mercoledì 18 novembre 2009

Piccoli Progressi

E' passato più di un mese da quando ho smesso di correre e ho intrapreso una preparazione fisica guidato dal trainer Lorenzo, presso la palestra Serendip. Una preparazione che non riguarda solo il potenziamento della muscolatura delle gambe, ma anche una completa tonificazione di muscoli lombari e dorsali, molto importanti per la corsa in salita e con il camelback sulle spalle. Ho trovato interessante l'introduzione di un esercizio di swing con il Kattlebell, strumento che col tempo diventerà predominante nelle mie sessioni di training, con esercizi atti a migliorare stabilità di caviglia e ginocchia. Fatto molto importante questo, considerato il problema che ho avuto con il ginocchio sinistro: giorni fà l'ortopedico che mi ha visitato, ha riscontrato che i problemi al collaterale esterno si sono attenuati ma permane un problema al menisco del ginocchio sinistro, che potrebbe darmi problemi, in futuro, e portarmi ad una situazione in cui l'unica soluzione è operare ... Potremme, tra un mese, come tra anni. Mi ha detto di proseguire nella preparazione che sto portando avanti, e  di aspettare ancora un mesetto prima di riprendere a correre, cosa che avevo già programmato.

Ma la voglia di correre è tanta.
Domenica scorsa, ho partecipato alla camminata sociale del Cai di Prato, 18km tra i sentieri di Galceti e Figline, e in diversi momenti mi sono slanciato un po in una corsetta in salita, pochi metri, per poi frenarmi.
Riposa ancora, Gaggio, riposa.



Foto di Alessio Kappadocio Parauda
http://kappadocio.blogspot.com/


domenica 1 novembre 2009

COUNTRY ROADS



John Denver - Country Roads

venerdì 30 ottobre 2009

MARCO OLMO, un passo dopo l'altro

Un giorno ho letto un articolo su Olmo su di una rivista specialistica, e grazie a lui, ho scoperto il trail; ho scoperto che si può correre non solo su asfalto... Adesso non riesco a credere a quanto fosse mentalmente ristretto il mio approccio alla corsa...
E quest'uomo... Al di là delle sue vittorie, che non ero in grado di valutare, mi ispirava, e adesso, se penso a come mi vedrei alla sua età, spero ancora di essere uno capace di affrontare sempre nuove sfide.
Grazie, Marco.

http://www.unpassodopolaltro.it/

http://filmunpassodopolaltro.blogspot.com/




un passo dopo l' altro


un passo dopo l' altro

domenica 18 ottobre 2009

Corro per vivere, vivo per correre

Oggi si è conclude l' "anno"  di corridore. Da domani ufficialmente (anche se è già da qualche giorno così) smetto di correre. Per un mese appendo scarpe da corsa al chiodo. I risultati della risonanza magnetica al ginocchio sinistro confermano ciò che si sospettava, che nel "condilo femorale esterno, versante mediale, sono presenti estesi fenomeni di edama osteomidollare ... il collaterale mostra lieve disomogeneità strutturale al terzo prossimale, su base post-distrattiva o per fenomeni da sovraccarico". Insomma, riposo riposo riposo, dopo una stagione che mi ha visto affrontare nuove esperienze, ecomaratone, skyrace, notturne... Belle e dure esperienze, che ho affrontato senza anzie  da prestazione, col solo pensiero di portarle a fondo, in qualsiasi modo, finchè le gambe mi avrebbero tenuto in piedi. Ho avuto modo di vivere bei momenti, di vedere bei paesaggi, di incontrare belle persone.  A parte le prestazioni, è stato un anno positivo.  Posso affermare di essere diventato un atleta. Avevo iniziato a corricchiare per curare la mia salute, due anni fa. Poi il correre è diventato la mia passione, una dimensione della mia vita. Adesso, quando vedo la  foto di una montagna, di un paesaggio campestre, se mi piace, non solo la giudico bella, ma penso "che bello sarebbe corrrerci"!

E così da domani a riposo dal correre per un mese.
Ma mica tanto riposo: mi allenerò in palestra, per aumentare forza propulsiva, resistenza, elasticità dei muscoli degli arti inferiori, e rafforzare il tronco. 
Voglio essere in grado, il prossimo anno, di poter correre un'ecomaratona arrivando alla fine senza sofferenza, potendo dire "è stata dura,ma è stata un piacere".
Vorrei partecipare (e portare a termine) all'Ecomaratona dei Marsi, al Lavaredo Ultra Trail, all'Ecomaratona del Ventasso, alla Marcia dei Giganti,  ai Pionieri del Gransasso, all'ultra del Montecasto.

Riposa Gaggio, riposa.



mercoledì 7 ottobre 2009

Spazio Vitale

.... dopo una settimana immerso nel verde della Val Talloria, territorio delle Langhe, potendo correre, per quanto su asfaltoto,  ma pur sempre in un ambiente meraviglioso, immerso nella natura ... tornare in città, è traumatico... in fondo mi basterebbe poco per vivere...  una roulotte Airstream trainata da un PickUp (magari ecocompatibile..) e spazi aperti dove poter correre  ...








domenica 20 settembre 2009

PORRETTA TERME - CORNO ALLE SCALE (30km - 15km)

Beh, ieri sera, quando il Kappadocio mi ha detto che avrebbe partecipato a questo evento, mi è presa tanta voglia di farla.. ho corso una mezzoretta sulla ciclabile di prato, ed è andato tutto bene, le gambe giravano bene, ero contento. Peccato che dopo una mezz'ora, a freddo, abbia iniziato a sentire il ginocchio sinistro un po molle, non mi teneva tanto bene su ... Ho avvisato il Kappadocio che non avrei corso ma che comunque sarei andato con lui, per vivere comunque la giornata, se pur da portaborse.
Ed è stata una giornata positiva per quanto riguarda le condizioni atmosferiche: qualche nuvolone, ma mai una goccia d'acqua.
Il percorso, su strada, con partenza da Porretta Terme, si è snodato sulla via che porta al Corno alle Scale, una strada che già conoscevo per averla percorsa in macchina, e che offre dei bei passaggi. E molta, molta salita, soprattutto gli ultimi 5km, un vero muro che ha ridotto molti a interrompere il passo da corsa e a procedere camminando, e a soffrire di crampi. Il primo arrivato ha impiegato poco più di due ore; terzo il vincitore dello scorso anno, Marco Guerrucci; tra i primi anche Gaetano Cardia, campione nazionale trail uisp,secondo lo scorso anno. Folta la partecipazione del Gruppo Podistico Ferrero di Alba e di altri podisti albesi, diversi atleti sono arrivati tra i primi 10 della 30km, Mario Prandi (ATP Torino) vincitore della 30km, ed Eufemia Magro (Mokafè) vincitrice della 15km tra le donne, mentre per gli uomini ha vinto Arturo Ginos (Pontelungo Bologna)

Ricchi premi per tutti all'arrivo, oltre a un buon abbondante pranzo. GP ALTO RENO ha fatto un bel lavoro. Bravi!


Vincitore 30 km


Vincitrice 15km


Gaetano Cardia, Campione Italiano Trail Uisp 2009


Ricco ristoro finale

Di tutto rispetto anche la prova del Kappadocio, che ha conclusio in 3 ore circa. Da notare la sua fase preparativa all'evento fino ad un minuto dalla partenza ....






Sofferente all'arrivo ....

Alcuni scorci dell'ambiente








domenica 13 settembre 2009

TRAIL FORESTE CASENTINESI 2009 (13/09/09)

Questa che vi racconto è la mia "non partecipazione" a l'evento al quale più tenevo, e che aspettavo da un anno... Mi ero iscritto a pochi giorni dall'apertura delle iscrizioni, avrei avuto il pettorale nr 18... Ma, putroppo, l'infortunio che mi ha perseguitato tutta l'estate e infine bloccato, mi ha impedito di parteciparvi..
Per fortuna il Kappadocio non si era ancora iscritto, ho passato a lui il mio posto, e stamani, alle 6, ero sotto casa sua, siamo passati a prendere la Donatella e poi a Firenze, dove ci aspettava l'UomoPatagonico, cambio di macchina e via dritti verso Badia Prataglia, con la luce del giorno che si affacciava sempre più in un cielo coperto ma mai minaccioso, attraversando bellissimi scenari del Casentino.



Kappadocio - Donatella - UomoPatagonico

A Badia i miei compagni d'avventura hanno rivisto vecchi amici e compagni d'avventura.
Guardavo i volti dei partecipanti, e non vi leggevo nessuna anzia da competizione, ma solo l'allegria di essere ad un evento che per tutti si prospettava come una piacevole esperienza podistica in un ambiente meraviglioso. Poco più di duecento i partecipanti tra 20 e 10k, e il gruppo per la camminata di 6k.



Alla partenza, solo in pochi col dito sul cronometro, come invece se ne vede tanti sulle start-line delle corse su strada.





E all'arrivo, nessuno che avesse stampata sul volto un'espressione di delusione o stanchezza.




Alla fine, allegro e confusionario rito della premiazione, con tanti premi per tutti, per diverse categorie, alcune inventate li per li, per far festa, mancavo solo io come quello che è stato più a lungo seduto nella stessa posizione al traguardo ad aspettare i partecipanti
Pasta party con servizio ai tavoli (un grazie a quei volontari che si sono prodigati per sfamarci) , un caffè al bar e poi ritorno a casa.
Mi hanno detto che è stato un bel correre, per maggiori infor consiglio la lettura dei blog del Kappadocio http://kappadocio.blogspot.com/ e del Mitico Jane http://miticojane.blogspot.com/





sabato 5 settembre 2009

Stanchezza ....

Oggi, affrontando nuovamente il percorso trail delle tre gobbe del Monteferrato, dopo mezz'ora di corsa a passo corto, le gambe si sono fermate, e un messaggio è arrivato al cervello: stanchezza. Adesso che sono qui che scrivo, avrei voglia di mettermi le scarpe e andare a correre nel fresco, sotto la luna piena, lungo il sentiero che costeggia il Bisenzio, col vento contro. Il mio cuore lo vorrebbe. Ma non riesco ad alzarmi da questa sedia... Non è come quando, dopo una lunga uscita, ti senti senza forze. A parte il problema al ginocchio, che si presenta solo in certe situazioni di stress, adesso è tutto il sistema motorio che non ne può più. Le mie gambe mi diconono che devo fermarmi. E penso abbiano ragione. Mi dovrei fermare, qualche mesetto senza correre. Un mese di riposo totale, da adesso, e  poi preparazione invernale in palestra, mirata a migliorare elasticità muscolare, e resistenza. Riprendere a correre in strada a gennaio... Già, ma domenica prossima sono al Trail delle Foreste del Casentino... Sarà una passeggiata, nel proprio senso della parola...E poi a Ottobre l'Ecomaratona di Cuneo, e poi quella del Chianti.... E mi stanca il solo pensarci ....




EQUIPAGGIAMENTO - ADIDAS GAZZELLE 365



Scarpa molto leggera, circa 270gr, e molto traspirante. Mi ci sono trovato subito a mio agio, non come in altri modelli adidas, come Boston e Glide, che seppur dotate di tecnologie più avanzate per la suola, non trovavo comode, soprattutto nella zone dell'alluce, dove "strozzano" lateralmente qui rinforzi in pelle sintetica che in questo modello sono più ridotti. Da questo punto di vista, la tomaia assomiglia alle vecchie ottime Mizuno Precision 8. La suola è rigida e reattiva, come appunto richiede una scarpa di tipo A2 neutra, il differenziale non è elevato, la scarpa invoglia a correre con una falcata ampia e con breve appoggio del piede a terra. Inoltre presenta dei fori che contribuiscono all'areazione del piede. Non sono in grado di dire se questa caratteristica porti dei vantaggi o meno, certo è che chi non ama bagnarsi i piedi in una pozza, non la troverà di suo gradimento...
Ottimo il collarino alla caviglia e l'allacciatura. Nessun problema di vesciche da sfregamento.
Non è consigliabile a chi deve portare plantari personalizzati: il plantare è funzionale all'intersuola traforato per aumentare la traspirazione.
La suola non mi sembra adatta a escursioni su sterrato erboso, possibilmente scivoloso.




lunedì 31 agosto 2009

SKYRACE 3 RIFUGI 2009



Skyrace 3 Rifugi 2009 - Partenza Pian delle Gorre

lunedì 24 agosto 2009

Massime

"Andare in montagna in velocità è assurdo, è come se qualcuno dicesse "Ho fatto l'amore con una  bella donna.Ci ho messo 5 minuti"".
Kurt Diemberger



SKYRACE TRE RIFUGI (Chiusa di Pesio, Piemonte) - 23/08/09





Beh, non è stata una giornata da ricordare per quanto riguarda la prestazione ... sono arrivato oltre il tempo massimo,quindi nemmeno classificato ... eppure era cominciata bene: il percorso non era certo facile, dal punto di vista tecnico; le condizioni meteo non delle migliori, nebbia e pioggia, ma per niente freddo o ventoso, quindi, erano favoreli. Ma purtroppo, dopo il passaggio al Rifugio Mondovì, circa a metà percorso, ho iniziato a soffrire al solito ginocchio, e per quanto non mi recasse dolore come in precedenti avvenimenti, mi impediva di correre in discesa, e di tenere un buon ritmo in salita...se poi ci mettiamo che gli ultimi chilometri erano in discesa molto molto ripida, e che ho dovuto percorrere usando le bacchette... arrivare dopo 6 ore è più che normale, per me.
Non ero affatto contento all'arrivo. Avrei voluto qualcosa di più, da me stesso.

Comunque, per quanto la visibilità sia stata scarsa, per quei pochi squarci di montagne che si intravedevano nella nebbia, il paesaggio era bello.
I rifornimenti, per quanto gestiti da persone simpatiche, e questo mi è stato confermato dal Kappadocio, che è giunto moltoprima di me, e non ha trovato quindi gli avanzi, non erano molto ricchi.

Il prossimo anno penso proprio di rifarla.

PS: per quanto riguarda il percorso,avevo appunto preventivamente contattato gli organizzatori per avere informazioni tecniche onde decidere, col mio problema al ginocchio, se partecipare o meno all'evento; questi mi avevano rassicurato che non era un percorso difficile... sticazzi! forse sono abituati a percorsi più tosti... Comunque è stato bello.






martedì 18 agosto 2009

EQUIPAGGIAMENTO - VIBRAM FIVEFINGER SPRINT

Finalmente sono arrivate le Fivefinger Sprint acquistate su Ebay! Qualche  difficoltà iniziale nell'indossarle, le dita dei piedi vanno distanziate l'una dall'altra, e mantengono questa postura all'interno dell'alloggiamento. E' come camminnare a piedi nudi, e camminando tra i turisti di Firenze, molti gettavano lo sguardo ai miei piedi, su questa calzatura strana e simpatica.In  serata ho provato qualche scatto di corsa, molto reattive nei cambi di direzione (...inseguendo il mio cane nella mezz'ora di gioco serale, è tutto uno zigzagare..), e protettive. Niente ammortizzazione, naturalmente, ma scatta un meccanismo istintivo ad aumentare l'ampiezza della falcata e l'appoggio fluido che spinge sull'avampiede, cosa che avevo già provato quando corsi scalzo qualche centinaio di metri: ti spinge ad andare forte, a  cambiar passo, a migliorare la meccanica del gesto. Da  utilizzare per sessione tecnica di allenamento.
Certo, ho qualche dubbio  sull'utilizzo su sentieri di montagna, ma nel depliant sembra tutto così bello e facile ... Da provare.



3 GOBBE DEL MONTEFERRATO 18/08/09

eh,bel tragitto quello salvato dal Kappadocio su everytrail: sono partito alle 19:00 da Galceti, non c'era aria...più salivo piùmi risaliva anche il panino e la birra buttati giù a merenda.... percorso tirato: 32m36sec al MontePiccolo , a 41min52sec ero al Monte Mezzano (dove ho rigozzato... perla felicità delle formichetigri indigene...) a 52min03sec al rifugio di Monteferrato. Poi discesa controllata, 1H9min ero di nuovo a Galceti. Mi sento bene.














giovedì 13 agosto 2009

CIMA CANTAGRILLI - 12/08/09

Ieri sera siamo usciti per un'escursione notturna di una dozzina di  chilometri che ci ha portato, partendo da Santa Lucia alle 20e30, dopo un paio di ore di buon cammino sul sentiero CAI 40, sulla vetta di Cantagrilli, dove, tra un brindisi e uno spuntino, abbiamo visto qualche stella cometa "sfiammeggiare" nei cieli, e il sorgere bassa all'orizzonte di una luna fiammeggiante. Piacevole la compagnia del solito Kappadocio e di Virna e Massimo, escursionisti di buon passo. Il ritorno ci ha visto percorrere una discesa tecnicamente difficoltosa, ripida e dal fondo ciottoloso, che ci ha visti, solo Kappadocio e me, percorrere brevi tratti di corsa, giusto per sciogliere un po le briglie alle gambe frementi. Anche l'ultimo tratto di salita che ci haportati alla vetta il Kappadocio l'ha fatto correndo, e io l'avrei pure seguito non fosse stato che  il carico del mio zaino , spumante e birra ,di cui  gli altri erano all'oscuro, non doveva essere tanto "sciecherato".
Altra nota positiva è che dopo uno stop di un paio di settimane  che mi sono imposto per far riposare il ginocchio un po sofferente, giorni in cui avevo perso moltasicurezza e alimentato le peggiori paure (!), ho percorso tutta la discesa senza  soffrire, e questo mi ha fatto tanto tanto piacere ...!!!!









venerdì 31 luglio 2009

ECOMARATONA DEL CRINALE DEL CORNO ALLE SCALE 26/07/09

Mi sono presentato sulla linea di partenza consapevole del rischio di un eventuale ricomparsa dell'infiammazione della bandeletta ileo-tibiale .. cosa che si è verificata .. che mi ha portato a smettere di correre al 18imo km, dopo 2ore di corsetta, e a proseguire per altri 4 km a piedi, fino al ristoro dove ho terminato la mia partecipazione. Ma a parte questo piccolo contrattempo, è stata una bella giorrnata, segnata dal bel tempo, che è stato sempre soleggiato, e con una leggera e fresca brezza. Granagliano è un piccolo borgo molto curato. Al ritrovo della partenza delle due manifestazioni (l'ecomaratona e la 17km) si sono presentate un'ottantina di persone, la preparazione è la partenza sono state molto ordinate. Il percorso è iniziato subito con una salita tosta di 3 km, dove è stato approntato il primo ristoro, dopodichè sono stati approntati ristori ogni 5 km di percorso, forniti di acqua, sali, te, cocacola , biscotti frutta e uvetta. Il percorso è stato ben segnalato con cartelli sugli alberi e sassi segnati con frecce, e ad ogni km veniva segnalata la distanza percorsa. Tutto sommato il percorso era di bassa difficoltà tecnica, all'inizio una antica strada carrettabile, poi è diventata un ampio sentiero battuto sottobosco, per poi diventare, dal ristoro al 16 km (posta poco al di sopra del rifugio di Portafranca) fino al km 22, stretto sentiero allo scoperto, dove però il sole, seppur battente, non dava fastidio, mitigato sempre dalla brezza e dall'aria fina.

Non so chi abbia vinto la gara. Forse gli organizzatori: avevo saputo che la scorse edizione era stata un po sfortunata, per condizioni ambientali avverse, e qualcuno si era lamentato anche delle segnalazioni. Invece io sono rimasto positivamente colpito: gli organizzatori che hanno tracciato un bel percorso e curato molto bene segnalazioni pre-gara con mappe dettagliate, e il percorso stesso.

Un complimento al GP Alto Reno, un gruppo di appassionati amanti del podismo, che hanno fatto un bel lavoro.

Un ringraziamento ai volontari dell'assistenza che mi hanno fatto compagnia in un momento di sofferenza: camminare fino al rifugio di porta franca - zoppicando sofferente - sarebbe stato molto peggio senza la loro presenza accanto.

Al prossimo anno.














martedì 28 luglio 2009

TECNOLOGIA GEL DELLA ASICS



Asics Gel ® "Ovo" - making of

sabato 25 luglio 2009

EQUIPAGGIAMENTO - BROOKS CASCADIA PIVOT

Brooks Cascadia Pivot



Scarpe acquistate su Ebay a un prezzo stracciato, comprate per curiosità di provare quelle che sono ritenute tra le migliore scarpe trail, e non tanto per il bisogno.
E' una scarpa molto leggera, forse troppo per le mie prestazioni su sterrato. Per questo ho sostituito le solette con un paio di solette Ironman. Giusto per avere una protezione in più, visto che , sullo sterrato, con scarpe trail di tipo racing come lo sono le Ascis Gel Attack e le Cascadia, dopo una ventina di km i piedi iniziano a soffrire le asperità in appoggio. E questo, ripeto, è dovuto alle mie prestazioni non all'altezza di questi superbi mezzi tecnici..

Aggiornamento del 27/07
Ho provato queste scarpe all'Ecomaratona del Crinale al Corno alle Scale, ieri, e sono rimasto soddisfatto di questa scarpa perquanto riguarda la protezione del piede. probabilmente a questo ha contribuito anche lasoletta ironman. La sento meno "propulsiva" rispetto alle Asics Gel Attack, meno reattiva, più rigida e stabile, dall'ottimo grip.


martedì 21 luglio 2009

IL GINOCCHIO DEL CORRIDORE

- Puoi dire di essere un "runner" solo quando hai sofferto del ginocchio del corridore. - Gaggio


Articolo :
Bandelletta ileo-tibiale
Scritto da Dott. Michele Bastianelli
Venerdì 10 Aprile 2009



La sindrome della bandelletta ileo-tibiale è comunemente detta “il ginocchio del corridore”. Si tratta, infatti, di un processo infiammatorio della zona laterale del ginocchio (il tratto ileo-tibiale della fascia lata) che colpisce prevalentemente i podisti anche se ciclisti e sportivi in genere non ne sono esclusi.
Anatomicamente possiamo descrivere la fascia lata come il rivestimento dei muscoli laterali della coscia e il suo tratto ileo-tibiale è quello che passa lateralmente al condilo esterno del femore e s’inserisce sul perone. Proprio a causa della sua conformazione anatomica, la bandelletta subisce una serie di microtraumi durante la corsa che possono provocare l’insorgenza della sindrome del ginocchio del corridore. I traumi sono dovuti allo sfregamento della bandelletta sul condilo femorale quando dalla sua posizione posteriore si sposta anteriormente a ogni estensione del ginocchio (il massimo dello stress si ha a circa 30° di flessione del ginocchio).

Esistono poi dei quadri patologici concomitanti che possono provocare o scatenare l’insorgenza dei sintomi, quali le ginocchia vare, ossia le gambe a parentesi,e una eccessiva pronazione, ma senza dubbio una delle cause più frequenti è l’aumento esagerato del chilometraggio settimanale oppure l’errata esecuzione di una singola seduta (sia per quantità che per qualità).

Personalmente ritengo che anche la corsa su terreni sconnessi possa provocarne l’insorgenza perché può peggiorare “l’appoggio” del piede, così come la corsa collinare perché aumenta la flessione del ginocchio (soprattutto in discesa).
La sintomatologia insorge in maniera molto subdola: all’inizio si manifesta in maniera sorda dopo pochi minuti, poi sembra attenuarsi con il passare dei km, ma alla fine aumenta di nuovo fino a condizionare la dinamica della corsa al termine della seduta. Normalmente il dolore è nella zona laterale del ginocchio e si esacerba con la digitopressione a ginocchio flesso sul condilo laterale del femore. Con il passare dei giorni, se il quadro non migliora, il dolore induce a ridurre i km e la velocità della corsa.
Il primo trattamento che può dare sollievo è la crioterapia: applicare la borsa del ghiaccio localmente per 10-15 min. subito dopo la corsa ma anche durante la giornata. Nel caso in cui il problema non si risolva, normalmente lo specialista ortopedico consiglierà dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) e dei miorilassanti oltre alla sospensione della corsa. Naturalmente concordo con l’ortopedico, ma dal punto di vista fisioterapico ritengo molto utile rilassare e detendere la fascia lata con esercizi di stretching e con della massoterapia.

NOTTURNA PRATO - BOCCA DI RIO DEL 17/07/09

TA KAPPADOCIO

NOTTURNA PRATO - BOCCA DI RIO

CIRCA 34,6 KM
DISLIVELLO +1.959,4 / -1.316,2

Percorso : http://www.caipratopodismo.it/Notturna/percorso.html

Questa uscita notturna di 34 km per sentieri non è stata un granchè dal punto di vista della performance cronometrica (per colpa mia, che già non sono un grande atleta, che se poi ci si mette il ginocchino del corridore ad afffliggermi da metà percorso ...) , ma è stata soprattutto un'esperienza bella e importante.

Una di quelle esperienze che se ti dicono che qualcuno l'ha fatta, dici “Che pazzi che sono”. Che se poi pensi sarai tu a farla, dici “Che pazzo che sono”. Che quando la stai facendo ti rendi conto che in fondo non c'è niente di folle, anzi, ti sembra del tutto normale. E forse è proprio perchè sei proprio impazzito, e non te ne rendi conto, ma è bello così!

Ma a parte gli scherzi, non c'è niente di folle in tutto questo: è spirito di avventura, voglia di fare qualcosa di straordinario, vero animo d'atleta.

Il mio compagno d'avventura, l'ideatore di questa “sfida”, Alessio Parauda “Kappadocio”, è un atleta nel fisico e nell'animo, è un ragazzo simpatico e altruista, una persona a cui poter fare affidamento. E' stato un piacere per me poter condividere questa esperienza, e tutta la serata che la preceduta, con lui.

Eccoci alla cronaca.

La serata è iniziata sotto un bel sole e un'aria agitata dal vento, quando verso le 6 e mezza , mi sono incontrato con Alessio “Kappadocio” a Santa Lucia per andare in macchina a Montecuccoli – a metà percorso - a lasciare un rifornimento di acqua e sali. Poi di li abbiamo proseguito per una strada tortuosa fino al Santuario, dove abbiamo lasciato macchina che ci sarebbe servita la mattina dopo per far ritorno a casa. Andandocene, dalla strada in Roncobilaccio abbiamo visto una foschia bianca in vallata, che scenendo, abbiamo scoperto essere un manto di nubi nere, poco rassicuranti ... Siamo tornati a Prato, dove abbiamo mangiato pizza e coca , e poi a chiacchiere s'è fatto le 11, e siamo andati a Santa Lucia dove abbiamo preso una Red Bull al circolo Arci, e dopo al parcheggio di fronte all'anfiteatro dove ci siamo preparati, sotto un forte vento, l'occhio verso le cime coperte delle montagne da spesse e minacciose nubi ... . Ma la cosa non ci spaventava, anzi, ci scherzavamo sopra, ci ispirava ancor più senso di avventura. Ispirava il nostro senso dell'ardimento il dover affrontare anche gli elementi della natura avversi, il farsi più dura l'avventura.

E così siamo partiti, mi sembrava di respirare acqua, salendo per il sentiero sassoso, illuminato dai nostri faretti. Correre in queste condizioni è strano, perchè la tua attenzione è rivolta a quei pochi metri di terreno davanti a te illuminati, non ti rendi conto di nient'altro, non ti accorgi poi di quanta strada hai fatto e né di quella che ti aspetta. E non ci pensi proprio. Un passo dopo l'altro, sul sentiero illuminato. E così abbiamo proseguito, prima brevissima sosta al Crocicchio di Valibona, dove abbiamo dato uno sguardo alla vallata, la città di luci, e il cielo illuminato di arancione, e sopra uno spesso manto scuro di nubi : uno scenario impressionante. Abbiamo proseguito poi sotto una lieve pioggia: che bello vedere le gocce d'acqua illuminate dai faretti frontali mentre si correva...ma è durato ben poco. Poi dirigendosi verso il monte Maggiore siamo stati investiti dal forte vento che ci ha accompagnato per tutto il viaggio. Scollinato il monte maggiore ci siamo fermati per una breve sosta di rifocillazione in un angolino riparato, dal quale assistevamo ai forti lampi che colpivano la zone di Borgo San Lorenzo, e scrutavamo il cielo per capire se queste nubi si allontanavano o meno: per quanto improbabile, ma pur sempre possibile, il pericolo di un fulmine era l'unica cosa ci potesse preoccupare. Quindi siamo arrivati alla sosta di Montecuccoli, dopo tre ore dalla partenza, dove ho chiesto di poterci fermare una mezzoretta, per togliermi gli indumenti bagnati più dal sudore che dalla pioggia, e asciugare un po sotto il windbreaker, bere e mangiare, e riposare un po le gambe, che non sentivo ancora affaticate, ma conoscendomi, sapevo che presto sarebbe potuta arrivare la crisi, quel momento in cui finisci gli zuccheri e il corpo deve iniziare a metabolizzare i grassi. Questo passaggio l'ho poi avvertito, qualche chilometro più in la, ma non mi ha dato fastidio. Il vero problema è stato quando si è presentato quello che potevo prevedere ma speravo non capitasse: che correndo in discesa, si ripresentasse il fastidio del ginocchio del corridore, che piano piano, chilometro dopo chilometro, fino alla fine, ha reso sempre più difficile il mio proseguimento. Mi è dispiaciuto molto, non tanto per me, che comunque ero intenzionato a portare a termine l'impresa, anche strisciando... Mi è dispiaciuto per il fatto che sono stato una “zavorra” per il mio compagno, che avrebbe potuto proseguire correndo per tutto il resto del tragitto ... L'unico sollievo è stato quando al mattino il cielo ha iniziato a illuminarsi, e non occorreva più tenere la lampada accesa per proseguire il cammino, e potevo ammirare la bellezza della foresta che stavamo attraversando, con i suoi colori e i suoni del risveglio. Momenti unici, per i quali valeva la pena aver fatto tutto quel viaggio, quella fatica, resi ancora più belli e unici proprio dallo sforzo compiuto. E così siamo giunti al santuario, io che non riuscivo più a piegare la gamba sinistra, ma soddisfatto, nonostante tutto, anzi, proprio grazie a questo, di essere arrivato.




Kappacodio a Valibona & I miei piedi all'arrivo ....



lunedì 13 luglio 2009

EQUIPAGGIAMENTO - ASICS SPEEDSTAR 2


Asics Speedstar 2


Beh, dopo mesi di allenamenti, i  miglioramenti si fanno sentire, e per gli  allenamenti brevi quotidiani ho smesso di portare le Nimbus, optando per le Stratus, che mi permettono, anzi, mi costringono a  una falcata più elastica, fluida; e così son scesi i tempi sul km. Gli allenamenti fatti durante le ferie per le salite delle Langhe mi hanno beneficiato anche dal punto di vista aerobico, tant'è che non soffro più di affanno tra una ripetuta e un'altra.
Sento che è' arrivato il momento di provare a fare un altro passo avanti, e vedere cosa succede portanto una scarpa di categoria intermedia pura, e quindi ho optato per un classico, comprando un modello fuori listino, ma una vera occasione, trovata al negozio "42" d Prato :  le Asics Speedstar 2.
Come tutte le Asics mi calza a pennello. La tomaia è in mesh a trama larga, molto traspirante, vedremo se più delle Stratus, perfette da quel punto di vista. LE trovo molto più comode delle  Nike Zoom Victory, sia per quanto riguarda il tessuto, ma soprattutto nell'allacciatura,  intorno alla caviglia, e nellal forma del puntale, che non stringe il piede.
Più comode anche se meno ammortizzate rispetto alla Nike ,che da questo punto di vista potrebbero appartenere alla categoria A3.

sabato 4 luglio 2009

SULLE STRADE DELLE LANGHE

Sulle strade delle Langhe, la settimana scorsa, ho trascorso gran parte delle mie ferie correndo, la sera, di colle in colle, in mezzo al verde, ai vigneti, per strade dove poteva passare un'ora prima di incontrare una macchina, più facile un trattore.


Castello Grinzane Cavour







sabato 6 giugno 2009

EQUIPAGGIAMENTO - MIZUNO WAVE RIDER 11

Mizuno Wave Rider 11


Ho messo a confronto "fisico" queste scarpe con le mie preferite, la Asics Nimbus 10, e ho verificato che la pianta d'appoggio della Nimbus è più larga sia nella zona tallone che nella zona alluce, mentre invece la Rider è più quadrata sul puntale, nella zona del mignolo. Il mesh delle Rider è visibilmente più "aperto" e traspirante, rispetto a quello delle Nimbus, la scarpa risulta più leggera, ma meno protettiva. E tutto sommato meno comoda, anche in zona dei talloni. I
La zona degli occhielli dell'allacciatura è più aperta, forse questo è un modo per guadagnare leggerezza, ma la calzata risulta meno avvolgente.


Ho fatto due brevi uscite oggi, indossando per la prima volta le Mizuno Wave Rider 11, per cui è presto per darle un giudizio, ma ho potuto notare che i lacci , alla prima uscita, diversamente da altre scarpe che ho rinnovato, non si sono mai sciolti, hanno retto subito seppur nuovi. Il piede, nella zona del mignolo, sta un po troppo largo, lateralmente, a causa della forma quadrata del puntale.



Aggiornamento 13/06/09
Dopo una settimana in cui ho indossato le Rider per correre un ora al giorno, ho finalmete trovato confidenza con la scarpa, mi ci trovo bene, ha una buona ammortizzazione. Ho notato che si è già consumata proprio nella zona esterna d'appoggio del piede, avendo io un appoggio da supinatore; la Nimbus ha un sistema di ammortizazione asimmetrico che "corregge" questo mio difetto di appoggio, mentre la Rider è perfettamente neutra, per cui subisce maggior sollecitazione sul lato esterno, e quindi maggior consumo.


Aggiornamento 04/07/09
Ho trascorso le ferie percorrende le strade delle langhe, due ore ogni giorno, sali scendi dai 200 l.m ai 900 l.m, con ai piedi le Raider. Abituato alle Nimbus, i primi giorni ho subito una diversa sollecitazione da impatto, e mi si affaticavano i legamenti esterni delle ginocchia, soprattutto in discesa, tant'è che una sera, ho percorso una dozzina di chilometri in salita (in alcuni punti molto ma molto libera, tant'è che qui 4km sono chiamati salta di Gino Bartali..) , poi è iniziata la discesa, e dopo appena 3 km ho iniziato a soffrire ai legamenti laterali esterni di entrambe le ginocchia, mi sono fermato un po per riposarli, ma alla ripartenza mi sono reso conto di non potercela fare a percorrere qui 5 km che mi avrebbero riportato a casa, così sono stato costretto a farmi venire a prendere ... L'affaticamento mi ha tenuto fermo un paio di giorni, dopo di che ho ripreso a correre - in piano, una 15 di km - senza problemi, anzi ho notato che l'allenamento dei giorni precedenti mi ha reso la corsa più agile.

Alla fine delle ferie ho deciso di lasciare le Rider a Sinio d'Alba, a casa dei miei zii, così la prossima volta che torno non ho più bisogno di portarmi in borsa anche le scarpe ...

domenica 31 maggio 2009

Baratti 30/05/09



Avevo bisogno di cambiare aria, così stamani ho preparato lo zaino, ho preso il treno e mi sono recato a San Vincenzo. Appena fuori dalla passeggiata del centro, sono andato sulla spiaggia e da li ho iniziato a correre, sul banasciuga, lambendo il riflusso delle onde di un mare calmo, sotto un cielo sereno, parzialmente coperto da nuvole bianche.



Ho percorso un bel tratto di spiaggia, ascoltando la risacca delle onde,  fino a quando ho trovato la prima entrata per il sentiero del parco di Rimigliano, che avevo già percorso in passato in bicicletta, o semplicemente passeggiando, e sono rimasto sorpreso dal fatto che l'ho trovato molto più corto di quanto ricordassi: aver migliorato la mia condizione atletica, ha cambiato parecchio il mio modo di percepire lo spazio. Nemmeno un ora e sono arrivato alla Torraccia, e di li su per il sentiero che porta dal Poggio Al Mulino fino al Pozzetto e poi sulla spiaggia di Baratti.  E li mi sono goduto il panorama, sorseggiando una birra ghiacciata, brindando a tutti i ricordi legati a questi meravigliosi posti.


Parco Rimigliano

Spiaggia alla Torraccia

Sentiero Poggio al Mulino



Pozzetto

Spiaggia Golfo Baratti

Porto di Baratti

Litorale di Baratti


martedì 26 maggio 2009

Riposo


Da un paio di giorni riposo - ovvero: mi limito a non andare a correre.. Gioco a pallone, vado in biciletta, in rollerblade... Mi proibisco di andare a correre; bisogna staccare ogni tanto, quando si sentono le gambe dure, ma la voglia c'è comunque. Bisogna avere pazienza, cambiare allenamento, altri stimoli, far lavorare altri muscoli, e lasciar riposare quelli che si stressano di solito. Ma la notte è più difficile addormentarsi...



domenica 24 maggio 2009

DA PIAZZA A PIAZZA - 09 MAGGIO 2009

DA PIAZZA A PIAZZA - PERCORSO DI ANDATA

(40 km, ascesa +2401 mt, discesa -1791 mt) altimetria


ITINERARIO:
Santa Lucia - Villa Filicaia, (Sent.10), M. Le Coste, Mausoleo
Malaparte, Passo della Collina, Prunaio, M.Javello, Le Cavallaie,
Acandoli, Fonte dell'Alteta, Acquiputoli, Straccalasino, Culipiana,
Cerbiancana, Fonte di Fonterebbi, La Scavata, La Pigna, Passo del
Treppio, Rifugio L. Pacini al Pian della Rasa, Passo delle Pescine,
Poggio Cattarelle, Poggio la Zucca, Tabernacolo di Gavigno, Poggio
Roncomannaio, M. delle Scalette, Sent.GEA, La Faggeta, Alpe di
Cavarzano - Bar Misericordia di Montepiano.



La giornata si prospetta ottima, quando alle 7 mi presento al punto di partenza.

Più di 400 iscritti, c'è chi la percorrerà correndo, chi camminando, chi ci accompagnerà a cavallo.

Ottima l'organizzazione, ottimi i punto di ristoro.

Primo ristoro:

Secondo ristoro:

Terso ristoro : 



Durante l'inverno il gruppo Facebook del DPAP , guidato da Alesso "Kappadocio" Parauda, aveva organizzato vari allenamenti sul percorso, che, potendoci partecipare, sarebbero stati un buon allenamento, e mi avrebbero preparato al meglio a ciò che avrei affrontato. Ma da un altro punto di vista è stato un bene non avervi partecipato  e sentire sulla pelle l'intero senso della sfida, la fatica, le crisi che ho affrontato.



Il DPAP mi ha fatto
capire cos'è il vero trail:  il tratto di percorso fino al primo ristoro l'ho trovato un po lugubre, il terreno pietroso e molto dissestato,  ha presentato continui cambi di pendenza, percorrerlo correndo è stata dura. La salita dopo il primo ristoro è tecnicamente
difficile,con continui cambi di pendenza, il terreno incostante,
esposta al sole, insomma, molto molto tosta. Li mi sono spezzato le gambe, e mi portavo  il cuore mano, quando ho fermato la mia corsa.
Sentivo molti cardio fischiare.... Più tosta delle Scalette , che è quasi a fine percorso, anche se
a questo punto si  arriva più stanchi: in questo caso il fondo
è più regolare, l'andamento più graduale e costante, si trova meglio un
ritmo di andatura.
Dal terzo ristoro in poi il sentiero diventa più regolare, ma sempre impegnativo; si è sempre coperti dalla vegetazione, c'è leggero vento, e mi prende una crisi di freddo corporeo che mi porterò poi fino a rifugio Pacini, verso le 12:00, dove potrò finalmente spogliarmi, asciugarmi sotto il sole, mangiare e risosare un oretta. Da li in poi il sentiero prosegue magnifico,sempre coperto,  il tipo di sentiero che mi sarebbe piaciuto correre se ne avessi avuto nelle gambe, ma ormai mi limito a camminare, fino all'arrivo, alle 17:30. (Questa seconda parte del percorso l'ho ripercorsa la settimana dopo, riuscendo a correre tutti i 19km correndo, in 2ore e mezza.)



Rifugio Pacini:


I ristori ottimi, che dire, tutto magnifico.
Non ho approfittato della pasta, al rifugio Pacini, preferendo il mio panino con frittata
e bresaola: per  quanto riguarda i rifornimenti, mi ero preparato
per l'autosufficienza, e l'esperimento ha funzionato bene. Non ho mai
sofferto per mancanza di energie o sete. Ottima la macedonia all'ultimo ristoro.







Il giorno avrei voluto partecipare alla seconda tappa, ma putroppo l'acido lattico ha bloccato non tanto i muscoli delle gambe,  ma le ginocchia,  tant'è che facevo fatica a salire le scale di casa. La seconda tappa è per la maggior parte in discesa,, e molto stressante per le ginocchia.. Ho preferito così lasciar stare, ma comunque la mattina dopo ho camminato - in piano - per tre ore.

venerdì 8 maggio 2009

EQUIPAGGIAMENTO - ASICS GEL ATTACK

ASICS GEL ATTACK


Scarpa categoria A5 neutra, molto leggera e ben ammortizzante, protegge molto bene il piede dalle asperità del terreno, soprattutto quando si corre in discesa, ha un buon grip,  buona traspirazione, e lascia scorrere fuori bene l'acqua dopo averle bagnate attraversando corsi d'acqua.


giovedì 7 maggio 2009

EQUIPAGGIAMENTO - NIKE ZOOM VICTORY

NIKE ZOOM VICTORY


Scarpa categoria A2, neutra, molto leggera , calza molto bene sul piede, e, come tutte le Nike che ho provato, mi stringe sul collo del piede. Non ho la sensazione di comodità/protezione che ho indossando le Asics. Ma non è la comodità che si deve trovare in questo tipo di scarpa fatta per allenamenti da tempi sotto i 4 min al km..


Aggiornamento 09/09/09

Sono le scarpe con le quali sono riuscito a percorre 3km in 12minuti. E non era solo la convinzione di avere una scarpa intermedia a spingermi mentalmente a dare di più, al credere che con queste avrei potuto correre più velocemente. E' un ottima scarpa. Eppure è difficile vederla indossata da podisti che incontro in allenamento. Anzi, non l'ho mai vista ai piedi di un podista...

martedì 28 aprile 2009

EQUIPAGGIAMENTO - ASICS STRATUS

ASICS STRATUS


Scarpa di categoria A3, ma per le sue doti di leggerezza e reattività quasi da considerarsi una scarpa di categoria A2 ma molto più ammortizzata. L'asimmetria della suola la rende molto adatta a corridori che soffrono si supinazione nell'appoggio del piede.
Scarpa dal profilo basso, offre un ottima calzata, soprattutto in zona mediana; ottima la traspirazione.
Ottimo il rapporto qualità-prezzo.

Aggiornamento 09/09/09

Ora che ci ho percorso parecchi chilometri, posso affermare che questa è la scarpa alla quale posso affidarmi di più per percorrere lunghe distanze: l'ammortizzazione è per me ottimale, minore rispetto a Nimbus 10 o Landreth 3, e forse proprio per questo le Stratus mi risultano più comode per correrci, ora che ho migliorato tecnicamente la mia corsa, che la falcata è più ampia e meno poggiata sul tallone, e quindi non ho più bisogno di scarpe eccessivamente ammortizzate che , anche per il loro peso superiore, "impallano" un po il movimento, appesantendo il piede al momento del rilascio dalla spinta, quando il tallone poi si alza verso il gluteo, impedendo l'elasticità del movimento, e la capacità di sfruttare cineticamente il ritorno dovuto a questa elasticità. Quindi, minor efficenza, più dispendio. Le Stratus, per quanto di categoriaA3, sono più leggere e più reattive rispetto alle Nimbus10 o delle Landreth3, per cui favoriscono un movimento più elastico.
Inoltre, rispetto a Nimbus, la parte dell'avanpiede è più ampia, nella zona alluce, la tomaia avvolge meno il piede, e dopo un paio di ore di corsa, qui millimetri fanno comodo... Il piede , proprio grazie alla tomaia molto traspirante, respira meglio. Togliersi le scarpe, dopo un duro allenamento, è più facile, e visibilmente si nota che il piede ha sofferto meno, ha l'aspetto meno "cotto".

Insomma, le Stratus sono la mia scarpa ideale.




EQUIPAGGIAMENTO - ASICS NIMBUS 10

ASICS GEN NIMBUS 10


Ottima scarpa categoria A3, ammortizzamento eccezionale soprattutto nella zona del tallone. La suola ha un elevato spessore e un elevata larghezza. Il piede è molto protetto contro gli effetti "usuranti" della meccanica della corsa, non risente di fatica o di traumi. Ottima la calzata intorno alla caviglia.
Appena indossata può sembrare che questa scarpa abbia un appoggio sabbioso soprattutto nello slancio, ma con l'uso l'eccessiva spugnosità diminuisce. O forse col tempo ci si abitua a questa sensazione.


Aggiornamento 09/09/09
Bene, oggi ho "dismesso" le Nimbus10. Beh, è da un po di tempo che non le uso. Ci ho percorso più di 600km in un anno e mezzo. Il minimo che ci ho percorso per un uscita, è stato di 8km. Il massimo di 34. All'interno, nella zona tallone, il tessuto ormai è logoro, si vede il guscio di sostegno. La soletta originale è rifinita. L'ultima volta che ci ho corso, dopo un ora ho dovuto togliermi la scarpa e proseguire scalzo, perchè l'alluce frizionava troppo sulla tomaia, e mi ci è venuta una vescica ... Eppure, esternamente, la scarpa continua ad avere un ottimo aspetto, a parte qualche sfregatura su alcune parti di plastica, non c'è segno di scucitura o di rottura del mesh. Beh, la suola, nell'avampiede, ormai è finita, eppure in zona tallone, e soprattutto l'inserto in Ahar in coda al tallone, sembra in ottimo stato, non presenta deformazioni, e tutta la plastica della suola è a posto. L'ammortizzazione è ancora decente, e la scarpa emette sempre quello stesso suono che aveva ai suoi primi passi, suono che distingue le Nimbus da tutte le altre scarpe,e che può risultare anche fastidioso, ma al quale ci avevo ormai fatto l'abitudine.

Tra l'altro ho comparato le mie Nimbus con un paio nuovo, verificando che la tomaia è in buone condizioni, nessuna scucitura; l'intersuola non si è affatto deformata, e la suola è significativamente consumata sull'avampiede, in modo uniforme (di solito io consumo molto la parte esterna), mentre in zona tallone è ancora inbuone condizioni, tant'è che si può leggere ancora bene la scritta Ahar!

Mi dispiace un po mandarle in pensione. Sono le scarpe che mi hanno portato a fare grandi passi avanti nella preparazione di podista. Le migliori, quando al mattino presto uscivo a correre con lo zaino pesante sulla schiena, pieno degli abiti di cambio per andare poi a lavoro. Le Nimbus erano quelle che "assorbivano" meglio questa zavorra sulle mie spalle, e con le quali riuscivo a mantenere un passo, seppur lento, ma regolare, senza nemmeno doverci pensare.
Grazie, Nimbus!




martedì 24 marzo 2009

RUNNING ON GALCETI HILLS



Running on Galceti Hills

venerdì 6 marzo 2009

Andare avanti

Mamma diceva "Devi gettare il passato dietro di te, prima di andare avanti"



RUNNING ON EMPTY



Forrest Gump - Corsa

TRAINING



rocky training 2

martedì 3 marzo 2009

ESTASI

Correre per raggiungere, o meglio, per entrare in uno stato d'estasi... Correre e cadere nella tana del Bianconglio: estremi paradossi..  entrare per uscire ... stare in un movimento ... movimento statico , e-statico .... correre per uscire fuori da se stessi, superarsi e essere superati...
Correre come fuga catartica, purificatrice del corpo e dell'anima.



venerdì 13 febbraio 2009

Massime

Non dire mai a un runner che sta male in calzamaglia ....



sabato 31 gennaio 2009

Massime


Non cercare di sorpassare i cani ....


mercoledì 28 gennaio 2009

Massime


Non importa quanto sia lenta la tua corsa, che è comunque sempre più veloce di chi se ne sta seduto su un divano....

sabato 24 gennaio 2009

Massime


Non correre sempre da solo.

Non correre sempre in compagnia.





venerdì 23 gennaio 2009

Massime


Tutti i "runner" sono uguali. Alcuni sono più veloci.


giovedì 22 gennaio 2009

Massime


Porta sempre con te qualche spicciolo, non si sa mai che ti tocchi chiamare qualcuno per farti dare un passaggio.....


mercoledì 21 gennaio 2009

Massime


Uscire dalla porta di casa è spesso la parte più difficile di una corsa


sabato 15 novembre 2008

Mente e Corsa



LA "NON MENTE" NELLA CORSA DI LUNGA DISTANZA
(commenti dal libro "Lo Zen e l'arte della spada")


Prof. Antonacci Ignazio - www.runningzen.it

La corsa comeho sempre definito in diversi articoli non è solo gambe, non è solo uncorpo che si muove, ma è anche una mente o meglio una "non mente" chevive emozioni; uno spirito che assapora le innumerevoli emozionivissute durante la corsa.

Per noi occidentali alcune filosofie, pensieri, aforismi zen non liconcepiamo, o per lo meno diviene difficile assaporarne il significato,ma come accade nei "koan zen : versi che non hanno un significatologico", non è importante capire.
Ogni podista avrà sperimentato sulla sua pelle quello stato mentale incui "non si pensa a nulla", le gambe girano a mille, e la mente èleggera immersa nei suoi sogni e immaginazioni. Quello stato di "Trans"è definito dai Buddisti, dalla cultura Zen come uno stato di "NON-MENTE, NON-PENSIERO"…

C'è un libro che esprime in maniera pratica e concisa questo concetto, il libro è "Lo Zen e l'arte della Spada", Takuan Soho - Oscar Mondatori.
Secondo la pratica Buddista c'è un "luogo di stallo ove la mente siferma, nell'ambito delle arti marziali è osservare la spada inmovimento mentre sta per colpire. La mente, fissa, si preoccupa dellaspada in sé, e non permette ai movimenti dello spadaccino di esseriliberi".
Nell'ambito della corsa questo "luogo di stallo"può essere ascoltare la fatica, essere offuscati dai pensieri negativipre e durante la gara, non esprimendosi al meglio , ma sentirsi"legati"… non liberi di far scorrere la propria energia!

Secondo l'autore, "bisogna fare in modo che la mente non venga trattenuta dalla visione della spada (dai pensieri negativi durante la corsa) chesta per colpire. Occorre, altresì entrare in sintonia con il ritmodella spada che avanza. Se non si permette che nascono pregiudizi oriflessioni, se la mente non è invasa totalmente, allora si potràintervenire nell'azione dell'avversario".

Per noi podisti tutto ciò cosa significa? Significa che se non siamocompletamente immersi nei nostri pensieri negativi, se le nostreriflessioni pre e durante la gara non offuscano la mente, avremo lapossibilità di liberarcene e poter correre con leggerezza e più a lungopossibile.
Inoltre in questo libro si evidenzia un altro concetto della "menteimmutabile". "La mente è immutabile quando vede senza guardare". Perguardare la mente si deve fermare, e quando si ferma su qualcosa(pensieri negativi in gara, disturbi fisici , ecc) trattiene diversecose in sé.

"Quando si è di fronte a un albero, se si guarda una sola della tante foglie rosse, non si vedranno tutte le altre".
Praticamente durante la corsa se la mente si focalizzerà su un solopensiero negativo (tensione muscolare, ritmo che rallenta), non avràmodo di vivere la corsa positivamente e sarà offuscata togliendoenergia al corpo fisico.

C'è nel libro un altro concetto che ci fa capire come la mente èfondamentale nella gestione della fatica, nel non soccombere aipensieri negativi. Si parla di "dove si pone la mente".

L'autore dice:
  • Se si pone la mente nell'azione del corpo dell'avversario, la mente ne sarà soggiogata".
  • Se si pone la mente nella spada dell'avversario, la mente ne sarà soggiogata".
  • Se si pone la mente nel proprio pensiero di come colpire l'avversario la mente ne sarà soggiogata".
La mente non deve essere messa da nessuna parte, in nessun luogo, cioèla mente non deve focalizzarsi su nulla, e quindi bisogna lasciare daparte i pensieri negativi, solo cos'ì la mente sarà libera di andaredove vorrà senza lasciare traccia sul nostro corpo.Per percorrere 42km195mt c'è necessità possedere una condizione di"Non-Mente", quando la mente è libera dai pensieri è detta mente della"Non - Mente", del "non - pensiero".

Quando un pensiero occupa la mente , anche se si sentono le parole(incitamento della gente), non si è in grado di capirle e apprezzarle.Ciò che è nella mente è il pensiero, se si è in grado di rimuoverlo, lamente diventerà "Non - Mente", agirà all'occorrenza. Se non si pensa lamente si libererà da sola.

Molte volte il fattore limitante per preparare una Maratona e perpercorrerla è dato dalla mente, non dal corpo. La mente decide quando,come e se affrontare una Maratona, il corpo non fa altro che ascoltareed ubbidire alla "mente che mente". Quando saremo in grado di non farpenetrare pensieri forvianti nella mente, acquisendo una mente"Non-Mente", allora saremo in grado di andare "oltre i nostri limiti".La meditazione, il training mentale, il training autogeno sono tuttetecniche che servono a tale scopo, ad allontanare dalla mente ipensieri negativi, a trovare il "vuoto mentale", e far rendere almassimo il proprio corpo.

giovedì 30 ottobre 2008

CORRERE E' LA MIA PACE






domenica 19 ottobre 2008

Perchè non correre.


"Correre o trombare?"  di Bibe, da www.obiettivomaratona.it

Quando corri sei solo. Se corri con qualcuno, è inevitabile che si cerchi di correre più veloci dell’altro. Al contrario, trombando si cerca sempre di raggiungere la meta insieme. Pertanto, trombare sviluppa il lavoro di gruppo e combatte l’egoismo. Correre no.

Per correre è necessario l’acquisto di molti indumenti, anche costosi. Per trombare è invece sufficiente togliere gli indumenti che si indossano. Si evince quindi che trombare sviluppa il senso del risparmio e combatte il consumismo sfrenato. Correre no.

Per correre è necessario alzarsi dal letto. Per trombare è tutto il contrario: tutti sappiamo che nel letto si tromba meglio che in qualsiasi altro posto. Quindi trombare è un modo per esercitarsi nel posto migliore. Correre no.

Correre esige grande sforzo, in cambio di poco piacere. Trombare da invece un enorme piacere col minimo sforzo. Scopriamo che trombando otteniamo il massimo col minimo sforzo. Correndo no.

Dopo la corsa normalmente ci si ritrova di malumore a causa della stanchezza e delle ginocchia doloranti. Al contrario, dopo una trombata ci troviamo con un sorriso che va da un orecchio all’altro. È chiaro che trombando scopriamo l’allegria del vivere. Correndo no.

Se qualcuno ti invita per correre insieme, in genere trovi mille scuse per non andarci. Ora, siamo sinceri: quando si tratta di trombare… si esce di casa a qualsiasi ora e di corsa! Trombare aumenta il senso della puntualità. Correre no.

La morale è chiara: NELLA VITA HAI SBAGLIATO TUTTO, STAI CORRENDO TROPPO!

"Perchè correre?"


"Perchè correre?" di  Mario Moretti , www.mariomoretti.it

"Ecco alcuni buoni motivi per praticare questa attività sportiva

Fa dimagrire.
Lo sanno tutti: oltre a tonificare la muscolatura, l'attività aerobica aiuta a bruciare i grassi. Via, dunque, l'adipe in eccesso, a favore della massa magra. Inizialmente il responso della bilancia sembrerà non premiare gli sforzi (potrebbe capitare di registrare inizialmente un peso superiore di qualche etto a quello di partenza), ma ben presto si potrà dire addio ai chili di troppo. Purtroppo per via della circonferenza ridotta occorrerà aggiornare il guardaroba...

Riduce stress e nervosismo.
La corsa è la migliore valvola di sfogo per tutti i problemi della vita quotidiana, per tutte le tensioni e le preoccupazioni dovute al lavoro o alla famiglia. intendiamoci: i problemi, quelli veri, restano; però grazie a questo sport vengono ridimensionati e affrontati con nuova carica.

Regala grande benessere.
Dopo l'allenamento si è in uno stato di grazia. Ci si sente sereni ed euforici allo stesso tempo, soddisfatti e vivi quanto mai. È l'effetto delle endorfine, sostanze simili alla morfina che vengono prodotte dall'organismo durante la corsa e che agiscono soprattutto a livello del sistema nervoso centrale. Il "piacere" è tale che molti corridori ammettono di essere "corsa dipendenti".

Ottima base per molti sport.
Avere fiato e muscoli allenati consente di affrontare meglio le uscite in bicicletta, le partte di calcio o a tennis con gli amici, le passeggiate in montagna, la stagione sciistica. Un vataggio non da poco.

Fa bene al cuore .
La corsa è un vero toccasana. Svolge innanzitutto un'azione preventiva nei confronti delle malattie del cuore e della circolazione, abbassa la pressione ed quindi consigliata a chi soffre di pressione alta, a patto che l'ipertensione sia di tipo 'essenziale' (90% dei casi) e non dovuta ad altre malattie (reni, ghiandole endocrine). Inoltre favorisce la diminuzione del colesterolo cattivo (LDL) e l'aumento di quello buono (HDL). Previene infine l'osteoporosi se iniziata in giovane età, mentre dopo i 35-40 anni la sua pratica regolare permette di rallentare la riduzione fisiologica della massa ossea. Scusate se è poco.

Si fanno nuove amicizie.
Correre in compagnia è bello e fa fare meno fatica. Forse è per questo che difficilmente un runner si allena da solo, a meno che non lo voglia. Le barriere sociali in questo sport non esistono. Per unirsi ad un podista o ad un gruppo basta chiedere. Nessuno vi dirà mai di no, anzi sarete sicuramente ben accetti. Attenzione però al ritmo: se la compagnia gira troppo forte meglio lasciar perdere, rischiate di ritrovarvi senza fiato nel giro di pochi minuti.

Migliora l'aspetto fisico.
I chilometri danno tono ai muscoli e ringiovaniscono il fisico appesantito dalla vita sedentaria. I risultati sono immediati e già dopo 3-4 settimane si possono apprezzare davanti allo specchio.

Riduce l'ansia.
È provato che ha effetti tranquillanti maggiori di quelli ottenibili con una pastiglia di ansiolitico e simili a quelli che si ottengono con le tecniche di rilassamento mentale. Merito del movimento e dello stare all'aria aperta, ma anche di alcune sostanze prodotte dall'organismo col passare dei chilometri.

Si dorme meglio .
Diversi studi scientifici hanno dimostrato che i chilometri aiutano a riposare meglio e sono un valido rimedio contro l'insonnia.

Combatte la cellulite .
Favorendo la circolazione periferica, la corsa facilita l'eliminazione nelle forme lievi e migliora la situazione in quelle più gravi. Per ottenere risultati duraturi occorre però abbinare al movimento uno stile di vita sano, che preveda un'alimentazione equilibrata e un giusto riposo.

Può aiutarci a smettere di fumare .
Il fumatore che comincia a correre è facile che nel giro di qualche tempo abbandoni definitivamente le sigarette. Cos'è successo? La corsa aiuta a dire di no al fumo perché: scarica le tensioni e il nervosismo tipici di chi sta smettendo di fumare; evita di aumentare di peso, classica conseguenza dell'abbandono delle sigarette; si avverte maggiormente l'effetto negativo del fumo sulla respirazione se si corre subito dopo aver fumato molto. D'altro canto è normale non avvertire il desiderio di fumare per alcune decine di minuti dopo la corsa. In questo modo ci si accorge di non essere poi così schiavi del fumo. Ultimo motivo è che la corsa, al pari del fumo, determina nel corpo la produzione di endorfine, sostanze che provocano una sensazione di benessere. Quindi chi smette di fumare correndo non avverte la mancanza di tali sostanze.

Migliora e fortifica il proprio carattere .
L'allenamento sviluppa la tenacia, la forza di volontà, la capacità di superare i momenti difficili. Qualità estremamente utili anche nella vita di tutti i giorni, sul lavoro come in famiglia.

Si vive meglio e più a lungo .
Avere un fisico in forma ed efficiente significa avere maggiori possibilità di vivere a lungo e, soprattutto, meglio. Non a caso si dice che la corsa mantiene giovani...

Regolarizza l'intestino.
Difficilmente sentirete dire a un podista che ha un problema di stitichezza. La cosa stimola infatti la peristalsi intestinale e velocizza il transito degli alimenti a livello gastrico. In due parole: niente più purghe o prugne secche.

E' proprio come un bel gioco .
 A correre, infine, si torna un po' bambini. Si ritrova la spensieratezza, l'eccitazione, la gioia di certi giochi, quando si faceva "a chi arriva primo" o ci calava nei panni dell'eroe di turno. Le sfide con gli altri runner, le "imprese" come il correre sotto la pioggia prepotente di un temporale o salire senza mai fermarsi fino in cima alla collina, ci portano indietro nel tempo, ci fanno giocare proprio come allora e come allora ci fanno divertire tanto, proprio tanto."

"
Una vita non esaminata non è degna di essere vissuta"

Socrate, da "Apologia", 38a


Una vita


"
Una vita non esaminata non è degna di essere vissuta"

Socrate, da "Apologia", 38a


L'arte della guerra



" Conoscendo quell'altro e conoscendo se stessi, per cento battaglie che dovessimo combattere, non correremmo alcun rischio o subiremmo danno.

Non conoscere quell'altro, ma conoscere se stessi; per una volta che vinceremo, una volta dovremo subire.

Ma se infine, senza conoscere quell'altro ne noi stessi, dovessimo combattere, ogni nostra battaglia si risolverà in un rischio esiziale (dannoso)".

"L'arte della guerra"
Sun Tzu (VI sec. a.c.)

La Via della Saggeza : "Conosci te stesso"

"Athlos", in greco antico, significa "lotta". 
L'essenza di essere un atleta è l'essere un lottatore, uno che combatte, non semplicemente contro e con un avversario, ma contro se stesso, i propri limiti. Mettersi alla prova, porsi una sfida, con la quale confrontarsi, misurarsi.
Combattere contro se stessi quindi, è una via dell'autoconoscenza.

Narra il mito greco che fu Eracle (il semidio, colui che supera la condizione umana ) a fondare, in segno di ringraziamento a Zeus, i giochi sacri di Olimpia dopo aver superato la settima delle dodici fatiche, quella in cui cattura il toro furioso di Minosse, flagello degli abitanti di Creta.
La prima edizione delle olimpiadi fu omaggiata nientedimeno che dalla partecipazione di Marte , Dio della Guerra;  e di Apollo ,Dio del Sole, della conoscenza, sul tempio del quale, a Delphi, vi era incisa la frase "Gnothi sauton", Conosci te stesso.

Conosci te stesso.

sabato 11 ottobre 2008

La Saggezza

"Mamma diceva sempre che dalle scarpe di una persona si capiscono tante cose, dove va, cosa fa, dove è stata." Forrest Gump