempre il massimo comfort.
La sua lunghezza è di 43cm, il bordo inferiore può andare a poggiare sotto la zona lombare a chi ha statura inferiore ai 170cm. 

 
La capienza dello scomparto esterno, apribile tramite zip con doppio cursore, permette di stiparvi molti oggetti: un baselayer, una maglia di pile, pantaloni lunghi, calzini di ricambio, un paio di guanti e un buff. Inoltre vi è una tasca in rete con zip e gancio per chiavi, dove potervi riporre il portafoglio e vari documenti.
Nello scomparto interno, dove è alloggiata la sacca idrica, si può stipare un telo termico, una eco-tazza, una confezione di cerotti per vesciche, un mini kit di pronto soccorso e una lightstick di emergenza.
La tasca esterna è costituita in materiale elastico: può risultare comodo per riporvi oggetti che occorre avere a portata di mano, senza che questi possano uscire accidentalmente; oppure vi si può riporre la giacca antipioggia quando occorre togliersela di dosso, evitando così' di metterla all'interno dello zaino a bagnarne il contenuto. Le tasche laterali della cintura, senza chiusura a zip, sono abbastanza elastiche da potervi riporre il telefono cellulare, la macchina fotografica , una pila frontale, il GPS, il roadbook, barrette alimentari e gel .
Ai bordi della tasca esterna ci sono due occhielli tramite i quali si può fissare il casco da bicicletta. Inoltre , pochi centimetri sotto i marchi Platypus, sono presenti delle fessure alle quali si possono agganciare luci di posizione, utili quando si va in bicicletta. 

 
Lo zaino presenta finiture curate nel dettaglio, offre una sensazione di alta qualità produttiva e grande robustezza.
Da aggiungere inoltre la praticità della vescica idrica, il cui tipo di apertura permette di lavarla facilmente.
Il prezzo dello zaino si aggira sui 90euro.

lunedì 5 novembre 2012

3a L'Eroica Running 04.11.2012

L'Eroica Running 2012








Mi ero preparato bene per questa gara, finalmente ad ottobre sono riuscito ad
allenarmi con regolarità, avendo superato i problemi di anemia che mi avevano
afflitto nei mesi precedenti. Un mese di allenamenti seguendo attentamente i
ritmi dettati dal cardiofrequenzimetro , per impostare un ritmo che mi
permettesse di correre sulle lunghe distanze senza affaticarmi troppo, senza
consumare troppe energie, un ritmo di allenamento sui 6min al km, per poi
arrivare ad impostare un ritmo gara più blando, correndo in pianura e
camminando le salite.
E così ho fatto.
Si parte da Prato. in macchina con Daniele ci sono i fratelli Vizzini.
Piove a Prato. Ma non è così a Gaiole. E' nuvoloso, ma la temperatura è
tiepida, un po di nebbia nelle valli Una tipica stupenda giornata d'autunno
Sono le 8, si parte con 10 min.  di ritardo, un numeroso gruppo di
partecipanti, chi per fare 21km, chi 42, e chi 65. Il mio obiettivo era proprio
la 65, ma con riserva , che se le gambe non girassero, al bivio al 21imo km, di
optare per la 42.


I primi km sono un po legato, i polpacci duri, procediamo lenti, io e Daniele,
in fondo al gruppo,  i primi 5 km d'asfalto , durante i quali inizio a soffrire
di uno strano problema ai piedi, sento formicolio alle piante dei piedi ho
ipotizzato che l'origine fosse non tanto la scarpa (ho indossato per la prima
volta le Altra Superior), quanto una cosa che ultimamente non ero abituato ad
utilizzare correndo: i calzini! me li sono tolti,  ed il problema è passato. 
Di li a poco si sono sciolti anche i polpacci, e ho iniziato a godermi il
passo che stavamo tenendo. Al quinto km si abbandona l'asfalto,  e incontriamo
la strada bianca che ci fa attraversare paesaggi collinari del chianti.
Incontriamo anche Fedele, Donatella e Salvatore sono parecchio più avanti. Il
tempo r5egge bene, ogni tanto si sente un po di quella pioggerellina fine fine,
ma è più il sudore a bagnarci!
Proseguiamo con passo adagio , ogni 5 km c'è un ristoro, non c'era poi bisogno
di portarsi dietro gel o barrette energetiche. La segnaletica è essenziale, ma
è impossibile sbagliare.
Al ristoro del 25imo km, Daniele si ferma qualche minuto in più per seguire la
sua strategia, io proseguo, fermami troppo rischio di freddarmi, sono bagnato
di sudore. Proseguo solo, mi metto gli auricolari, ascolto a basso volume di
Ozark Mountain Daredevil, musica country-folk, ottima colonna sonora lungo
queste strade immerse in questi panorami.
Accelero un po il passo, le gambe girano bene, passo di ristoro in ristoro che
nemmeno me ne accorgo, arrivo al ristoro del 40imo in 5 ore! me la sto
godendo,  è dalla Ronda Ghibellina che non raggiungevo questo chilometraggio, inizio a sentire un po di pesantezza alle gambe, decido di procedere un po camminando,
per dare un po di riposo alle gambe, la strada è ancora lunga; un paio di km e
m'aspetto di esser ripreso da Daniele, mi guardo indietro ma non lo vedo;
riprendo a correre, per superare la soglia dei 43 correndo: 5h25m! E poi,
proprio nel momento della mia piccola soddisfazione, nel momento dell'ebrezza,
arriva inevitabile la punizione divina.. durante un tratto in salita, la coscia
destra si contrae procurandomi una fitta! ohi-ohi! spero che sia solo un passo
falso, e invece ogni appoggio mi procura una fitta al muscolo nella parte
interna poco sopra il ginocchio.. smetto di correre e procedo camminando, ma
non passa,  Anzi: mi ritrovo a zoppicare.  E vado avanti, soffrendo, sperando
che camminando passi, ma non è così, anzi, camminando perdo calore, la
muscolatura si irrigidisce, e inizio anche a sentirmi stanco... aumenta la
depressione, e aumenta la sensazione di stanchezza.. è un circolo vizioso:
capisco la situazione, decido di fermarmi e riposarmi, appena trovo un punto
coperto dalla brezza del vento, e per fortuna un muricciolo dove mi siedo e
allungo le gambe, faccio un po di stretching,  aspetto che arrivi Daniele; 
passano venti minuti, e finalmente arriva, mi alzo, riprendo a corricchiare, ma
non vado tanto avanti, al ristoro successivo, mentre sto in piedi a bere,
sposto il peso sulla gamba destra,  la coscia si contrae, ho un principio di
crampi... 

  

Gli altri ripartono corrichiando, io cammino, e dopo un po trovo un
passo di corsa caricando tutto sulla gamba destra, ma dopo un paio di km sento
che sto sovraccaricando, riprendo a correre in maniera normale, passo
lentissimo, ma poco dopo ho i crampi alla gamba destra...  passati i crampi
riprendo a camminare, guardo l'orologio, calcolo che camminando potrei arrivare
al traguardo entro il tempo massimo, sono 15 km in 3 ore... Arrivo al prossimo
ristoro, sono stanco, decido di sedermi 5 minuti, mi rialzo, cerco di
camminare, ma la gamba destra non va, sto fermo in pieni, mi raffiguro
mentalmente quegli ultimi 12km, avendo studiato il profilo altimetri, ci penso
su, e mi dico che quegli ultimi km sono troppi, e non penso che ne valga la
pena. A malincuore decido di ritirarmi.  

L'album completo ad alta risoluzione:



venerdì 2 novembre 2012

Thunderbird Energetica - Barrette Energetiche Naturali

SPIRITO TRAIL • Leggi argomento - Thunderbird Energetica - Barretta






Ho scoperto questo prodotto . Direte, che sarà mai, un'altra berretta energetica...
E' fatta completamente con prodotti naturali, senza glutine, senza zuccheri aggiunti e con un involucro biodegradabile (certo, questo comunque non giustificherebbe il fatto di gettarla in mezzo alla natura, ma se la buttate nei vasi delle vostre piante, fa concime!) .

Mi piace l'idea che è fatta in modo artigianale, e non da un grande produttore alimentare/medico. Frutto dell'esperienza di due atleti impegnati in sport di endurance.
Una bella storia, di quelle "il sogno Americano".

E poi hanno un buon sapore, son facili da digerire, senza i soliti turbo-effetti collaterali....



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martedì 30 ottobre 2012

venerdì 12 ottobre 2012

Giacche Impermeabili & Traspiranti per il Trail

SPIRITO TRAIL • Leggi argomento - Vetrina Giacche Impermeabili Trail



 Tessuti Impermeabili e traspiranti

Negli ultimi tempi, sono stati inventati un bel po 'di nuovi tessuti impermeabili traspiranti. Abbiamo Mountain Hardwear DryQ, Neoshell Polartec, Columbia Omni-Dry, e Active Shell di Gore.
Perchè, dopo 25 e più anni in cui tutti erano completamente contenuti col Gore-Tex (con solo pochi individui intelligenti che sono passati a eVent), improvvisamente il mercato non è più soddisfatto con lo standard del settore? Ci sono tre ragioni principali:

1) La traspirabilità del Gore Tex è una schifezza. Ci dispiace, Gore, ma non importa il numero di risultati dei test che rilascia , non sono la verità. Sì, è possibile garantire che i vostri prodotti sono impermeabili, ma lo sono anche Silnylon, il nylon poliuretano rivestito, Marmot MemBrain, Mountain Hardwear Conduit, Lowe Triplepoint, HyVent North Face, Stoic Bombshell e Vaporshell, Patagonia H2No, Cloudburst Cloudveil .... Il fatto è che Gore si progetta i test che pubblicizzano, al fine di mettere la loro tecnologia in una buona luce, e anche allora, spesso si contraddicono, o non hanno alcun senso in un contesto più ampio. La loro prova principale, il test RET, determina quanta acqua viene mantenuta quando una patch di tessuto è posto sopra una piastra di Petri pieno d'acqua, e lasciato per un certo lasso di tempo. Gore si vantava che per gli standard RET, il loro tessuto Paclite era il tessuto più traspirante ( prima del rilascio di Gore Active Shell), ma con il loro altro test, il MVTR ( Velocità di trasferimento vapore e umidità, un test che determina la quantità di umidità può diffondersi attraverso il membrana in un periodo di 24 ore), Pro Shell è quasi il 70% più traspirante rispetto Paclite. In sostanza, lo standard industriale per traspiranti impermeabili nel corso degli ultimi 25 anni lo ha fatto lor perché erano stati i primi, e avevano la capacità di marketing per rimanere in cima.
2) Le aziende sono stanchi di pagare royalties a WL Gore and Associates, perchè questo marchio le aiuti a vendere , mentre usando tecnologie proprietarie hanno un maggior guadagno
3) Mentre il consumatore medio pensa l'equivalenza Gore-Tex=abbigliamento impermeabile ,i consumatori informati stanno diventando sempre più consapevoli della inefficienza di questa tecnologia, e sono stufi delle aziende che affermato di essere il migliore usando quella tecnologia obsoleta e inefficiente.


I tessuti Impermeabili traspiranti utilizzano la stessa tecnologia di base: una membrana che ha milioni di piccoli fori che sono abbastanza grandi per far uscire il vapore acqueo , ma abbastanza piccolo per non far penetrare le molecole d'acqua e. Questo è ciò che Gore ha presentato con l'originale Gore-Tex negli anni settanta. Quello che non viene detto è che la membrana originale ha smesso di funzionare molto rapidamente, perché intasato di sudore e sporcizia. A causa di questo, Gore è stata costretta a proteggere la membrana con un sottile strato di poliuretano che non presenta quei piccoli fori.
Questo ridusse la traspirabilità al vapore acqueo perché doveva diffondersi prima attraverso il poliuretano poi viaggiare attraverso quei piccoli pori nella membrana. Il concetto alla base eVent, , è che creando una membrana che naturalmente resistente alle sostanze oleose, lo strato di PU non è più necessario, e una piccola quantità di flusso d'aria è stato consentito attraverso la membrana trasferendo una quantità significativamente maggiore di umidità . Ci sono voluti circa dieci anni a prendere piede, ma alla fine, un sacco di aziende stanno facendo le proprie membrane; l'unica eccezione sia ha con il nuovo tessuto Gore Active Shell, che è semplicemente la stessa membrana Gore è stato usato per anni, ma con meno collante tra esso e uno strato sottile di poliuretano a protezione della membrana.

Gore Active Shell è molto meglio di qualsiasi Gore è uscito in passato, ma delle nuove WaterProof / Breathebilty tecnologie è ancora il peggiore. Del resto, Mountain Hardwear DryQ, Columbia Omni-Dry e Polartec Neoshell sono in cima al mucchio. Usano membrane altamente strutturate che consentono il maggior numero di pori possibili su una determinata area, che si traduce in una maggiore traspirabilità. Mountain Hardwear ha recentemente acquistao la tecnologia eVent, e, di conseguenza, il loro tessuto DryQ prende quella membrana, la circonda con tessuti appositamente progettati. Questa membrana viene coperta di politetrafluoroetilene (PTFE), ma trattata in un processo per renderla oleo-fobica, migliorando così la resa della tecnologia eVent. Mentre alcuni di questi nuovi tessuti sono migliori di altri, tutti battono lo standard del vecchio Gore Tex Pro Shell (o Paclite).
Quanto detto è tutta teoria, basata sulla meccanica del tessuto, mentre nella vita reale ci sono fattori che possono contare di più, quali il peso del tessuto, differente per attività d'uso


Differenze

Le differenze tra Goretex ed eVent (da cui derivano DryQ e altri antagonisti, come Stoic Vaporshell) entrambi basati sul PTFE, politetrafluoroetilene, il polimero del tetrafluoroetene:


Il GORE-TEX è costituito da una membrana bi-componente, il PTFE. Funziona un po 'come la pelle, con oltre 9 milioni di pori microscopici per pollice quadrato, tutti i 20.000 volte più piccoli di una goccia d'acqua. La dimensione dei pori è ancora 700 volte più grande di una molecola di vapore acqueo, e consente al gas e al calore di essere rilasciato. Una copertura oleosa e traspirante è integrata nella membrana GORE-TEX (in grado di respingere liquidi, oli, cosmetici e sporco). Il PTFE è protetto internamente da uno strato di PU. Il vapore corporeo quindi viene a contatto con questo strato di PU, si condensa e viene spinto attraverso i pori grazie alla spinta causata dalla pressione di altro vapore corporeo. Una volta passato sulla superficie esterna, ri-evapora per effetto della conduzione termica attraverso il tessuto.
Quindi, all'interno si soffre il caldo e questo produce ancor più sudorazione e condensa... Motivo per cui il Goretex risulta deludente se applicato a capi di abbigliamento dedicati a sport in cui si ha molta mobilità e produzione di calore.


L' eVent è un tessuto poroso attraverso il quale il sudore va all'esterno in un unico passaggio; questa tecnologia è denominata Direct Venting Technology. Il PU è "iniettato" solamente nei pori del PTFE, e non come uno strato uniforme a copertura e protezione dell'eVent
Ciò significa che eVent è tecnicamente più traspirante, e quindi più veloce da asciugare, di GORE-TEX. E 'più fresco, all'interno, in quanto consente una migliore dissipazione del calore.
La mancanza dello strato protettivo omogeneo in PU rende necessaria una maggior cura del tessuto eVent, per cui i capi dovranno essere lavati più spesso, perchè non si perda l'efficienza.



lunedì 6 agosto 2012

Patagonia Tsali 2 - Review


Patagonia Tsali 2 
Recensione - Review





Ad una prima occhiata, le Patagonia Tsali non sembrano niente più che un paio di scarpe da trekking estive, dal look discreto, quasi elegante, tutt'altro che aggressivo-dinamico-sportivo, senza particolari caratteristiche tecniche che si facciano notare. Non fanno certo innamorare al primo sguardo.
Il trailrunner cerca nelle scarpe il meglio della tecnologia, e queste scarpe non danno proprio l'impressione di essere un prodotto altamente tecnologico. E, anche indossate, ti viene il dubbio che possano essere scarpe adatta al trail running.
Vediamo cosa nascondono.

La Tsali è una scarpa molto leggera, pesa 280gr, ed è indicata a chi ha una meccanica di corsa con appoggio neutro e un arco medio. E' adatta anche a chi ha bisogno di usare una soletta personalizzata. Le versioni maschili e femminili presentano specifiche differenze studiate per adattarsi alla diversa anatomia del piede.
La tomaia è in mesh di poliestere a trama molto fitta, internamente è rivestita in tessuto; assicura una calzata comoda e larga nella zona dell'avampiede, e una calzata molto aderente lungo tutto il piede; è ben fatta, ma non consente un ottimale traspirazione in condizioni di clima caldo; è sottoposta ad un trattamento, denominato DWR(durable water repellent), che le permette una maggior resistenza alle infiltrazioni d'acqua che può risultare utile per evitare di bagnarsi i piedi durante attraversamenti, che durino pochi secondi, di corsi d'acqua o pozzanghere; oppure attraversando lunghe distese di erba alta bagnata; ma non è tanto idrorepellente da permettere al piede di restare asciutto in condizioni di pioggia.

Lungo la superficie della tomaia sono presenti inserti in pelle. Quelli posti nella parte interna si estendono lungo tutto la superficie e sono collegati al sistema di allacciamento. Il collarino è ben imbottito, avvolge bene la caviglia; la conchiglia al tallone è ben conformata, non ingombrante, ed è fatta di un materiale abbastanza elastico; non fa sentire la sua presenza.
La linguetta è imbottita molto bene , per tutta la sua lunghezza , ed è cucita all'interno della tomaia per quasi tutto il suo sviluppo, a evitare che si sposti durante la corsa. Inoltre, sulla sua superficie, vi sono cuciti, incrociandosi a x su un inserto di pelle, le asole passa lacci in tessuto.
Queste asole, a differenza delle altre - che sono lungo tutto il margine della tomaia , nella parte inferiore – vanno a passare all'interno di occhielli posti molto più in basso sulla superficie della tomaia, andando a formare - insieme agli inserti di pelle e agli occhielli in metallo posti sul collarino - un sistema di allacciamento, denominato X-Dynamic, che permette un supporto contenitivo per il piede, il quale risulta sempre ben alloggiato al suo interno. Lungo la tomaia, poco sotto il collarino, a contatto con l'intersuola, si trovano delle placche in plastica trasparente , che hanno funzione protettiva contro eventuali urti laterali. Le placche presentano fori per non impedire l'areazione.
Sul puntale è presente una conchiglia di protezione , composta da uno strato di gomma dallo spessore di 1 millimetro, che riveste una struttura in pelle che si estende lungo l'avampiede e la cui conformazione permette di avere un dorso alto che non viene a contatto con la parte superiore delle dita dei piedi; la forma del puntale permette alla tomaia ampia capacità di torsione, e questo, oltre a evitare punti di tensione e strofinamento sul piede, permette al mesh di soffrire minor stress , ed evitare l'usura tipica della zona, che a volte porta il mesh a deteriorarsi ai lati, fino al punto di strapparsi, la dove si congiunge con l'intersuola.

L'intersuola è composta da una gomma Dupont che Patagonia dichiara essere più leggera del 25% rispetto ad una normale gomma EVA.
L'intersuola, nel suo sviluppo, segue anatomicamente la forma del piede, ed
insieme a una suola di gomma a multi densità, costituisce una struttura lineare con ampia superficie d'appoggio al suolo, che favorisce la stabilità.
Nel punto di appoggio all'avampiede, l'intersuola risulta essere alta 2,10cm, mentre nel punto del tallone è alta 3,30cm. Presenta quindi un differenziale che rientra nei limiti di quelli che ha una scarpa intermedia, categoria alla quale la Tsali rientra anche come pesantezza.
Nella zona del tallone e dell'avampiede, l'intersuola presenta degli inserti di gomma distinguibili dal colore , e che hanno diversa intensità: quello situato sotto il tallone favorisce l'assorbimento dell'impatto durante l'appoggio; quello posto sotto l'avampiede, più denso, e con forma convessa, ha la funzione di favorire la risposta elastica dell'intersuola, aiutando la transizione dal momento di appoggio al momento della spinta.
La suola presenta una tassellatura differenziata, sia per quanto riguarda la forma dei tasselli, che per la loro direzionalità e disposizione, e studiati per
favorire la trazione in salita e in discesa.
Sui sentieri, assorbe molto bene le asperità del fondo, siano sassi o radici affioranti, sia al tallone che nella zona dell'arcata del piede; l'avampiede risulta molto flessibile, è privo di sistemi di protezione contro gli urti, e questo permette una buona interpretazione del suolo.
La Tsali è adatta soprattutto per correre lungo i single-track dal fondo terroso, anche bagnati; ma trova il suo limite su fondi con pietra bagnata, dove tende a perdere grip durante la fase di spinta, soprattutto in salita.
Non è il massimo di reattività in discesa su fondo molto sconnesso, se si procede a forte velocità: il ritardo di risposta che può verificarsi nei veloci cambiamenti di direzione, dovuto alla morbidezza dell'intersuola, può comportare uno sbilanciamento del corpo e una perdita di grip, soprattutto laterale. Quindi bene non forzare.
Questa scarpa ha le caratteristiche per essere usata soprattutto per medie- lunghe distanze a ritmo sciolto, ma non tirato; data la sua leggerezza, la morbidezza dei materiali di cui sono composti intersuola e suola, e tasselli che non sono troppo pronunciati, questa scarpa risulta adatta anche ad affrontare lunghi tratti di percorso asfaltato, dando la sensazione di avere ai piedi una scarpa di categoria A3, molto efficiente, tra l'altro.
Consigliata una mezza misura più grande.



sabato 28 luglio 2012

Saucony Peregrine 3 - preview

http://www.spiritotrail.it/forum/viewtopic.php?f=23&t=6530

Un anteprima di quella che - a parte le scarpe stile barefoot - è la nuova versione della mia scarpa da trail preferita, la Saucony Peregrine 3