Trail Autogestito di Vicchio di Mugello, 21 Febbraio, 35 km D+1300m

2° Trail di Pietraporciana-Valdorcia (SI) 28 Febbraio 2010, 13km

Maratona del Trasimeno, 7 Marzo 2010, 42 km

Il cammino di Santa Croce, 21 Marzo 2010, 42 km D+ 2300m

T.C.E. Traversata Colli Euganei, 11 Aprile 2010, 42km D+ 2000m

The Abbots Way, 1&2 Maggio 2010, Twin Team, staffetta 30km+30km

lunedì 8 febbraio 2010

ENDORFINE ED ALLENAMENTO COI PESI, del DOTT. LUCA FRANZON

Endofine ed allenamento coi pesi

A cura del Dott.Luca Franzon

Ogni qual volta il nostro corpo è colpito da un evento stressante, al suo interno si attuano una serie di reazioni che tendono a riequilibrare la nostra struttura originale, cercando di spostarsi verso l’omeostasi. A livello endocrino si hanno risposte molto intense che inducono reazioni e modificazioni varie a seconda del tipo di stress che ha aggredito l'organismo. L’allenamento è sicuramente da annoverare fra gli agenti stressanti esterni, ovvero come un qualcosa che va a colpire strutture precise muscoli, articolazioni, apparato cardiocircolatorio ecc… al quale va associata la componente psicologica che fa parte degli agenti stressanti interni.

Parlando con atleti di sport di resistenza, che si allenano intensamente e per parecchio tempo, si sente parlare di "euforia del corridore o del ciclista o del praticante spinning", come un qualcosa che, malgrado la stanchezza e la lunga durata dell’allenamento o della gare, dà come una sensazione di piacere. Qualcuno ha sempre sostenuto che la sensazione sopradescritta fosse una trovata pubblicitaria per far alzare i pigri dalla poltrona. È  invece dimostrato che gli effetti benefici  prodotti dall’attività fisica, (controllo della fame, diminuzione dell’ansia, accrescimento dell’autostima) sono dovuti al rilascio di β-endorfine. La parola endorfina è costituita da due parole "endogena" e "morfina":

- la morfina è un oppiaceo usato come antidolorifico e come produttore di sensazioni che danno euforia e  dipendenza fisica.

- Endogeno significa prodotto dal nostro corpo.

Nell’uomo l’impegno fisico comporta un aumento della secrezione del CRF (corticotropin-relasing-factor), che va a colpire l’iisi dandogli ordini specifici per rilasciare vari ormoni. Fra questi figurano anche  le β-endorfine, la cui finalità è dare  sensazioni piacevoli e  innalzamento della soglia del dolore. Bisogna ricordare che le β-endorfine e la morfina si legano ai medesimi recettori del sistema analgesico (6).

Alcune ricerche hanno dimostrato che, in base allo stato di forma degli atleti e in relazione al tipo di allenamento praticato, si hanno dosaggi di secrezione  più o meno alti di β-endorfine. Da sempre i corsi collettivi a base musicale sono descritti come un qualcosa di più divertente rispetto all’allenamento con i pesi. Appena lanciato lo spinning si diceva fosse  un’attività endorfica, perché malgrado fosse un vero e proprio massacro, la gente alla fine della lezione era pronta per fare un’altra ora… e più la lezione era dura, più la voglia di ritornare o di continuare aumentava!!!
Da buon cultore della sala pesi e del body building posso affermare che anche i pesi sono endorfici, altrimenti non mi spiegherei come mai far stare lontano dai pesi un atleta avanzato crei malumore nello stesso.  Sfido chiunque si allena  o si è allenato pesantemente a dirmi che nei giorni di riposo non si sentiva più nervoso ed in preda ad una specie di "crisi di astinenza da ghisa".

Kraemer e colleghi (8) hanno fatto allenare dei soggetti maschi sani chiedendogli di eseguire tre set di otto esercizi diversi con due modalità di esecuzione: il primo gruppo eseguiva tre set da massimo dieci reps con pause di recupero da un minuto. Il secondo eseguiva tre set da massimo cinque reps con tempi di recupero di tre minuti. Alla fine della sessione di allenamento vennero eseguiti dei prelievi di sangue, i cui risultati dimostrarono che il primo gruppo presentava un aumento del 60% delle β-endorfine post esercizo. Doiron e colleghi (3) hanno confermato tale risultato facendo allenare  un gruppo di atlete di un college americano con tre set da dieci reps su dieci esercizi diversi con tempo di recupero di un minuto. Sia Carr e colleghi che Shangold (2)(9), hanno dimostrato che la produzione di β-endorfine aumenta durante l’allenamento e che migliore è lo stato di forma e maggiore è la la produzione di endorfine.

Va detto che l’attivazione del sistema oppiode endogeno potrebbe regolare la secrezione di altri ormoni. Borer e colleghi (1) hanno notato una correlazione fra la secrezione di β-endorfine e la secrezione di GH con conseguente aumento della muscolatura in criceti da laboratorio. Altri studi hanno messo si in evidenza l’aumento del GH negli animali ma non nell’uomo, anche se sembra esserci una correlazione fra la secrezione di endorfine e l’aumento del GH, non tanto a livello iisario ma a livello ipotalamico (aumento della secrezione di GHRH, fattore di rilascio dell’ormone della crescita). Alla luce di tutto ciò è possibile dedurre che un allenamento ben pianificato con i pesi aumenta la secrezione di β-endorfine causando un innalzamento della soglia del dolore, un aumento del benessere, e forse aumento della secrezione di GH, con conseguente miglioramento a livello estetico e ipertrofico(5)(6).

Non ci resta che trovare l’integratore giusto per stimolare le β-endorfine in modo da chiudere il cerchio. Uno studio che voleva esaminare gli effetti della caffeina nell’attività fisica, soprattutto in termini di integratore lipolitico, ha dimostrato che l’assunzione di 6 mg per kg rispetto ad un placebo ha fatto elevare il livello delle β-endorfine di 1,8 volte  prima dell’esercizio e un aumento di 1,6 volte post esercizio. Questo sta ad indicare che l’ingestione di caffeina prima dell’esercizio aumenta la secrezione degli oppiacei endogeni (4).

Se volete aumentare i vostri muscoli o farli aumentare ai vostri atleti, non dovete fare altro che prendere un caffè doppio prima dell’allenamento ed eseguire tre set da dieci reps con pesi che vanno dal 70% al 75%  del vostro massimale. Le pause tra una ripetizione e l'altra dovranno durare circa un minuto. In questo caso avrete anche il vantaggio di usare una percentuale di carico ideale per l’ipertrofia e un tempo di recupero ottimale per lo stimolo sulla secrezione del GH.

Sicuro che tutto questo aumenterà la vostra "euforia da allenamento" vi ricordo che per raggiungere buoni risultati, è fondamentale, se non addirittura più importante,  la fase di recupero che permette al nostro corpo di supercompensare e quindi di migliorarsi senza andare incontro al sovrallenamento. Durante i giorni di riposo, che servono per smaltire la sbornia da β-endorfine, consiglio pertanto di prendere una sana camomilla al posto del caffè, sicuro che un buon sonno ristoratore accelererà i vostri processi di recupero, preparandovi ad una nuova sconvolgente sessione di allenamento.



domenica 24 gennaio 2010

Su e giù per la Torre di Gnicche, 24 Gennaio 2010


Un percorso collinare con alternanza di tratti di asfalto e sterrato, nelle colline intorno ad Arezzo. La partenza dal Parco di Villa Severi, si sale verso la collina di S.Fabiano, attraverso una strada sterrata. Si riprende la via asfaltata (2° km) per completare la salita, poi rapida discesa fino alle prime case di S.Polo, dove si ricomincia a salire per circa 300 m fino alla Chiesa, breve tratto ondulato, poi una discesa che diventa dopo 200 metri una salita ripida, prima su asfalto, poi su un sentiero che porta nel punto più alto del percorso. Da qui si scende velocemente per circa 700 m fino ad Antria, e di qui (siamo intorno al 7 km) inizia la seconda parte della gara, che diventa pianeggiante (sempre su asfalto) fino alla località Filanda. Qui si attraversa via Fontebranda e si inizia una strada bianca con una salita leggera ma costante di circa un chilometro e mezzo, che porta a sfiorare la Torre di Gnicche, per rientrare nella strada di S.Fabiano all’altezza degli archi dell’acquedotto. Di nuovo asfalto e salita dura per 200 metri, poi si gira a destra per riprendere il percorso sterrato dell’andata, che scende verso l'arrivo al Parco di Villa Severi.
Al traguardo una bella tavolata di crostini toscani, panconl'olio, panini con porchetta, pane e nutella.


13km percorsi in 1h06', buon passo, costante, non ho risentito del 23km trail percorsi il giorno prima.
Percorrevo quelle salitine senza troppo sforzo, ascoltando gli altri compagni di viaggio lamentarsi "che salita!" oppure "oh, meno male l'asfalto" ...
Ho pensato a Gianforc, presente anche lui, ma molti metri avanti a me, se anche lui, sentendo commenti del genere, si sia sentito un po "pesce fuor d'acqua" ...

http://picasaweb.google.it/CorriGaggioCorri/SuEGiuPerLaTorreDiGnicche240110







sabato 23 gennaio 2010

Trail Autogestito "Mangia & Bevi" del Montalbano, 23 Gennaio 2010

Che bellezza! Che goduria! Come altro definire questa bellissima mattinata invernale , passata insieme a nuovi e vecchi amici percorrendo 23 km di sentiero in continuo saliscendi (mangia&beevi) sui dolci rilievi del Montalbano? (Gustatevi le foto su http://picasaweb.google.it/CorriGaggioCorri/TAMangiaEBeviDelMontalbano# )



Cielo limpido, sole splendete, vento quasi assente, almeno dove siamo passati; insomma, condizioni perfette per questa prova di un percorso ideato da Samuel, proposto come "prova percorso" sul forum di Spirito Trail, al quale hanno aderito altri 10 trail runner della zona , che al grido di "Spirito Trail!!!" sono partiti dalla Villa Castelletti di Signa, attraversando il parco della villa stessa, per poi imboccare un breve tratto di strada e poi di nuovo su sentieri fino a Artimino e ritorno, sempre a ritmo blando, senza forzare , col gusto di goderci questa scampagnata. Questa è la prova di un trail che Samuel, dell'Asd C.r. Colli Alti di Signa, ha intenzione di organizzare per novembre prossimo, con qualche modifica che ne allungherà il percorso, e anche con percorsi alternativi più brevi. E sono sicuro che sarà un bell'evento, al quale spero di poter partecipare, se non in concomitanza ad altri eventi.
Un mio ringraziamento e attestato di stima per Samuel , che al momento della partenza ci ha fatto trovare anche un pacco gara, con trofeo, calzettoni spugna, e panin di ramerino e bozzettina di pane (di sua produzione). E alla fine, schiacciata e pan dolce, e saporiti affettati!!!!
Ma indove la trovate tutta questa ospitalità? alla maratona di Nuiorc, dove pagate anche fior di quattrini?
SpiritoTreil!!!!!!






Spiritotrei!!!!









domenica 17 gennaio 2010

"Trofeo Martiri di Valibona". 17 gennaio 2010

Il percorso : http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=471394
Caratteristiche: 14km circa di asfalto, dislivello assente. Condizioni meteo: coperto con qualche spruzzo di pioggerellina fina...

Ieri sera sono venuto a sapere che l'evento "Corri il Paese dei Cavalli", di 21km, a Pisa, avrebbe attraversato il parco di San Rossore, luogo che mi sarebbe tanto piaciuto vedere. Il percorso sarebbe stato quindi fatto anche di sentiero ghiaioso, fangoso, erboso. Ho mandato messaggi a Rundiamo e Federico, per proporre di cambiare la nostra destinazione concordata, un Trail Autogestito sul Monte Morello, ma solo Rundiamo ha risposto ai miei messaggi tardivi, anche lui desideroso di vedere questo parco. Per cui quando stamani, alle sette, non abbiamo visto arrivare Federico, ci siamo resi conto che non avremmo potuto soddisfare la nostra curiosità, e che, visto che Rundiamo non aveva portato le scarpe adatte al trail, viste anche le condizioni del tempo, abbiamo cambiato destinazione (o meglio, partenza) della nostra corsa, e abbiamo optato per partecipare al "Trofeo Martiri di Valibona", una corsetta di 15 km, su asfalto.
E' stata la mia prima gara su asfalto. Se non fosse stata per la compagnia dei miei amici, non avrei affrontato questo evento, stamani. 15km tra fabbriche, case, rotatorie, macchine coi loro gas di scarico ... un po di respiro guando si attraversava zone di campagnia, già più accettabili. Alla fine ci abbiamo impiegato 1he20min, a ritmo costante, blando, che ci ha permesso di scambiare due parole.







ASICS GEL TRAIL ATTACK 4 & 5



CARATTERISTICHE:

Tomaia: in mesh e pelle sintetica, trattata Water Resistant (teflon). Calzata PHF.

Intersuola: In SpEVA con doppio sistema ammortizzante
Gel nel tallone e nell'avampiede, stabilizzatore mediale Trusstic e
piastra di protezione Rock.
Suola: in gomma solida con inserto Ahar+ nel tallone

Tra il modello 4 e il modello 5 l'unica diffrenza è nel disegno della tomaio, che non cambia però la sua forma interna.

OPINIONE PERSONALE:

La Trail Attack è una scarpa nella quale mi sono trovato subito a mio agio, per calzata, molto comoda e avvolgente, per le qualità ammortizzanti dell'intersuola e la capacità di tenuta del battistrada. L'avampiede è ben protetto sia dalla suola che dal puntale. L'unico difetto riscontrato è la tenuta dell'allacciatura: è necessario un doppio nodo, perchè altrimenti tende ad allentarsi e persino a slacciarsi.

Come modello è l'equivalente delle "stradali" Asics Gel Stratus, una A3 da strada ben ammortizzata ma molto reattiva, adatta ad atleti con peso forma nella norma, con appoggio neutro o supinatorio, che non appoggiano troppo sul tallone.

Consigliabile comunque l'uso di un plantare antishock soprattutto per percorrenze sopra i 30 chilometri, perchè favorendo l'ammortizzazione alla protezione, può risultare stancante per il piede sentire troppo il terreno accidentato.







domenica 10 gennaio 2010

PARKS TRAIL : POGGIOLO WINTER TRAIL, 10 GENNAIO 2010


Foto: http://picasaweb.google.it/CorriGaggioCorri/PoggioloWinterTrail#

Simone, Federico, Gaggio
Rundiamo

Giornata perfetta per un trail invernale. Sabato Pomeriggio avevo contattato Fabrizio, dell'organizzazione di questo evento, per sentire un parere diretto da uno che consoce la zona, non fidandomi troppo delle previsioni meteo. "Domani c'è il sole", mi ha detto. E così è stato. Sveglia alle 4e30, per ritrovarci a Calenzano: Federico, Simone e Rundiamo. Ci aspettavano almeno due ore di strada davanti, per arrivare al Poggiolo.
E così abbiamo assistito ad un alba serena, quando siamo arrivati in zona Casole Valsenio, con qualche nuvola a "sporcare" il cielo, che pian piano ha fatto spazio a un bel sole invernale. Non è stato per niente freddo. C'era anche la neve, ai lati delle strade e a coprire alcuni lati delle colline. Ma non ne abbiamo mai trovata lungo il sentiero, solo un po ai lati.

Rundiamo, Me, MiticoJane, Gianforc, Duracell

La partenza è stata puntuale, Rundiamo ed io siamo partiti in fondo al gruppo, e siamo rimasti insieme fino all'arrivo. Il percorso è iniziato con una salita lieve ma continua, per un paio di chilometri,

Duracell & Rundiamo

poi è iniziata una salita abbastanza impegnativa. Al quarto chilometro è iniziato un tratto di saliscendi di quelli che mi piacciono parecchio, in sottobosco, dove l'aria fine è carica di odori. Poi, il sentiero si è fatto sempre più fangoso, molto scivoloso, e anche infido, ma allo stesso tempo divertente. Abbiamo tenuto un rpasso blando, piacevole, non stancante, e l'abbiamo tenuto fino al primo ristoro, all'undicesimo chilometro. Da li poi qualche metro lungo la strada asfaltata per riprendere il sentiero, e che sentiero!! Un chilometro di terreno fangoso, che ci ha ridotti a camminare con estrema attenzione ad ogni passo su quel fondo estremamente scivologo; ci ha impegnato tanto, dal punto di vista fisico, fino a metterci proprio in crisi. Tant'è che quando ci siamo fermati al secondo ristoro, avevo le gambe di pietra: non ero stanco, perchè ero lucido, mentalmente. Le gambe non rispondevano. E c'era dell'altra salita da percorrere... così abbiamo continuato, camminando. Sono andato avanti solo per forza di volontà, e perchè era una bella giornata, volevo portarla a termine. Mi sono rifornito del miele che mi ero portato dietro, sperando che il black-out fosse dovuto a un calo glicemico. E pian piano ho riprego vigore.


Robychao & Rundiamo



Siamo arrivati al traguardo dopo 3h e 40min. Al momento della partenza avevo pensato di poterlo finire in 3 ore, massimo 3ore e 20. Non dovevo nemmeno partecipare a questo evento, di cui non avevo conoscenza, e non rientrava nel programma di preparazione: avevo in conto una decina di giorni di scarico, prima delle Mezza Maratona Puccini, a Torre del Lago, il 17 gennaio; ma giorni fa Federico me ne parlò, poi mi sono formato su internet, e l'idea di parteciparvi m'è entrata in mente... un trail, mica una mezza maratona su strada!! Non ho saputo resistere... E così mi sono iscritto, sapendo che non avevo più di una decina di chilometri nelle gambe. E così è stato. Ma va bene così. Sono arrivato al traguardo , ho messo 21km nelle gambe, che valgono, qualitativamente e quantitativamente, più di una settimana di carichi in palestra.




L'arrivo :)


Note del giorno dopo:
beh, ieri, durante gli ultimi chilometri, visto quello che avevo passato, pensavo che una volta finita, dopo un paio d'ore, avrei sofferto del fatidico calore alle gambe, dovuto all'accumulo di acido lattico, con conseguente "agitazione" delle gambe... E invece questo postumo non si è presentato. Ho pensato che fossero gli effetti della "Benendorfina" autoprodotta dall'organismo, a diminuire la sensazione di sofferenza, e quindi mi son detto che l'indomani le avrei scontate tutte. E invece eccomi qua, senza alcuna stanchezza, senz alcun dolore per un qualsiasi trauma subito e di cui spesso, a caldo, non ti rendi conto. E il ginocchio, il mio "ginocchio sinistro", gira bene, nonostante tutto quel "mood walking" abbia sollecitato parecchio la stabilità dell'articolazione.
Non avrei dovuta farla, questa corsa, ma alla fine è stata l'evento che, in quest'ultimo mese di impegni, mi ha fatto soffrire più di tutti, mi ha messo alla prova, una prova che sento di aver superato; e adesso mi sento sicuro e pronto ad affrontare i prossimi sforzi per migliorare la mia condizione. E a godermi altre belle giornate!







venerdì 8 gennaio 2010

ENDORFINE: Gli ormoni della felicità.

Jack Lawson
Endorfine
Gli ormoni della felicità

Copertina libro: Endorfine
La tua droga personale della felicità

Fonte: La Redazione
http://www.bisedizioni.it/approfondimenti/endorfine.php

"La felicità è uno stato biochimico che tutti possiamo raggiungere! Le endorfine sono una delle scoperte scientifiche più importanti del nostro secolo".

Negli anni settanta, uno dei nostri astronomi più prestigiosi, il Professor Charles Kowac fece una scoperta che, anche se non ha avuto eccessive ripercussioni nella storia dell’Astronomia, avrebbe rivoluzionato questa disciplina, sempre più considerata dagli scienziati.
Si trattava della scoperta del pianeta Chirone, Kiros in greco. Associato al palmo della mano e all’arte del curare, il leggendario Centauro, maestro di Esculapio e di Achille, è uno dei personaggi più curiosi della mitologia greca.
Gli astrologi abbinarono a Chirone un simbolo molto interessante: la “chiave”. Associato alle situazioni dolorose, Chirone ci offre un insegnamento preciso che non è sfuggito agli astrologi: le peggiori avversità sono le nostre occasioni migliori o, detto in altro modo, il nostro peggior nemico può diventare il nostro miglior alleato, se sappiamo dare una svolta alla situazione.

Se siamo ricorsi a Chirone nella presentazione di questo libro, è perché il simbolo della “chiave”, che lo rappresenta, è molto adatto nel momento in cui si parla di endorfine, e non soltanto perché quest’ultime funzionano come una chiave che, messa nella serratura adeguata, è capace di aprire o di chiudere una porta, ma anche perché, metaforicamente, sono la chiave che ci aprirà molti punti oscuri dell’essere umano e della sua anima.
Questioni quali l’etica, la felicità, l’autosoddisfazione o la sensibilità estetica vengono viste in una luce nuova dalla scoperta delle encefaline, delle quali fanno parte le endorfine.

Come vedremo, la felicità non è un qualcosa di vago ed impreciso, una sensazione nebulosa e poco concreta, ma l’effetto di un flusso corretto di endorfine nel nostro interno.

Scopriremo anche che una delle tecniche più efficaci, per stimolare la secrezione di endorfine, risulta essere il massaggio. D’altra parte, come si è potuto osservare in un gran numero di ospedali, la capacità di recupero dei malati è da porsi in relazione con le endorfine. Tanto il massaggio quanto la capacità di recupero sono regolati, a detta degli astrologi, dal pianeta Chirone. Però non anticipiamo…

La scienza moderna ci spiega che il nostro organismo produce una grande quantità di composti biochimici di vitale importanza per l’equilibrio fisico e psichico dell’essere umano. Tra le scoperte scientifiche più appassionanti di questo campo, le encefaline occupano un posto d’eccezione.
Sono sostanze naturali, sintetizzate dall’organismo umano, che, fra le altre cose, alleviano il dolore come possono fare soltanto droghe del tipo della morfina.
Molte encefaline sono cento volte più potenti della morfina e, ciò che è più importante, non causano effetti collaterali!

Le endorfine furono scoperte da John Hughes e dai suoi colleghi della Unit for Research on Addictive Drugs di Aberdeen.
Le endorfine, del gruppo delle encefaline, sono esattamente, come si desume dal nome, morfine endogene: si tratta di un gruppo di peptidi di catena corta, con proprietà farmaco-logiche simili alla morfina, sebbene di struttura più completa.
Sono distribuite in modo diseguale nel sistema nervoso ed in stretta relazione con i recettori oppiacei.
Le endorfine svolgono un ruolo importante quali neuro-trasmettitori nel sistema nervoso centrale.
E’ stata scientificamente provata la loro straordinaria capacità di depolarizzazione delle membrane cellulari, che diminuiscono l’impulso nervoso.
Però, le encefaline non sono solo presenti nei nostri interscambi elettrico-nervosi; nel corso delle pagine seguenti vedremo come le endorfine sono anche presenti nelle nostre buone o cattive azioni e in numerosi aspetti del nostro comportamento. Quello che l’uso e la tradizione ci propone come “morale” molte volte non è altro che “biologico”.

I nostri stati d’animo, le nostre fobie e le nostre manie, i nostri capricci e le nostre preferenze sono strettamente legate con l’equilibrio ed il flusso di endorfine. Molti dei presunti effetti della “magia” dei nostri avi sembravano funzionare molto meglio dei maghi attuali ed erano dovuti essenzialmente all’azione delle endorfine!

In questo libro, che vuol essere un’introduzione a questa tematica alla portata di tutti, vedremo come agiscono le endorfine e che cosa succede nel nostro corpo quando vengono sintetizzate ed in quali condizioni.
Vogliamo fare un testo facile da leggere e tralasceremo i termini scientifici per lo più sconosciuti al profano.

Un piccolo esempio sarà sufficiente affinché il lettore comprenda cosa sono le endorfine e come agiscono.
Quando si urta violentemente contro qualcosa, la maggior parte delle volte si sente subito un grande dolore; però, dopo alcuni istanti, a seconda dell’intensità, il dolore scompare: il corpo ha reagito al dolore secernendo le endorfine necessarie per attenuarlo.
Approfondiamo l’argomento.
Se avete, per esempio, male ai denti o un dolore muscolare che dura da un po’di tempo, in seguito ad un urto che dà un dolore più forte è possibile che scompaia spontaneamente il dolore precedente: l’urto ha fatto sì che si creasse una sostanza, chiamata endorfina, che lo ha alleviato.
Se così non fosse, il minimo impatto ci farebbe urlare di dolore. Ricordiamo, a riguardo, i membri della famiglia Usher del famoso racconto di Edgar Allan Poe.
La spiegazione dell’accaduto si basa, come vedremo, sul fatto che il consumo eccessivo di alcool produce un calo di endorfine; non dimentichiamo che il geniale Poe era un alcolizzato e che terminò i propri giorni a causa di un terribile delirium tremens.

Vedremo, inoltre, che le endorfine sono strettamente legate ai meccanismi di difesa.
E’ possibile che i massaggi o le carezze, che ci portano piacere, contribuiscano in modo notevole ad alleviare ed anche a curare molte malattie. In fin dei conti, non è il massaggio, che è un fatto esterno, che ci cura ma le nostre personali endorfine!
Infatti, ogni volta che proviamo piacere si mettono in gioco le endorfine.
I momenti felici, che tutti abbiamo sperimentato e che spesso ricordiamo come qualcosa di molto speciale, corrispondono biologicamente ai momenti in cui il nostro corpo le sta sintetizzando.

Un mattino ci svegliamo particolarmente felici: il sole brilla nel cielo, gli uccelli cantano all’altro lato della finestra, sentiamo un sano appetito e ci apprestiamo a fare la doccia, prima di mangiare una buona colazione.
In fondo, è un giorno come tutti gli altri, però noi ci sentiamo particolarmente bene, sorprendentemente bene, come se ci avessero iniettato una droga che ci rende felici!
Che cosa succede? Per un motivo o per l’altro, che ci sfugge e che al massimo appartiene alla nostra vita onirica, il nostro organismo ha fabbricato più endorfine del normale e la loro presenza fa sì che ci sentiamo euforici e felici.
Freud parlava di un “sentimento oceanico”, gli yogi indù di una “coscienza cosmica”, ma poco importa che termine usiamo per definirlo.
Esiste uno stato di “felicità serena”, tendente alla beatitudine, nella quale una meravigliosa sensazione di allegria sembra salire su per la nostra spalla e sommergerci con un piacere soave e delicato.
Vibriamo in tal caso con la Vita, sentiamo che facciamo parte di un Tutto e che siamo collegati con questo Tutto. Ancor di più, sentiamo che tutti siamo uno solo, che il “prossimo” non è distinto da me stesso e che, per questa ragione tanto semplice, noi lo dobbiamo amare: stiamo amando noi stessi!
La nostra mente è pervasa da una misteriosa sensazione di felicità e di completezza: siamo euforici.

A volte, questa sensazione di felicità è furtiva e transitoria. Dura alcuni secondi o, nel migliore dei casi, alcuni minuti. Sono le endorfine, e con le endorfine succede come con lo Spirito: nessuno sa né quando soffia né dove soffia.
Se sei una persona sensibile, hai sperimentato sicuramente, anche se approssimativamente, questo stato di cui parliamo mentre ascoltavi musica o durante la lettura di un poema. Però, puoi anche essere un uomo d’azione, un viaggiatore, un lottatore; di conseguenza il tuo corpo ti gratificherà secernendo endorfine quando spingi a fondo l’acceleratore della tua macchina o precedi qualcuno in pista o batti un record!
Se, invece, si tratta di una persona capricciosa, ottenere quello che desiderava o ricevere il regalo di una persona cara sarà ciò che attiverà il suo sistema di secrezione di endorfine.
I nostri desideri, i nostri capricci e le nostre motivazioni appaiono mediante complesse, ma ben precise priorità biochimiche. I conflitti che viviamo, le sfide davanti alle quali ci troviamo ed alle quali, in un modo o in un altro rispondiamo, hanno una loro traduzione in termini biochimici.
Normalmente, cerchiamo o desideriamo febbrilmente oggetti che almeno, inconsciamente, pensiamo apportatori di felicità; abbiamo manie completamente irrazionali, debolezze caratteriali, o dei capricci inauditi; tutto ciò è, nostro malgrado, pura chimica o, se preferiamo, può tradursi dentro di noi in semplici termini biochimici.

Le cosiddette “Medicine Soavi” o “Medicine Dolci” il più delle volte hanno come obbiettivo la secrezione di endorfine nel nostro organismo. Queste, non solamente alleviano il dolore, bensì pongono tutto l’organismo in uno stato di rilassamento nel quale l’energia, il Ki di coloro che praticano l’agopuntura, può agire liberamente e, persino, curare la malattia.

Ma cosa sono esattamente le endorfine?


Sono sostanze biochimiche, analgesiche, secrete dal cervello, che svolgono un ruolo fondamentale nell’equilibrio fra il tono vitale e la depressione. Da esse dipende il nostro stato umorale, il sentirci bene o male.
Scoperte circa vent’anni fa, le endorfine sono servite alla scienza occidentale come base per riconsiderare alcune posizioni riguardanti le medicine orientali e quelle dolci, evidenziando un fatto che queste ultime hanno sempre tenuto in ampia considerazione: la relazione fra il corpo e la mente.

Le endorfine non sono presenti solamente nel corpo umano, ma possiamo trovarle persino negli animali unicellulari. In animali più evoluti, costituiscono uno dei pilastri più sviluppati dell’istinto e delle emozioni.
Le endorfine trasmettono le informazioni mediante la sinapsi, o collegamenti delle cellule nervose, si comportano come veri messaggeri biochimici, che aumentano o diminuiscono la capacità di comunicazione delle cellule nervose. Le cellule posseggono, nelle loro pareti, dei recettori destinati a combinarsi con le differenti sostanze circolanti nell’organismo. Sono, per semplificare il concetto, come serrature che hanno bisogno di una chiave che coincida alla perfezione per poter aprire una determinata funzione.
Possediamo, nel nostro organismo, serrature per endorfine denominate “recettori di endorfine”: si trovano, per esempio, nel cuore, nella pelle, nel cervello, nel pancreas, nei reni, etc.
Durante una cena o una qualche riunione fra amici, quasi tutti una volta o l’altra abbiamo potuto assistere a come qualcuno dava sollievo o persino faceva scomparire un mal di testa, ponendo semplicemente le mani su di un punto e toccando alcuni punti dell’agopuntura.
Le emicranie e il mal di testa corrispondono, in base a studi effettuati da neurologi americani, ad una diminuzione delle endorfine; per questa ragione, per molte persone un semplice dispiacere può essere la causa scatenante di un forte mal di testa. Allo stesso modo, la sensazione di piacere, che può produrre la semplice pressione delle mani, è in grado di stimolare la circolazione delle endorfine.

Ugualmente, secondo il Dottor Charles Denko, il livello delle endorfine è particolarmente ridotto, sia nel sangue che nel liquido delle articolazioni, negli ammalati che soffrono di artrite reumatoide, osteoartrite e gotta.
In molti paesi d’Europa ci sono dei guaritori, chiamati magnetizzatori e pranoterapeuti, che, mediante la semplice pressione delle mani, riescono ad alleviare i reumatismi e le artriti.

Potremmo dire, per capirci, che le endorfine sono agenti bioelettrici, trasmettitori dell’energia vitale.
Il loro flusso procede dal cervello, che le crea e le indirizza. Si tratta della stessa energia che viene utilizzata dai pranoterapeuti durante i loro sorprendenti trattamenti.
Se, fino ad oggi, sono stati condannati dalla scienza o c’è stata una sorta di gelosia nei loro confronti, è necessario riconsiderare questa posizione alla luce dell’effetto accertato delle endorfine.

Le endorfine agiscono da neuro modulatori, depolarizzando parzialmente le membrane cellulari. Detta depolarizzazione, che agisce sugli impulsi nervosi trasmessi, è quella che, bloccando il dolore, produce una sensazione di sollievo e di benessere.
Fin dall’antichità le madri sapevano, per istinto, che possono calmare il dolore dei loro figli mediante carezze e coccole; e la cosa più sorprendente è che il metodo funziona!
Ciò è dovuto a quella meravigliosa droga, o meglio antidroga, che sono le endorfine!

L’obbiettivo principale di questo libro è quello di fornire un minimo di informazione, in modo da scoprire non solo che cosa sono le endorfine, ma come riuscire ad attivarle in noi per ottenere una vita più serena e felice!




giovedì 7 gennaio 2010

KARL MELTZER, Mr 100Miglia

Ultramaratoneta, eletto Ultrarunner of the Year nel 2006, dice, sul Trailrunning:

"il nostro è uno sport 'da scemi', completamente insensato, che ci piace proprio per il senso di sfida che porta con sè. E i veri eroi sono quelli in fondo al gruppone, che stanno sul sentiero molto più a lungo di quanto faccio io che sono in testa"



Mi conforta sapere che anche un grande, un vincente, pensi le stesse cose di uno di quelli che stanno in fondo al gruppone: siamo proprio degli svitati! :)

martedì 5 gennaio 2010

OBIETTIVI DEL 2010

23 Gennaio: Prova Percorso TA Montalbano 20km

28 Febbraio: 2° Trail di Pietraporciana-Valdorcia

7 Marzo: Trasimeno Marathon, 40 km su strada

21 Marzo : Trail Santa Croce, 40 km

2-3 Maggio: Abbots Way, due tappe staffetta 30+30

9-10 Maggio: Da Piazza a Piazza , Camminata in due tappe tot 75km

6 Giugno: Gir de le Malghe Caregno (BS) , 21 km, dislivello +/- 1000

13 Giugno: Trofeo Skyrunning Oasi Zegna, Trivero (BI), 21km, dislivello +/- 1600

27 Giugno: Biella–Oropa–Monte Camino SkyRace,Pollone (BI), 23lm, dislivello +-/ 2000

3-4 Luglio: UltraTrail La Via dei Lupi (a tappe), Limone Piemonte (CN),

prima tappa sviluppo 42 km dislivello 260o m., seconda tappa 32 km dislivello 3100 m.

18 luglio: Alpi Apuane SkyRace, Garfagnana (LU), 29km, dislivello +/- 1465 metri

25 Luglio: Trail del Bangher, Piedicavallo (BI) , 24 km , dislivello 1850

8 Agosto: Orobie SkyRaid, Bergamo (BG), 30 km, dislivello +1600mt. / - 1553mt

22 Agosto: SkyRace Tre Rifugi, Mondovì (CN), 26km, 2600km +/-

29 Agosto: Pionieri del Gransasso oppure Maddalene SkyMarathon, Malga Bordolona (TN), 40km, dislivello 2200+/1745-

19 Settembre: Ecomaratona dei Cimbri

26 Settembre:Trofeo Besimauda SkyRace, Peveragno (CN), 20km, dislivello 1600+/-

31 Ottobre: Lafuma Trail del Monte Casto SkyMarathon

8 Novembre: Ysangarda Trail , Cossato fraz. Castellengo (Biella), 30 km , dislivello 500+/-



Enrico Bartolini sullo Spirito Trail , e sul Rhum & Coca alla Marathon Trail del Montalbano

Pubblico questo bel post di Bartolini Enrico , dal Forum di Spirito Trail











domenica 3 gennaio 2010

PRIMA USCITA DELL'ANNO: "DA SPONDA A SPONDA"

http://www.caipratopodismo.it/Da%20Sponda%20a%20Sponda/generale.html

Beh, stamani, al risveglio, col vento ghiaccio che tirava ierisera, non mi aspettavo di trovare questa bella mattinata di sole! freschina, si, ma senza un briciolo di vento. Quindi, verso le 8e30, dopo aver fatto colazione , ho portato il cane a fare una passeggiatina in pista ciclabile, zona v.le Galilei, e tanti erano i podisti belli imbacuccati con giacchetta antivento, guanti e cappello. Mi son detto "ora lascio andar giù queste due paste mangiate, poi vengo anch'io a correre". E così è stato, con una piccola variante: sono passato in palestra, ho lasciato la borsa col cambio per il ritorno, e ho controllato che la saletta sauna fosse accesa.... E così sono partito, intenzionato a percorre il giro del "Da Sponda a Sponda" che da mesi non percorrevo, 10 chilometrini su asfalto da percorrere con passo adagio, visto anche che indossavo per la prima volta le Asics Gel Landreth 3, scarpe categoria A3 che ho comprato per sostituire le dismesse Nimbus e da usare appunto in quelle uscite lente di defaticamento e "piacere". Pesantucce e legnose, però, queste scarpe... E per quanto fosse freddino, e per quanto questa volta mi sia limitato a indossare solo un paio di pantaloncini corti e la giacca a vento sopra una magliettina traspirante a maniche corte, sono riuscito lo stesso a sudare!!! Mah... Vabbeh, ho corsucchiato bene, c'ho messo 43min a fare il percorso, ma mi grondava la fronte e sentivo le gocce di sudore ai gomiti ... Ho sudato sulla neve sul Montalbano, ma li avevo tre strati, e che strati: Adisas ClimaWarm + Felpa Pearl Izumi + Softshell della North Face: pensavo forse di esser stato un po troppo premuroso ... La prossima volta nemmeno la giacca a vento, quindi, solo una maglietta a maniche lunghe.
E poi, tanto per finire con un'altra sudata, mi sono rinchiuso un quarto d'ora nella saletta sauna, a 90 gradi... Ahhhh, mi sono sciolto .. che goduria!
Ecco, questa si che è stata una bella mattinata. E ora un bel piatto di pasta al ragù e una bella birra fresca! .)

venerdì 1 gennaio 2010

OBIETTIVO nr 1 : TRASIMENO MARATHON

STRASIMENO, ULTRAMARATONA DEL LAGO STRASIMENO

7 MARZO 2010

http://www.podismo.it/index.htm

http://www.dreamrunners.it/index.php?option=com_content&view=article&id=136&Itemid=103

ORGANIZZAZIONE

- A.S.D. FILIPPIDE, via Amendola 63 – 06061 Castiglione del Lago – Pg, sito internet www.podismo.it o www.filippide.it e-mail jo.far@alice.it . tel/fax 075 9653089 cell. 3470068742

- Atletica AVIS Perugia, via C. Pavese 06100 Perugia, tel/fax 075 5178245 cell. 340 2218941

- Dream Runners Perugia – c/o Fracassini Francesco via DePretis 10/A 06073 – Corciano


INFORMAZIONI

Giovanni Farano 347 0068742 - jo.far@alice.it

Enrico Pompei 340 2218941 - 075 5178245

Francesco Fracassini 349 8107952 - fraca.f@alice.itWeb: www.podismo.it fax 075 9653089


PARTENZA: Domenica 07 Marzo 2010 ritrovo ore 7,30 in Piazza Gramsci (centro storico) a Castiglione del Lago e partenza di tutti gli atleti per le varie destinazioni ore 9,10

ARRIVO: Km 15,140 a Tuoro s/T (centro storico); km 21,097 mezzamaratona, a Passignano s/T (lungolago); km 30,280 a Magione (Piazza Matteotti); km 42,095 maratona, a Santarcangelo (viale Cefalonia); km 58 ultramaratona, a Castiglione del Lago (Piazza Gramsci)


NON SI ACCETTANO ISCRIZIONI IL GIORNO DELLA GARA

QUOTE ISCRIZIONE:

Settore competitivo

Traguardo 15 km ... € 8

Traguardo 21 km … € 12

Traguardo 30 km … € 13

Traguardo 42 e 58 km € 25

Dal 19 Febbraio 2010

Traguardo km 21 e 30 …€ 15

Traguardo km 42 e 58 …€ 35


Le iscrizioni vanno effettuate entro il giorno 02 Marzo 2010.

I dati insieme a copia del versamento effettuato su

Conto Corrente Postale n. 33301052 intestato a A.S.D. Filippide Castiglione del Lago

oppure

sul conto corrente bancario intestato a

A.S.D. FILIPPIDE
Banca CREDIUMBRIA filiale di C. Lago
Codice IBAN: IT80A0707538350000000072349






sabato 26 dicembre 2009

3 Ecomezza Maratona della Valdorcia, Pienza, 26/12/09

Linko al webalbum per chi c'ha l'anzia di vedere le foto .)
http://picasaweb.google.it/110183150086826494902/3EcomezzaMaratonaDellaValdorcia26Dicembre2009_1#


Vi posso dire che finita la corsa, andando via in macchina, appena uscito da Pienza, ho acceso la radio e ho trovato in onda "What a wonderful world" di Armstrong, che, anche se la mia preferita è quella rifatta dai Ramones, si intonava molto al momento. Completamente sintonizzata all'ambiente. Perchè parlare di questa eco mezza maratona della Valdorcia vuol dire parlare del "wonderful world" in cui è posta. Pienza, Valdorcia, Toscana. Eh già. Ma come si fa a parlare dell'indescrivibile? Bisogna vederlo, esserci dentro.



Perchè già scendendo verso Arezzo in autostrada, si possono ammirare bei paesaggi. Ma una volta usciti dall'autostrada, percorrendo le vie che attraversano quelle valli, che uniscono piccoli borghi , ci si dovrebbe fermare ogni 100 metri per contemplare il paesaggio di campagna tutto intorno. Più bello di quel che la fantasia di un pittore può concepire. Persino ora, in pieno inverno, periodo in cui la natura sonnecchia, mantiene sempre il suo fascino.


E oggi quelle valli abbiamo potuto attraversarle correndo, un po per strade asfaltate, un po per strade bianche, un po per strade fangose. Di quel fango che se ci infili un piede dentro, o ti si attacca al piede una zolla di qualche chilo che poi ti porti dietro per un bel po; o ti ci rimane proprio attaccata la scarpa, strappatata via dal piede. Abbiamo percorso una bella salita lottando contro questo fondo fangoso, ed a suo modo è stato pure divertente. Non vi dico quante "bestemmie" colorite da toscanacci son partite in quei frangenti ....



La partenza è in piazza centrale, dove abbiamo trovato anche un bel fuocherello a riscaldarci l'attesa. C'era la Denise, (http://denisequintieri.blogspot.com/) con la sua macchina fotografica, indomita guerrigliera dello scatto, a riprendere ogni sfumatura dell'ambiente.
La partenza è avvenuta regolarmente alle 9e15, pochi metri e siamo usciti subito da Pienza per immergersi nei sentieri che, a parte qualche tramezzo d'asfalto, ci hanno portato ad attraversato meravigliose valli. Indescrivibile. Toh, guardate un po! :




Il percorso non è stato tecnicamente difficile, a parte quegli ultimi 2/3 km di salita che ci hanno riportato a Pienza, una salitina niente male, ma su un fondo tutto sommato regolare, che ti permette di trovare un passo.
La Uisp di Chianciano Terme (http://www.girovaldorcia.it/index.html) ha fatto un buon lavoro, e il pacco gara è stato di sicuro gradimento da parte di tutti i 300 e più concorrenti che si sono presentati al via. E' un evento destinato a crescere.




Sicuramente una giornata, uno scenario tutto da godere, che mi son goduto. Sicuramente tornerò a correre da queste parti, magari in primavera, per godermi questi posti in altra veste.
E il prossimo inverno. Sicuro.




martedì 22 dicembre 2009

SPIRITO TRAIL - TRAIL RUNNING MAGAZINE


A.S.D. SPIRITO TRAIL

Oltre che per il gruppo podistico del C.A.I di Prato, mi sono tesserato anche all'Associazione Dilettantistica Sportiva Spirito Trail

www.spiritotrail.it


La notizia ha fatto il giro del mondo finendo sulle copertine delle più importanti riviste dei mondi conosciuti















sabato 19 dicembre 2009

Marathon Trail del Montalbano, edizione "zero" - 19-20 /12/09

1 tappa. 19/12/09
Edizione innevata, e resa bella e memorabile proprio dalla neve, questa "zero" della Marathon Trail del Montalbano, organizzata dall'Atletica Capraia e Limite. E sinceramente io e il Kappadocio non ci aspettavamo tanta affluenza alla tappa "notturna" di questo evento. Pensavamo che la neve avrebbe scoraggiato i corridori. Qualcuno, inesperto, si è presentato con scarpe da strada... E qualche ciclista che per la prima volta si è buttato nella mischia. Abbiamo trovato l'UomoPatagonico, e ho conosciuto Simone Brogioni e Cristina Murgia, presidente e segretaria dell'associazione sportiva dilettantistica Spirito Trail (www.spiritotrail.it) ,e rivisto Carli Raffaele, della Marcia dei Giganti.




Freddo, molto freddo, alla partenza, si saltellava per tenersi un attimo calmi, impazienti di partire. E alle 18e30 si parte. Poche centinaia di metri di asfalto e via sui sentieri innevati. Il percorso tecnicamente non è stato duro, c'è stata solo una breve salita, la prima, a mettermi in difficoltà, per il resto abbastamza facile. Alle 8 ho tagliato il traguardo, doccia calda e un pasta party che si è rivelato essere un vero e proprio "cena party", con secondo di roestbeef e contorno di patate al forno, e pizza per antipasto. E poi è arrivato il momento del Rhum&Coca, che ho preparato servendolo in bicchierini ai presenti per fare un brindisi a questa memorabile serata.


2 Tappa, 20/12/09
La partenza è per le 9e30, ma col Kappadocio ci ritroviamo rpesto, per prendersela comoda e fare la seconda colazione insieme.

Si prospetta una giornata magnifica, e le aspettative poi non saranno deluse: cielo aperto, sole splendente, totale assenza di vento.
Ma fa ancor più freddo di ierisera, alla partenza.
La partenza viene ritardata un po perchè gli organizzatori, molto premurosi, hanno fatto un giro di sopralluogo per vedere un po la situazione di certi tratti di sentiero in discesa, dove nella notte si è formato aprecchio ghiaccio, e per evitarci rischi di cadute, hanno tolto quei tratti e ridisegnato un po il percorso, aggiungendo putroppo un po più di strada asfaltata....
Il percorso all'inizio riprende un po il sentiero già affrontato ieri sera, il che ci ha dato modo di vedere dove eravamo passati ierisera. Siamo stati un po insieme, il Kappadocio il Brogioni ed io, poi, alle prime salite, ognungo ha preso il suo ritmo.






Io ho tirato parecchio, anche se mi ero detto di non farlo, perchè mi sentivo un po legato, forse per lo sforzo di ierisera; ho tenuto un buon ritmo fino al secondo passaggio al punto di ristoro, una discesa su asfalto, dove mi è preso un crampo al polpaccio, cosa che non mi sarei aspettato proprio! di li, ripreso il sentiero innevato, per lo più in discesa, ho camminato per un buon quartodora, prima di riprendere a correre, ma strascicando un po il passo, evitando di caricare il polpaccio, seppur in discesa. E cosi quelli che mi hanno detto essere gli ultimi 10 km (su 24circa) gli ho percorsi piano piano, e a poche centinaia di metri alle spalle mi ha raggiunto il Brogioni, anche lui non al top della condizione per dei risentimenti di cui soffriva già prima di partire ierisera.
Beh, 3 ore di corsa in un magnifico contesto, senza soffrire al ginocchio che tanto mi aveva impedito di correre negli ultimi mesi, e che mi bloccava sempre al 20° km circa: sparita l'infiammazione ileo-tibiale, sparito il dolore dovuto al versamento del menisco. L'allenamento/cura portato avanti sotto la supervisione del mio trainer, Lorenzo Fabbri, ha dato i suoi ottimi frutti.
Sono molto soddisfatto di questo memorabile (e non solo per me) fine settimana di sport&natura, e la buona compagnia di tutti quelli che hanno uno SpiritoTrail.
E compimenti all'Atletita Capraia e Limite, Marco Cannizzaro e Enrico Bartolini, e a tutti quanti hanno contribuito all'organizzazione di questo evento.




Simone Brogione, ASD Spirito Trail

lunedì 7 dicembre 2009

Collina di Schignano 07/12/09 - Anello di Javello

E finalmente, dopo due mesi, corsa all'aperto!
Il cielo era coperto, ma non minaccioso, la temperatura fredda, il giusto. Queste sono le condizioni ottimali per correre, sudando, ma non per la calura.... Il paesaggio autunnale, la nebbia, le foglie bagnate, qualche pozza d'acqua lungo i sentieri.



E soprattutto l'ottima compagnia del Kappadocio e di Marco Michelini, ottimi corridori che oggi non hanno dato il massimo per godersi anche loro l'atmosfera, e anche per non caricare troppo sulle loro recenti fatiche in competizioni ufficiali.



Per quanto mi riguarda, sono molto soddisfato: tredici km circa, percorsi a un buon passo, con qualche difficoltà ancora nell'affrontare salite dure, come la rampa di Javello, soprattutto per quanto riguarda l'affatticamento nella zona lombare, ma per il resto le gambe giravano, e il ginocchio, anche adesso a freddo, non si fa sentire. L'allenamento sta dando i suoi risultati, e non posso non ringrazione Lorenzo Fabbri, il mio trainer, per questo. Adesso sono sereno, si sono diradate le mie paure, le mie insicurezze; posso partecipare ai prossimi impegni di trail, per godermi e poter condividere la bellezza del correre per sentieri e boschi.








giovedì 3 dicembre 2009

Primi Passi

Ieri. dopo due mesi esatti da quando ho smesso di correre, sono salito sul tapis roulant e per mezzora ho sempre tenuto un bello stile, talloni sempre alti, passo fluido... certo, il tapis non è  la "strada", col suo attrito, non c'è lo stesso  sforzo di spinta, ma è stato piacevole lo stesso, sentire rollare il piede, non sentire problemi al ginocchio.
Tutto questo training in palestra a potenziare le gambe, sta avendo i suoi risultati. E ho altri due mesi di lavoro duro davanti.

Presto, molto presto riprenderò a correre, ho intenzione di partecipare alla Ecomezzamaratona di Valdorcia. Senza grandi pretese. Sarà freddo, il 26 -Dicembre, di sicuro. Ma spero possa esserci tempo sereno, per quelle meravigliose valli.
Voglio tornare a correre col sole!




mercoledì 18 novembre 2009

Piccoli Progressi

E' passato più di un mese da quando ho smesso di correre e ho intrapreso una preparazione fisica guidato dal trainer Lorenzo, presso la palestra Serendip. Una preparazione che non riguarda solo il potenziamento della muscolatura delle gambe, ma anche una completa tonificazione di muscoli lombari e dorsali, molto importanti per la corsa in salita e con il camelback sulle spalle. Ho trovato interessante l'introduzione di un esercizio di swing con il Kattlebell, strumento che col tempo diventerà predominante nelle mie sessioni di training, con esercizi atti a migliorare stabilità di caviglia e ginocchia. Fatto molto importante questo, considerato il problema che ho avuto con il ginocchio sinistro: giorni fà l'ortopedico che mi ha visitato, ha riscontrato che i problemi al collaterale esterno si sono attenuati ma permane un problema al menisco del ginocchio sinistro, che potrebbe darmi problemi, in futuro, e portarmi ad una situazione in cui l'unica soluzione è operare ... Potremme, tra un mese, come tra anni. Mi ha detto di proseguire nella preparazione che sto portando avanti, e  di aspettare ancora un mesetto prima di riprendere a correre, cosa che avevo già programmato.

Ma la voglia di correre è tanta.
Domenica scorsa, ho partecipato alla camminata sociale del Cai di Prato, 18km tra i sentieri di Galceti e Figline, e in diversi momenti mi sono slanciato un po in una corsetta in salita, pochi metri, per poi frenarmi.
Riposa ancora, Gaggio, riposa.



Foto di Alessio Kappadocio Parauda
http://kappadocio.blogspot.com/


domenica 1 novembre 2009

COUNTRY ROADS



John Denver - Country Roads

venerdì 30 ottobre 2009

MARCO OLMO, un passo dopo l'altro

Un giorno ho letto un articolo su Olmo su di una rivista specialistica, e grazie a lui, ho scoperto il trail; ho scoperto che si può correre non solo su asfalto... Adesso non riesco a credere a quanto fosse mentalmente ristretto il mio approccio alla corsa...
E quest'uomo... Al di là delle sue vittorie, che non ero in grado di valutare, mi ispirava, e adesso, se penso a come mi vedrei alla sua età, spero ancora di essere uno capace di affrontare sempre nuove sfide.
Grazie, Marco.

http://www.unpassodopolaltro.it/

http://filmunpassodopolaltro.blogspot.com/




un passo dopo l' altro


un passo dopo l' altro

domenica 18 ottobre 2009

Corro per vivere, vivo per correre

Oggi si è conclude l' "anno"  di corridore. Da domani ufficialmente (anche se è già da qualche giorno così) smetto di correre. Per un mese appendo scarpe da corsa al chiodo. I risultati della risonanza magnetica al ginocchio sinistro confermano ciò che si sospettava, che nel "condilo femorale esterno, versante mediale, sono presenti estesi fenomeni di edama osteomidollare ... il collaterale mostra lieve disomogeneità strutturale al terzo prossimale, su base post-distrattiva o per fenomeni da sovraccarico". Insomma, riposo riposo riposo, dopo una stagione che mi ha visto affrontare nuove esperienze, ecomaratone, skyrace, notturne... Belle e dure esperienze, che ho affrontato senza anzie  da prestazione, col solo pensiero di portarle a fondo, in qualsiasi modo, finchè le gambe mi avrebbero tenuto in piedi. Ho avuto modo di vivere bei momenti, di vedere bei paesaggi, di incontrare belle persone.  A parte le prestazioni, è stato un anno positivo.  Posso affermare di essere diventato un atleta. Avevo iniziato a corricchiare per curare la mia salute, due anni fa. Poi il correre è diventato la mia passione, una dimensione della mia vita. Adesso, quando vedo la  foto di una montagna, di un paesaggio campestre, se mi piace, non solo la giudico bella, ma penso "che bello sarebbe corrrerci"!

E così da domani a riposo dal correre per un mese.
Ma mica tanto riposo: mi allenerò in palestra, per aumentare forza propulsiva, resistenza, elasticità dei muscoli degli arti inferiori, e rafforzare il tronco. 
Voglio essere in grado, il prossimo anno, di poter correre un'ecomaratona arrivando alla fine senza sofferenza, potendo dire "è stata dura,ma è stata un piacere".
Vorrei partecipare (e portare a termine) all'Ecomaratona dei Marsi, al Lavaredo Ultra Trail, all'Ecomaratona del Ventasso, alla Marcia dei Giganti,  ai Pionieri del Gransasso, all'ultra del Montecasto.

Riposa Gaggio, riposa.



mercoledì 7 ottobre 2009

Spazio Vitale

.... dopo una settimana immerso nel verde della Val Talloria, territorio delle Langhe, potendo correre, per quanto su asfaltoto,  ma pur sempre in un ambiente meraviglioso, immerso nella natura ... tornare in città, è traumatico... in fondo mi basterebbe poco per vivere...  una roulotte Airstream trainata da un PickUp (magari ecocompatibile..) e spazi aperti dove poter correre  ...








domenica 20 settembre 2009

PORRETTA TERME - CORNO ALLE SCALE (30km - 15km)

Beh, ieri sera, quando il Kappadocio mi ha detto che avrebbe partecipato a questo evento, mi è presa tanta voglia di farla.. ho corso una mezzoretta sulla ciclabile di prato, ed è andato tutto bene, le gambe giravano bene, ero contento. Peccato che dopo una mezz'ora, a freddo, abbia iniziato a sentire il ginocchio sinistro un po molle, non mi teneva tanto bene su ... Ho avvisato il Kappadocio che non avrei corso ma che comunque sarei andato con lui, per vivere comunque la giornata, se pur da portaborse.
Ed è stata una giornata positiva per quanto riguarda le condizioni atmosferiche: qualche nuvolone, ma mai una goccia d'acqua.
Il percorso, su strada, con partenza da Porretta Terme, si è snodato sulla via che porta al Corno alle Scale, una strada che già conoscevo per averla percorsa in macchina, e che offre dei bei passaggi. E molta, molta salita, soprattutto gli ultimi 5km, un vero muro che ha ridotto molti a interrompere il passo da corsa e a procedere camminando, e a soffrire di crampi. Il primo arrivato ha impiegato poco più di due ore; terzo il vincitore dello scorso anno, Marco Guerrucci; tra i primi anche Gaetano Cardia, campione nazionale trail uisp,secondo lo scorso anno. Folta la partecipazione del Gruppo Podistico Ferrero di Alba e di altri podisti albesi, diversi atleti sono arrivati tra i primi 10 della 30km, Mario Prandi (ATP Torino) vincitore della 30km, ed Eufemia Magro (Mokafè) vincitrice della 15km tra le donne, mentre per gli uomini ha vinto Arturo Ginos (Pontelungo Bologna)

Ricchi premi per tutti all'arrivo, oltre a un buon abbondante pranzo. GP ALTO RENO ha fatto un bel lavoro. Bravi!

domenica 13 settembre 2009

TRAIL FORESTE CASENTINESI 2009 (13/09/09)

Questa che vi racconto è la mia "non partecipazione" a l'evento al quale più tenevo, e che aspettavo da un anno... Mi ero iscritto a pochi giorni dall'apertura delle iscrizioni, avrei avuto il pettorale nr 18... Ma, putroppo, l'infortunio che mi ha perseguitato tutta l'estate e infine bloccato, mi ha impedito di parteciparvi..
Per fortuna il Kappadocio non si era ancora iscritto, ho passato a lui il mio posto, e stamani, alle 6, ero sotto casa sua, siamo passati a prendere la Donatella e poi a Firenze, dove ci aspettava l'UomoPatagonico, cambio di macchina e via dritti verso Badia Prataglia, con la luce del giorno che si affacciava sempre più in un cielo coperto ma mai minaccioso, attraversando bellissimi scenari del Casentino.


A Badia i miei compagni d'avventura hanno rivisto vecchi amici e compagni d'avventura.
Guardavo i volti dei partecipanti, e non vi leggevo nessuna anzia da competizione, ma solo l'allegria di essere ad un evento che per tutti si prospettava come una piacevole esperienza podistica in un ambiente meraviglioso. Poco più di duecento i partecipanti tra 20 e 10k, e il gruppo per la camminata di 6k.

Alla partenza, solo in pochi col dito sul cronometro, come invece se ne vede tanti sulle start-line delle corse su strada.

E all'arrivo, nessuno che avesse stampata sul volto un'espressione di delusione o stanchezza.

Alla fine, allegro e confusionario rito della premiazione, con tanti premi per tutti, per diverse categorie, alcune inventate li per li, per far festa, mancavo solo io come quello che è stato più a lungo seduto nella stessa posizione al traguardo ad aspettare i partecipanti
Pasta party con servizio ai tavoli (un grazie a quei volontari che si sono prodigati per sfamarci) , un caffè al bar e poi ritorno a casa.
Mi hanno detto che è stato un bel correre, per maggiori infor consiglio la lettura dei blog del Kappadocio http://kappadocio.blogspot.com/ e del Mitico Jane http://miticojane.blogspot.com/

sabato 5 settembre 2009

Stanchezza ....

Oggi, affrontando nuovamente il percorso trail delle tre gobbe del Monteferrato, dopo mezz'ora di corsa a passo corto, le gambe si sono fermate, e un messaggio è arrivato al cervello: stanchezza. Adesso che sono qui che scrivo, avrei voglia di mettermi le scarpe e andare a correre nel fresco, sotto la luna piena, lungo il sentiero che costeggia il Bisenzio, col vento contro. Il mio cuore lo vorrebbe. Ma non riesco ad alzarmi da questa sedia... Non è come quando, dopo una lunga uscita, ti senti senza forze. A parte il problema al ginocchio, che si presenta solo in certe situazioni di stress, adesso è tutto il sistema motorio che non ne può più. Le mie gambe mi diconono che devo fermarmi. E penso abbiano ragione. Mi dovrei fermare, qualche mesetto senza correre. Un mese di riposo totale, da adesso, e  poi preparazione invernale in palestra, mirata a migliorare elasticità muscolare, e resistenza. Riprendere a correre in strada a gennaio... Già, ma domenica prossima sono al Trail delle Foreste del Casentino... Sarà una passeggiata, nel proprio senso della parola...E poi a Ottobre l'Ecomaratona di Cuneo, e poi quella del Chianti.... E mi stanca il solo pensarci ....




EQUIPAGGIAMENTO - ADIDAS GAZZELLE 365



Scarpa molto leggera, circa 270gr, e molto traspirante. Mi ci sono trovato subito a mio agio, non come in altri modelli adidas, come Boston e Glide, che seppur dotate di tecnologie più avanzate per la suola, non trovavo comode, soprattutto nella zone dell'alluce, dove "strozzano" lateralmente qui rinforzi in pelle sintetica che in questo modello sono più ridotti. Da questo punto di vista, la tomaia assomiglia alle vecchie ottime Mizuno Precision 8. La suola è rigida e reattiva, come appunto richiede una scarpa di tipo A2 neutra, il differenziale non è elevato, la scarpa invoglia a correre con una falcata ampia e con breve appoggio del piede a terra. Inoltre presenta dei fori che contribuiscono all'areazione del piede. Non sono in grado di dire se questa caratteristica porti dei vantaggi o meno, certo è che chi non ama bagnarsi i piedi in una pozza, non la troverà di suo gradimento...
Ottimo il collarino alla caviglia e l'allacciatura. Nessun problema di vesciche da sfregamento.
Non è consigliabile a chi deve portare plantari personalizzati: il plantare è funzionale all'intersuola traforato per aumentare la traspirazione.
La suola non mi sembra adatta a escursioni su sterrato erboso, possibilmente scivoloso.




lunedì 31 agosto 2009

SKYRACE 3 RIFUGI 2009



Skyrace 3 Rifugi 2009 - Partenza Pian delle Gorre

lunedì 24 agosto 2009

Massime

"Andare in montagna in velocità è assurdo, è come se qualcuno dicesse "Ho fatto l'amore con una  bella donna.Ci ho messo 5 minuti"".
Kurt Diemberger



SKYRACE TRE RIFUGI (Chiusa di Pesio, Piemonte) - 23/08/09





Beh, non è stata una giornata da ricordare per quanto riguarda la prestazione ... sono arrivato oltre il tempo massimo,quindi nemmeno classificato ... eppure era cominciata bene: il percorso non era certo facile, dal punto di vista tecnico; le condizioni meteo non delle migliori, nebbia e pioggia, ma per niente freddo o ventoso, quindi, erano favoreli. Ma purtroppo, dopo il passaggio al Rifugio Mondovì, circa a metà percorso, ho iniziato a soffrire al solito ginocchio, e per quanto non mi recasse dolore come in precedenti avvenimenti, mi impediva di correre in discesa, e di tenere un buon ritmo in salita...se poi ci mettiamo che gli ultimi chilometri erano in discesa molto molto ripida, e che ho dovuto percorrere usando le bacchette... arrivare dopo 6 ore è più che normale, per me.
Non ero affatto contento all'arrivo. Avrei voluto qualcosa di più, da me stesso.

Comunque, per quanto la visibilità sia stata scarsa, per quei pochi squarci di montagne che si intravedevano nella nebbia, il paesaggio era bello.
I rifornimenti, per quanto gestiti da persone simpatiche, e questo mi è stato confermato dal Kappadocio, che è giunto moltoprima di me, e non ha trovato quindi gli avanzi, non erano molto ricchi.

Il prossimo anno penso proprio di rifarla.

PS: per quanto riguarda il percorso,avevo appunto preventivamente contattato gli organizzatori per avere informazioni tecniche onde decidere, col mio problema al ginocchio, se partecipare o meno all'evento; questi mi avevano rassicurato che non era un percorso difficile... sticazzi! forse sono abituati a percorsi più tosti... Comunque è stato bello.






martedì 18 agosto 2009

EQUIPAGGIAMENTO - VIBRAM FIVEFINGER SPRINT

Finalmente sono arrivate le Fivefinger Sprint acquistate su Ebay! Qualche  difficoltà iniziale nell'indossarle, le dita dei piedi vanno distanziate l'una dall'altra, e mantengono questa postura all'interno dell'alloggiamento. E' come camminnare a piedi nudi, e camminando tra i turisti di Firenze, molti gettavano lo sguardo ai miei piedi, su questa calzatura strana e simpatica.In  serata ho provato qualche scatto di corsa, molto reattive nei cambi di direzione (...inseguendo il mio cane nella mezz'ora di gioco serale, è tutto uno zigzagare..), e protettive. Niente ammortizzazione, naturalmente, ma scatta un meccanismo istintivo ad aumentare l'ampiezza della falcata e l'appoggio fluido che spinge sull'avampiede, cosa che avevo già provato quando corsi scalzo qualche centinaio di metri: ti spinge ad andare forte, a  cambiar passo, a migliorare la meccanica del gesto. Da  utilizzare per sessione tecnica di allenamento.
Certo, ho qualche dubbio  sull'utilizzo su sentieri di montagna, ma nel depliant sembra tutto così bello e facile ... Da provare.



3 GOBBE DEL MONTEFERRATO 18/08/09

eh,bel tragitto quello salvato dal Kappadocio su everytrail: sono partito alle 19:00 da Galceti, non c'era aria...più salivo piùmi risaliva anche il panino e la birra buttati giù a merenda.... percorso tirato: 32m36sec al MontePiccolo , a 41min52sec ero al Monte Mezzano (dove ho rigozzato... perla felicità delle formichetigri indigene...) a 52min03sec al rifugio di Monteferrato. Poi discesa controllata, 1H9min ero di nuovo a Galceti. Mi sento bene.














giovedì 13 agosto 2009

CIMA CANTAGRILLI - 12/08/09

Ieri sera siamo usciti per un'escursione notturna di una dozzina di  chilometri che ci ha portato, partendo da Santa Lucia alle 20e30, dopo un paio di ore di buon cammino sul sentiero CAI 40, sulla vetta di Cantagrilli, dove, tra un brindisi e uno spuntino, abbiamo visto qualche stella cometa "sfiammeggiare" nei cieli, e il sorgere bassa all'orizzonte di una luna fiammeggiante. Piacevole la compagnia del solito Kappadocio e di Virna e Massimo, escursionisti di buon passo. Il ritorno ci ha visto percorrere una discesa tecnicamente difficoltosa, ripida e dal fondo ciottoloso, che ci ha visti, solo Kappadocio e me, percorrere brevi tratti di corsa, giusto per sciogliere un po le briglie alle gambe frementi. Anche l'ultimo tratto di salita che ci haportati alla vetta il Kappadocio l'ha fatto correndo, e io l'avrei pure seguito non fosse stato che  il carico del mio zaino , spumante e birra ,di cui  gli altri erano all'oscuro, non doveva essere tanto "sciecherato".
Altra nota positiva è che dopo uno stop di un paio di settimane  che mi sono imposto per far riposare il ginocchio un po sofferente, giorni in cui avevo perso moltasicurezza e alimentato le peggiori paure (!), ho percorso tutta la discesa senza  soffrire, e questo mi ha fatto tanto tanto piacere ...!!!!









sabato 1 agosto 2009

ECOMARATONA DEL CRINALE DEL CORNO ALLE SCALE 26/07/09

Mi sono presentato sulla linea di partenza consapevole del rischio di un eventuale ricomparsa dell'infiammazione della bandeletta ileo-tibiale .. cosa che si è verificata .. che mi ha portato a smettere di correre al 18imo km, dopo 2ore di corsetta, e a proseguire per altri 4 km a piedi, fino al ristoro dove ho terminato la mia partecipazione. Ma a parte questo piccolo contrattempo, è stata una bella giorrnata, segnata dal bel tempo, che è stato sempre soleggiato, e con una leggera e fresca brezza. Granagliano è un piccolo borgo molto curato. Al ritrovo della partenza delle due manifestazioni (l'ecomaratona e la 17km) si sono presentate un'ottantina di persone, la preparazione è la partenza sono state molto ordinate. Il percorso è iniziato subito con una salita tosta di 3 km, dove è stato approntato il primo ristoro, dopodichè sono stati approntati ristori ogni 5 km di percorso, forniti di acqua, sali, te, cocacola , biscotti frutta e uvetta. Il percorso è stato ben segnalato con cartelli sugli alberi e sassi segnati con frecce, e ad ogni km veniva segnalata la distanza percorsa. Tutto sommato il percorso era di bassa difficoltà tecnica, all'inizio una antica strada carrettabile, poi è diventata un ampio sentiero battuto sottobosco, per poi diventare, dal ristoro al 16 km (posta poco al di sopra del rifugio di Portafranca) fino al km 22, stretto sentiero allo scoperto, dove però il sole, seppur battente, non dava fastidio, mitigato sempre dalla brezza e dall'aria fina.

Non so chi abbia vinto la gara. Forse gli organizzatori: avevo saputo che la scorse edizione era stata un po sfortunata, per condizioni ambientali avverse, e qualcuno si era lamentato anche delle segnalazioni. Invece io sono rimasto positivamente colpito: gli organizzatori che hanno tracciato un bel percorso e curato molto bene segnalazioni pre-gara con mappe dettagliate, e il percorso stesso.

Un complimento al GP Alto Reno, un gruppo di appassionati amanti del podismo, che hanno fatto un bel lavoro.

Un ringraziamento ai volontari dell'assistenza che mi hanno fatto compagnia in un momento di sofferenza: camminare fino al rifugio di porta franca - zoppicando sofferente - sarebbe stato molto peggio senza la loro presenza accanto.

Al prossimo anno.














mercoledì 29 luglio 2009

TECNOLOGIA GEL DELLA ASICS



Asics Gel ® "Ovo" - making of

domenica 26 luglio 2009

EQUIPAGGIAMENTO - BROOKS CASCADIA PIVOT

Brooks Cascadia Pivot



Scarpe acquistate su Ebay a un prezzo stracciato, comprate per curiosità di provare quelle che sono ritenute tra le migliore scarpe trail, e non tanto per il bisogno.
E' una scarpa molto leggera, forse troppo per le mie prestazioni su sterrato. Per questo ho sostituito le solette con un paio di solette Ironman. Giusto per avere una protezione in più, visto che , sullo sterrato, con scarpe trail di tipo racing come lo sono le Ascis Gel Attack e le Cascadia, dopo una ventina di km i piedi iniziano a soffrire le asperità in appoggio. E questo, ripeto, è dovuto alle mie prestazioni non all'altezza di questi superbi mezzi tecnici..

Aggiornamento del 27/07
Ho provato queste scarpe all'Ecomaratona del Crinale al Corno alle Scale, ieri, e sono rimasto soddisfatto di questa scarpa perquanto riguarda la protezione del piede. probabilmente a questo ha contribuito anche lasoletta ironman. La sento meno "propulsiva" rispetto alle Asics Gel Attack, meno reattiva, più rigida e stabile, dall'ottimo grip.


martedì 21 luglio 2009

IL GINOCCHIO DEL CORRIDORE

- Puoi dire di essere un "runner" solo quando hai sofferto del ginocchio del corridore. - Gaggio


Articolo :
Bandelletta ileo-tibiale
Scritto da Dott. Michele Bastianelli
Venerdì 10 Aprile 2009



La sindrome della bandelletta ileo-tibiale è comunemente detta “il ginocchio del corridore”. Si tratta, infatti, di un processo infiammatorio della zona laterale del ginocchio (il tratto ileo-tibiale della fascia lata) che colpisce prevalentemente i podisti anche se ciclisti e sportivi in genere non ne sono esclusi.
Anatomicamente possiamo descrivere la fascia lata come il rivestimento dei muscoli laterali della coscia e il suo tratto ileo-tibiale è quello che passa lateralmente al condilo esterno del femore e s’inserisce sul perone. Proprio a causa della sua conformazione anatomica, la bandelletta subisce una serie di microtraumi durante la corsa che possono provocare l’insorgenza della sindrome del ginocchio del corridore. I traumi sono dovuti allo sfregamento della bandelletta sul condilo femorale quando dalla sua posizione posteriore si sposta anteriormente a ogni estensione del ginocchio (il massimo dello stress si ha a circa 30° di flessione del ginocchio).

Esistono poi dei quadri patologici concomitanti che possono provocare o scatenare l’insorgenza dei sintomi, quali le ginocchia vare, ossia le gambe a parentesi,e una eccessiva pronazione, ma senza dubbio una delle cause più frequenti è l’aumento esagerato del chilometraggio settimanale oppure l’errata esecuzione di una singola seduta (sia per quantità che per qualità).

Personalmente ritengo che anche la corsa su terreni sconnessi possa provocarne l’insorgenza perché può peggiorare “l’appoggio” del piede, così come la corsa collinare perché aumenta la flessione del ginocchio (soprattutto in discesa).
La sintomatologia insorge in maniera molto subdola: all’inizio si manifesta in maniera sorda dopo pochi minuti, poi sembra attenuarsi con il passare dei km, ma alla fine aumenta di nuovo fino a condizionare la dinamica della corsa al termine della seduta. Normalmente il dolore è nella zona laterale del ginocchio e si esacerba con la digitopressione a ginocchio flesso sul condilo laterale del femore. Con il passare dei giorni, se il quadro non migliora, il dolore induce a ridurre i km e la velocità della corsa.
Il primo trattamento che può dare sollievo è la crioterapia: applicare la borsa del ghiaccio localmente per 10-15 min. subito dopo la corsa ma anche durante la giornata. Nel caso in cui il problema non si risolva, normalmente lo specialista ortopedico consiglierà dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) e dei miorilassanti oltre alla sospensione della corsa. Naturalmente concordo con l’ortopedico, ma dal punto di vista fisioterapico ritengo molto utile rilassare e detendere la fascia lata con esercizi di stretching e con della massoterapia.

NOTTURNA PRATO - BOCCA DI RIO DEL 17/07/09

TA KAPPADOCIO

NOTTURNA PRATO - BOCCA DI RIO

CIRCA 34,6 KM
DISLIVELLO +1.959,4 / -1.316,2

Percorso : http://www.caipratopodismo.it/Notturna/percorso.html

Questa uscita notturna di 34 km per sentieri non è stata un granchè dal punto di vista della performance cronometrica (per colpa mia, che già non sono un grande atleta, che se poi ci si mette il ginocchino del corridore ad afffliggermi da metà percorso ...) , ma è stata soprattutto un'esperienza bella e importante.

Una di quelle esperienze che se ti dicono che qualcuno l'ha fatta, dici “Che pazzi che sono”. Che se poi pensi sarai tu a farla, dici “Che pazzo che sono”. Che quando la stai facendo ti rendi conto che in fondo non c'è niente di folle, anzi, ti sembra del tutto normale. E forse è proprio perchè sei proprio impazzito, e non te ne rendi conto, ma è bello così!

Ma a parte gli scherzi, non c'è niente di folle in tutto questo: è spirito di avventura, voglia di fare qualcosa di straordinario, vero animo d'atleta.

Il mio compagno d'avventura, l'ideatore di questa “sfida”, Alessio Parauda “Kappadocio”, è un atleta nel fisico e nell'animo, è un ragazzo simpatico e altruista, una persona a cui poter fare affidamento. E' stato un piacere per me poter condividere questa esperienza, e tutta la serata che la preceduta, con lui.

Eccoci alla cronaca.

La serata è iniziata sotto un bel sole e un'aria agitata dal vento, quando verso le 6 e mezza , mi sono incontrato con Alessio “Kappadocio” a Santa Lucia per andare in macchina a Montecuccoli – a metà percorso - a lasciare un rifornimento di acqua e sali. Poi di li abbiamo proseguito per una strada tortuosa fino al Santuario, dove abbiamo lasciato macchina che ci sarebbe servita la mattina dopo per far ritorno a casa. Andandocene, dalla strada in Roncobilaccio abbiamo visto una foschia bianca in vallata, che scenendo, abbiamo scoperto essere un manto di nubi nere, poco rassicuranti ... Siamo tornati a Prato, dove abbiamo mangiato pizza e coca , e poi a chiacchiere s'è fatto le 11, e siamo andati a Santa Lucia dove abbiamo preso una Red Bull al circolo Arci, e dopo al parcheggio di fronte all'anfiteatro dove ci siamo preparati, sotto un forte vento, l'occhio verso le cime coperte delle montagne da spesse e minacciose nubi ... . Ma la cosa non ci spaventava, anzi, ci scherzavamo sopra, ci ispirava ancor più senso di avventura. Ispirava il nostro senso dell'ardimento il dover affrontare anche gli elementi della natura avversi, il farsi più dura l'avventura.

E così siamo partiti, mi sembrava di respirare acqua, salendo per il sentiero sassoso, illuminato dai nostri faretti. Correre in queste condizioni è strano, perchè la tua attenzione è rivolta a quei pochi metri di terreno davanti a te illuminati, non ti rendi conto di nient'altro, non ti accorgi poi di quanta strada hai fatto e né di quella che ti aspetta. E non ci pensi proprio. Un passo dopo l'altro, sul sentiero illuminato. E così abbiamo proseguito, prima brevissima sosta al Crocicchio di Valibona, dove abbiamo dato uno sguardo alla vallata, la città di luci, e il cielo illuminato di arancione, e sopra uno spesso manto scuro di nubi : uno scenario impressionante. Abbiamo proseguito poi sotto una lieve pioggia: che bello vedere le gocce d'acqua illuminate dai faretti frontali mentre si correva...ma è durato ben poco. Poi dirigendosi verso il monte Maggiore siamo stati investiti dal forte vento che ci ha accompagnato per tutto il viaggio. Scollinato il monte maggiore ci siamo fermati per una breve sosta di rifocillazione in un angolino riparato, dal quale assistevamo ai forti lampi che colpivano la zone di Borgo San Lorenzo, e scrutavamo il cielo per capire se queste nubi si allontanavano o meno: per quanto improbabile, ma pur sempre possibile, il pericolo di un fulmine era l'unica cosa ci potesse preoccupare. Quindi siamo arrivati alla sosta di Montecuccoli, dopo tre ore dalla partenza, dove ho chiesto di poterci fermare una mezzoretta, per togliermi gli indumenti bagnati più dal sudore che dalla pioggia, e asciugare un po sotto il windbreaker, bere e mangiare, e riposare un po le gambe, che non sentivo ancora affaticate, ma conoscendomi, sapevo che presto sarebbe potuta arrivare la crisi, quel momento in cui finisci gli zuccheri e il corpo deve iniziare a metabolizzare i grassi. Questo passaggio l'ho poi avvertito, qualche chilometro più in la, ma non mi ha dato fastidio. Il vero problema è stato quando si è presentato quello che potevo prevedere ma speravo non capitasse: che correndo in discesa, si ripresentasse il fastidio del ginocchio del corridore, che piano piano, chilometro dopo chilometro, fino alla fine, ha reso sempre più difficile il mio proseguimento. Mi è dispiaciuto molto, non tanto per me, che comunque ero intenzionato a portare a termine l'impresa, anche strisciando... Mi è dispiaciuto per il fatto che sono stato una “zavorra” per il mio compagno, che avrebbe potuto proseguire correndo per tutto il resto del tragitto ... L'unico sollievo è stato quando al mattino il cielo ha iniziato a illuminarsi, e non occorreva più tenere la lampada accesa per proseguire il cammino, e potevo ammirare la bellezza della foresta che stavamo attraversando, con i suoi colori e i suoni del risveglio. Momenti unici, per i quali valeva la pena aver fatto tutto quel viaggio, quella fatica, resi ancora più belli e unici proprio dallo sforzo compiuto. E così siamo giunti al santuario, io che non riuscivo più a piegare la gamba sinistra, ma soddisfatto, nonostante tutto, anzi, proprio grazie a questo, di essere arrivato.




Kappacodio a Valibona & I miei piedi all'arrivo ....



lunedì 13 luglio 2009

EQUIPAGGIAMENTO - ASICS SPEEDSTAR 2


Asics Speedstar 2


Beh, dopo mesi di allenamenti, i  miglioramenti si fanno sentire, e per gli  allenamenti brevi quotidiani ho smesso di portare le Nimbus, optando per le Stratus, che mi permettono, anzi, mi costringono a  una falcata più elastica, fluida; e così son scesi i tempi sul km. Gli allenamenti fatti durante le ferie per le salite delle Langhe mi hanno beneficiato anche dal punto di vista aerobico, tant'è che non soffro più di affanno tra una ripetuta e un'altra.
Sento che è' arrivato il momento di provare a fare un altro passo avanti, e vedere cosa succede portanto una scarpa di categoria intermedia pura, e quindi ho optato per un classico, comprando un modello fuori listino, ma una vera occasione, trovata al negozio "42" d Prato :  le Asics Speedstar 2.
Come tutte le Asics mi calza a pennello. La tomaia è in mesh a trama larga, molto traspirante, vedremo se più delle Stratus, perfette da quel punto di vista. LE trovo molto più comode delle  Nike Zoom Victory, sia per quanto riguarda il tessuto, ma soprattutto nell'allacciatura,  intorno alla caviglia, e nellal forma del puntale, che non stringe il piede.
Più comode anche se meno ammortizzate rispetto alla Nike ,che da questo punto di vista potrebbero appartenere alla categoria A3.

sabato 4 luglio 2009

SULLE STRADE DELLE LANGHE

Sulle strade delle Langhe, la settimana scorsa, ho trascorso gran parte delle mie ferie correndo, la sera, di colle in colle, in mezzo al verde, ai vigneti, per strade dove poteva passare un'ora prima di incontrare una macchina, più facile un trattore.


Castello Grinzane Cavour







sabato 6 giugno 2009

EQUIPAGGIAMENTO - MIZUNO WAVE RIDER 11

Mizuno Wave Rider 11


Ho messo a confronto "fisico" queste scarpe con le mie preferite, la Asics Nimbus 10, e ho verificato che la pianta d'appoggio della Nimbus è più larga sia nella zona tallone che nella zona alluce, mentre invece la Rider è più quadrata sul puntale, nella zona del mignolo. Il mesh delle Rider è visibilmente più "aperto" e traspirante, rispetto a quello delle Nimbus, la scarpa risulta più leggera, ma meno protettiva. E tutto sommato meno comoda, anche in zona dei talloni. I
La zona degli occhielli dell'allacciatura è più aperta, forse questo è un modo per guadagnare leggerezza, ma la calzata risulta meno avvolgente.


Ho fatto due brevi uscite oggi, indossando per la prima volta le Mizuno Wave Rider 11, per cui è presto per darle un giudizio, ma ho potuto notare che i lacci , alla prima uscita, diversamente da altre scarpe che ho rinnovato, non si sono mai sciolti, hanno retto subito seppur nuovi. Il piede, nella zona del mignolo, sta un po troppo largo, lateralmente, a causa della forma quadrata del puntale.



Aggiornamento 13/06/09
Dopo una settimana in cui ho indossato le Rider per correre un ora al giorno, ho finalmete trovato confidenza con la scarpa, mi ci trovo bene, ha una buona ammortizzazione. Ho notato che si è già consumata proprio nella zona esterna d'appoggio del piede, avendo io un appoggio da supinatore; la Nimbus ha un sistema di ammortizazione asimmetrico che "corregge" questo mio difetto di appoggio, mentre la Rider è perfettamente neutra, per cui subisce maggior sollecitazione sul lato esterno, e quindi maggior consumo.


Aggiornamento 04/07/09
Ho trascorso le ferie percorrende le strade delle langhe, due ore ogni giorno, sali scendi dai 200 l.m ai 900 l.m, con ai piedi le Raider. Abituato alle Nimbus, i primi giorni ho subito una diversa sollecitazione da impatto, e mi si affaticavano i legamenti esterni delle ginocchia, soprattutto in discesa, tant'è che una sera, ho percorso una dozzina di chilometri in salita (in alcuni punti molto ma molto libera, tant'è che qui 4km sono chiamati salta di Gino Bartali..) , poi è iniziata la discesa, e dopo appena 3 km ho iniziato a soffrire ai legamenti laterali esterni di entrambe le ginocchia, mi sono fermato un po per riposarli, ma alla ripartenza mi sono reso conto di non potercela fare a percorrere qui 5 km che mi avrebbero riportato a casa, così sono stato costretto a farmi venire a prendere ... L'affaticamento mi ha tenuto fermo un paio di giorni, dopo di che ho ripreso a correre - in piano, una 15 di km - senza problemi, anzi ho notato che l'allenamento dei giorni precedenti mi ha reso la corsa più agile.

Alla fine delle ferie ho deciso di lasciare le Rider a Sinio d'Alba, a casa dei miei zii, così la prossima volta che torno non ho più bisogno di portarmi in borsa anche le scarpe ...

domenica 31 maggio 2009

Baratti 30/05/09



Avevo bisogno di cambiare aria, così stamani ho preparato lo zaino, ho preso il treno e mi sono recato a San Vincenzo. Appena fuori dalla passeggiata del centro, sono andato sulla spiaggia e da li ho iniziato a correre, sul banasciuga, lambendo il riflusso delle onde di un mare calmo, sotto un cielo sereno, parzialmente coperto da nuvole bianche.



Ho percorso un bel tratto di spiaggia, ascoltando la risacca delle onde,  fino a quando ho trovato la prima entrata per il sentiero del parco di Rimigliano, che avevo già percorso in passato in bicicletta, o semplicemente passeggiando, e sono rimasto sorpreso dal fatto che l'ho trovato molto più corto di quanto ricordassi: aver migliorato la mia condizione atletica, ha cambiato parecchio il mio modo di percepire lo spazio. Nemmeno un ora e sono arrivato alla Torraccia, e di li su per il sentiero che porta dal Poggio Al Mulino fino al Pozzetto e poi sulla spiaggia di Baratti.  E li mi sono goduto il panorama, sorseggiando una birra ghiacciata, brindando a tutti i ricordi legati a questi meravigliosi posti.


Parco Rimigliano

Spiaggia alla Torraccia

Sentiero Poggio al Mulino



Pozzetto

Spiaggia Golfo Baratti

Porto di Baratti

Litorale di Baratti


mercoledì 27 maggio 2009

Riposo


Da un paio di giorni riposo - ovvero: mi limito a non andare a correre.. Gioco a pallone, vado in biciletta, in rollerblade... Mi proibisco di andare a correre; bisogna staccare ogni tanto, quando si sentono le gambe dure, ma la voglia c'è comunque. Bisogna avere pazienza, cambiare allenamento, altri stimoli, far lavorare altri muscoli, e lasciar riposare quelli che si stressano di solito. Ma la notte è più difficile addormentarsi...



domenica 24 maggio 2009

DA PIAZZA A PIAZZA - 09 MAGGIO 2009

DA PIAZZA A PIAZZA - PERCORSO DI ANDATA

(40 km, ascesa +2401 mt, discesa -1791 mt) altimetria


ITINERARIO:
Santa Lucia - Villa Filicaia, (Sent.10), M. Le Coste, Mausoleo
Malaparte, Passo della Collina, Prunaio, M.Javello, Le Cavallaie,
Acandoli, Fonte dell'Alteta, Acquiputoli, Straccalasino, Culipiana,
Cerbiancana, Fonte di Fonterebbi, La Scavata, La Pigna, Passo del
Treppio, Rifugio L. Pacini al Pian della Rasa, Passo delle Pescine,
Poggio Cattarelle, Poggio la Zucca, Tabernacolo di Gavigno, Poggio
Roncomannaio, M. delle Scalette, Sent.GEA, La Faggeta, Alpe di
Cavarzano - Bar Misericordia di Montepiano.



La giornata si prospetta ottima, quando alle 7 mi presento al punto di partenza.

Più di 400 iscritti, c'è chi la percorrerà correndo, chi camminando, chi ci accompagnerà a cavallo.

Ottima l'organizzazione, ottimi i punto di ristoro.

Primo ristoro:

Secondo ristoro:

Terso ristoro : 



Durante l'inverno il gruppo Facebook del DPAP , guidato da Alesso "Kappadocio" Parauda, aveva organizzato vari allenamenti sul percorso, che, potendoci partecipare, sarebbero stati un buon allenamento, e mi avrebbero preparato al meglio a ciò che avrei affrontato. Ma da un altro punto di vista è stato un bene non avervi partecipato  e sentire sulla pelle l'intero senso della sfida, la fatica, le crisi che ho affrontato.



Il DPAP mi ha fatto
capire cos'è il vero trail:  il tratto di percorso fino al primo ristoro l'ho trovato un po lugubre, il terreno pietroso e molto dissestato,  ha presentato continui cambi di pendenza, percorrerlo correndo è stata dura. La salita dopo il primo ristoro è tecnicamente
difficile,con continui cambi di pendenza, il terreno incostante,
esposta al sole, insomma, molto molto tosta. Li mi sono spezzato le gambe, e mi portavo  il cuore mano, quando ho fermato la mia corsa.
Sentivo molti cardio fischiare.... Più tosta delle Scalette , che è quasi a fine percorso, anche se
a questo punto si  arriva più stanchi: in questo caso il fondo
è più regolare, l'andamento più graduale e costante, si trova meglio un
ritmo di andatura.
Dal terzo ristoro in poi il sentiero diventa più regolare, ma sempre impegnativo; si è sempre coperti dalla vegetazione, c'è leggero vento, e mi prende una crisi di freddo corporeo che mi porterò poi fino a rifugio Pacini, verso le 12:00, dove potrò finalmente spogliarmi, asciugarmi sotto il sole, mangiare e risosare un oretta. Da li in poi il sentiero prosegue magnifico,sempre coperto,  il tipo di sentiero che mi sarebbe piaciuto correre se ne avessi avuto nelle gambe, ma ormai mi limito a camminare, fino all'arrivo, alle 17:30. (Questa seconda parte del percorso l'ho ripercorsa la settimana dopo, riuscendo a correre tutti i 19km correndo, in 2ore e mezza.)



Rifugio Pacini:


I ristori ottimi, che dire, tutto magnifico.
Non ho approfittato della pasta, al rifugio Pacini, preferendo il mio panino con frittata
e bresaola: per  quanto riguarda i rifornimenti, mi ero preparato
per l'autosufficienza, e l'esperimento ha funzionato bene. Non ho mai
sofferto per mancanza di energie o sete. Ottima la macedonia all'ultimo ristoro.







Il giorno avrei voluto partecipare alla seconda tappa, ma putroppo l'acido lattico ha bloccato non tanto i muscoli delle gambe,  ma le ginocchia,  tant'è che facevo fatica a salire le scale di casa. La seconda tappa è per la maggior parte in discesa,, e molto stressante per le ginocchia.. Ho preferito così lasciar stare, ma comunque la mattina dopo ho camminato - in piano - per tre ore.

giovedì 7 maggio 2009

EQUIPAGGIAMENTO - NIKE ZOOM VICTORY

NIKE ZOOM VICTORY


Scarpa categoria A2, neutra, molto leggera , calza molto bene sul piede, e, come tutte le Nike che ho provato, mi stringe sul collo del piede. Non ho la sensazione di comodità/protezione che ho indossando le Asics. Ma non è la comodità che si deve trovare in questo tipo di scarpa fatta per allenamenti da tempi sotto i 4 min al km..


Aggiornamento 09/09/09

Sono le scarpe con le quali sono riuscito a percorre 3km in 12minuti. E non era solo la convinzione di avere una scarpa intermedia a spingermi mentalmente a dare di più, al credere che con queste avrei potuto correre più velocemente. E' un ottima scarpa. Eppure è difficile vederla indossata da podisti che incontro in allenamento. Anzi, non l'ho mai vista ai piedi di un podista...

martedì 28 aprile 2009

EQUIPAGGIAMENTO - ASICS STRATUS

ASICS STRATUS


Scarpa di categoria A3, ma per le sue doti di leggerezza e reattività quasi da considerarsi una scarpa di categoria A2 ma molto più ammortizzata. L'asimmetria della suola la rende molto adatta a corridori che soffrono si supinazione nell'appoggio del piede.
Scarpa dal profilo basso, offre un ottima calzata, soprattutto in zona mediana; ottima la traspirazione.
Ottimo il rapporto qualità-prezzo.

Aggiornamento 09/09/09

Ora che ci ho percorso parecchi chilometri, posso affermare che questa è la scarpa alla quale posso affidarmi di più per percorrere lunghe distanze: l'ammortizzazione è per me ottimale, minore rispetto a Nimbus 10 o Landreth 3, e forse proprio per questo le Stratus mi risultano più comode per correrci, ora che ho migliorato tecnicamente la mia corsa, che la falcata è più ampia e meno poggiata sul tallone, e quindi non ho più bisogno di scarpe eccessivamente ammortizzate che , anche per il loro peso superiore, "impallano" un po il movimento, appesantendo il piede al momento del rilascio dalla spinta, quando il tallone poi si alza verso il gluteo, impedendo l'elasticità del movimento, e la capacità di sfruttare cineticamente il ritorno dovuto a questa elasticità. Quindi, minor efficenza, più dispendio. Le Stratus, per quanto di categoriaA3, sono più leggere e più reattive rispetto alle Nimbus10 o delle Landreth3, per cui favoriscono un movimento più elastico.
Inoltre, rispetto a Nimbus, la parte dell'avanpiede è più ampia, nella zona alluce, la tomaia avvolge meno il piede, e dopo un paio di ore di corsa, qui millimetri fanno comodo... Il piede , proprio grazie alla tomaia molto traspirante, respira meglio. Togliersi le scarpe, dopo un duro allenamento, è più facile, e visibilmente si nota che il piede ha sofferto meno, ha l'aspetto meno "cotto".

Insomma, le Stratus sono la mia scarpa ideale.




EQUIPAGGIAMENTO - ASICS NIMBUS 10

ASICS GEN NIMBUS 10


Ottima scarpa categoria A3, ammortizzamento eccezionale soprattutto nella zona del tallone. La suola ha un elevato spessore e un elevata larghezza. Il piede è molto protetto contro gli effetti "usuranti" della meccanica della corsa, non risente di fatica o di traumi. Ottima la calzata intorno alla caviglia.
Appena indossata può sembrare che questa scarpa abbia un appoggio sabbioso soprattutto nello slancio, ma con l'uso l'eccessiva spugnosità diminuisce. O forse col tempo ci si abitua a questa sensazione.


Aggiornamento 09/09/09
Bene, oggi ho "dismesso" le Nimbus10. Beh, è da un po di tempo che non le uso. Ci ho percorso più di 600km in un anno e mezzo. Il minimo che ci ho percorso per un uscita, è stato di 8km. Il massimo di 34. All'interno, nella zona tallone, il tessuto ormai è logoro, si vede il guscio di sostegno. La soletta originale è rifinita. L'ultima volta che ci ho corso, dopo un ora ho dovuto togliermi la scarpa e proseguire scalzo, perchè l'alluce frizionava troppo sulla tomaia, e mi ci è venuta una vescica ... Eppure, esternamente, la scarpa continua ad avere un ottimo aspetto, a parte qualche sfregatura su alcune parti di plastica, non c'è segno di scucitura o di rottura del mesh. Beh, la suola, nell'avampiede, ormai è finita, eppure in zona tallone, e soprattutto l'inserto in Ahar in coda al tallone, sembra in ottimo stato, non presenta deformazioni, e tutta la plastica della suola è a posto. L'ammortizzazione è ancora decente, e la scarpa emette sempre quello stesso suono che aveva ai suoi primi passi, suono che distingue le Nimbus da tutte le altre scarpe,e che può risultare anche fastidioso, ma al quale ci avevo ormai fatto l'abitudine.

Tra l'altro ho comparato le mie Nimbus con un paio nuovo, verificando che la tomaia è in buone condizioni, nessuna scucitura; l'intersuola non si è affatto deformata, e la suola è significativamente consumata sull'avampiede, in modo uniforme (di solito io consumo molto la parte esterna), mentre in zona tallone è ancora inbuone condizioni, tant'è che si può leggere ancora bene la scritta Ahar!

Mi dispiace un po mandarle in pensione. Sono le scarpe che mi hanno portato a fare grandi passi avanti nella preparazione di podista. Le migliori, quando al mattino presto uscivo a correre con lo zaino pesante sulla schiena, pieno degli abiti di cambio per andare poi a lavoro. Le Nimbus erano quelle che "assorbivano" meglio questa zavorra sulle mie spalle, e con le quali riuscivo a mantenere un passo, seppur lento, ma regolare, senza nemmeno doverci pensare.
Grazie, Nimbus!




martedì 24 marzo 2009

RUNNING ON GALCETI HILLS



Running on Galceti Hills

venerdì 6 marzo 2009

Andare avanti

Mamma diceva "Devi gettare il passato dietro di te, prima di andare avanti"



RUNNING ON EMPTY



Forrest Gump - Corsa

TRAINING



rocky training 2

mercoledì 4 marzo 2009

ESTASI

Correre per raggiungere, o meglio, per entrare in uno stato d'estasi... Correre e cadere nella tana del Bianconglio: estremi paradossi..  entrare per uscire ... stare in un movimento ... movimento statico , e-statico .... correre per uscire fuori da se stessi, superarsi e essere superati...
Correre come fuga catartica, purificatrice del corpo e dell'anima.



venerdì 13 febbraio 2009

Massime

Non dire mai a un runner che sta male in calzamaglia ....



domenica 1 febbraio 2009

Massime


Non cercare di sorpassare i cani ....


mercoledì 28 gennaio 2009

Massime


Non importa quanto sia lenta la tua corsa, che è comunque sempre più veloce di chi se ne sta seduto su un divano....

sabato 24 gennaio 2009

Massime


Non correre sempre da solo.

Non correre sempre in compagnia.





venerdì 23 gennaio 2009

Massime


Tutti i "runner" sono uguali. Alcuni sono più veloci.


giovedì 22 gennaio 2009

Massime


Porta sempre con te qualche spicciolo, non si sa mai che ti tocchi chiamare qualcuno per farti dare un passaggio.....


mercoledì 21 gennaio 2009

Massime


Uscire dalla porta di casa è spesso la parte più difficile di una corsa


sabato 15 novembre 2008

Mente e Corsa



LA "NON MENTE" NELLA CORSA DI LUNGA DISTANZA
(commenti dal libro "Lo Zen e l'arte della spada")


Prof. Antonacci Ignazio - www.runningzen.it

La corsa comeho sempre definito in diversi articoli non è solo gambe, non è solo uncorpo che si muove, ma è anche una mente o meglio una "non mente" chevive emozioni; uno spirito che assapora le innumerevoli emozionivissute durante la corsa.

Per noi occidentali alcune filosofie, pensieri, aforismi zen non liconcepiamo, o per lo meno diviene difficile assaporarne il significato,ma come accade nei "koan zen : versi che non hanno un significatologico", non è importante capire.
Ogni podista avrà sperimentato sulla sua pelle quello stato mentale incui "non si pensa a nulla", le gambe girano a mille, e la mente èleggera immersa nei suoi sogni e immaginazioni. Quello stato di "Trans"è definito dai Buddisti, dalla cultura Zen come uno stato di "NON-MENTE, NON-PENSIERO"…

C'è un libro che esprime in maniera pratica e concisa questo concetto, il libro è "Lo Zen e l'arte della Spada", Takuan Soho - Oscar Mondatori.
Secondo la pratica Buddista c'è un "luogo di stallo ove la mente siferma, nell'ambito delle arti marziali è osservare la spada inmovimento mentre sta per colpire. La mente, fissa, si preoccupa dellaspada in sé, e non permette ai movimenti dello spadaccino di esseriliberi".
Nell'ambito della corsa questo "luogo di stallo"può essere ascoltare la fatica, essere offuscati dai pensieri negativipre e durante la gara, non esprimendosi al meglio , ma sentirsi"legati"… non liberi di far scorrere la propria energia!

Secondo l'autore, "bisogna fare in modo che la mente non venga trattenuta dalla visione della spada (dai pensieri negativi durante la corsa) chesta per colpire. Occorre, altresì entrare in sintonia con il ritmodella spada che avanza. Se non si permette che nascono pregiudizi oriflessioni, se la mente non è invasa totalmente, allora si potràintervenire nell'azione dell'avversario".

Per noi podisti tutto ciò cosa significa? Significa che se non siamocompletamente immersi nei nostri pensieri negativi, se le nostreriflessioni pre e durante la gara non offuscano la mente, avremo lapossibilità di liberarcene e poter correre con leggerezza e più a lungopossibile.
Inoltre in questo libro si evidenzia un altro concetto della "menteimmutabile". "La mente è immutabile quando vede senza guardare". Perguardare la mente si deve fermare, e quando si ferma su qualcosa(pensieri negativi in gara, disturbi fisici , ecc) trattiene diversecose in sé.

"Quando si è di fronte a un albero, se si guarda una sola della tante foglie rosse, non si vedranno tutte le altre".
Praticamente durante la corsa se la mente si focalizzerà su un solopensiero negativo (tensione muscolare, ritmo che rallenta), non avràmodo di vivere la corsa positivamente e sarà offuscata togliendoenergia al corpo fisico.

C'è nel libro un altro concetto che ci fa capire come la mente èfondamentale nella gestione della fatica, nel non soccombere aipensieri negativi. Si parla di "dove si pone la mente".

L'autore dice:
  • Se si pone la mente nell'azione del corpo dell'avversario, la mente ne sarà soggiogata".
  • Se si pone la mente nella spada dell'avversario, la mente ne sarà soggiogata".
  • Se si pone la mente nel proprio pensiero di come colpire l'avversario la mente ne sarà soggiogata".
La mente non deve essere messa da nessuna parte, in nessun luogo, cioèla mente non deve focalizzarsi su nulla, e quindi bisogna lasciare daparte i pensieri negativi, solo cos'ì la mente sarà libera di andaredove vorrà senza lasciare traccia sul nostro corpo.Per percorrere 42km195mt c'è necessità possedere una condizione di"Non-Mente", quando la mente è libera dai pensieri è detta mente della"Non - Mente", del "non - pensiero".

Quando un pensiero occupa la mente , anche se si sentono le parole(incitamento della gente), non si è in grado di capirle e apprezzarle.Ciò che è nella mente è il pensiero, se si è in grado di rimuoverlo, lamente diventerà "Non - Mente", agirà all'occorrenza. Se non si pensa lamente si libererà da sola.

Molte volte il fattore limitante per preparare una Maratona e perpercorrerla è dato dalla mente, non dal corpo. La mente decide quando,come e se affrontare una Maratona, il corpo non fa altro che ascoltareed ubbidire alla "mente che mente". Quando saremo in grado di non farpenetrare pensieri forvianti nella mente, acquisendo una mente"Non-Mente", allora saremo in grado di andare "oltre i nostri limiti".La meditazione, il training mentale, il training autogeno sono tuttetecniche che servono a tale scopo, ad allontanare dalla mente ipensieri negativi, a trovare il "vuoto mentale", e far rendere almassimo il proprio corpo.

giovedì 30 ottobre 2008

CORRERE E' LA MIA PACE






domenica 19 ottobre 2008

Perchè non correre.


"Correre o trombare?"  di Bibe, da www.obiettivomaratona.it

Quando corri sei solo. Se corri con qualcuno, è inevitabile che si cerchi di correre più veloci dell’altro. Al contrario, trombando si cerca sempre di raggiungere la meta insieme. Pertanto, trombare sviluppa il lavoro di gruppo e combatte l’egoismo. Correre no.

Per correre è necessario l’acquisto di molti indumenti, anche costosi. Per trombare è invece sufficiente togliere gli indumenti che si indossano. Si evince quindi che trombare sviluppa il senso del risparmio e combatte il consumismo sfrenato. Correre no.

Per correre è necessario alzarsi dal letto. Per trombare è tutto il contrario: tutti sappiamo che nel letto si tromba meglio che in qualsiasi altro posto. Quindi trombare è un modo per esercitarsi nel posto migliore. Correre no.

Correre esige grande sforzo, in cambio di poco piacere. Trombare da invece un enorme piacere col minimo sforzo. Scopriamo che trombando otteniamo il massimo col minimo sforzo. Correndo no.

Dopo la corsa normalmente ci si ritrova di malumore a causa della stanchezza e delle ginocchia doloranti. Al contrario, dopo una trombata ci troviamo con un sorriso che va da un orecchio all’altro. È chiaro che trombando scopriamo l’allegria del vivere. Correndo no.

Se qualcuno ti invita per correre insieme, in genere trovi mille scuse per non andarci. Ora, siamo sinceri: quando si tratta di trombare… si esce di casa a qualsiasi ora e di corsa! Trombare aumenta il senso della puntualità. Correre no.

La morale è chiara: NELLA VITA HAI SBAGLIATO TUTTO, STAI CORRENDO TROPPO!

"Perchè correre?"


"Perchè correre?" di  Mario Moretti , www.mariomoretti.it

"Ecco alcuni buoni motivi per praticare questa attività sportiva

Fa dimagrire.
Lo sanno tutti: oltre a tonificare la muscolatura, l'attività aerobica aiuta a bruciare i grassi. Via, dunque, l'adipe in eccesso, a favore della massa magra. Inizialmente il responso della bilancia sembrerà non premiare gli sforzi (potrebbe capitare di registrare inizialmente un peso superiore di qualche etto a quello di partenza), ma ben presto si potrà dire addio ai chili di troppo. Purtroppo per via della circonferenza ridotta occorrerà aggiornare il guardaroba...

Riduce stress e nervosismo.
La corsa è la migliore valvola di sfogo per tutti i problemi della vita quotidiana, per tutte le tensioni e le preoccupazioni dovute al lavoro o alla famiglia. intendiamoci: i problemi, quelli veri, restano; però grazie a questo sport vengono ridimensionati e affrontati con nuova carica.

Regala grande benessere.
Dopo l'allenamento si è in uno stato di grazia. Ci si sente sereni ed euforici allo stesso tempo, soddisfatti e vivi quanto mai. È l'effetto delle endorfine, sostanze simili alla morfina che vengono prodotte dall'organismo durante la corsa e che agiscono soprattutto a livello del sistema nervoso centrale. Il "piacere" è tale che molti corridori ammettono di essere "corsa dipendenti".

Ottima base per molti sport.
Avere fiato e muscoli allenati consente di affrontare meglio le uscite in bicicletta, le partte di calcio o a tennis con gli amici, le passeggiate in montagna, la stagione sciistica. Un vataggio non da poco.

Fa bene al cuore .
La corsa è un vero toccasana. Svolge innanzitutto un'azione preventiva nei confronti delle malattie del cuore e della circolazione, abbassa la pressione ed quindi consigliata a chi soffre di pressione alta, a patto che l'ipertensione sia di tipo 'essenziale' (90% dei casi) e non dovuta ad altre malattie (reni, ghiandole endocrine). Inoltre favorisce la diminuzione del colesterolo cattivo (LDL) e l'aumento di quello buono (HDL). Previene infine l'osteoporosi se iniziata in giovane età, mentre dopo i 35-40 anni la sua pratica regolare permette di rallentare la riduzione fisiologica della massa ossea. Scusate se è poco.

Si fanno nuove amicizie.
Correre in compagnia è bello e fa fare meno fatica. Forse è per questo che difficilmente un runner si allena da solo, a meno che non lo voglia. Le barriere sociali in questo sport non esistono. Per unirsi ad un podista o ad un gruppo basta chiedere. Nessuno vi dirà mai di no, anzi sarete sicuramente ben accetti. Attenzione però al ritmo: se la compagnia gira troppo forte meglio lasciar perdere, rischiate di ritrovarvi senza fiato nel giro di pochi minuti.

Migliora l'aspetto fisico.
I chilometri danno tono ai muscoli e ringiovaniscono il fisico appesantito dalla vita sedentaria. I risultati sono immediati e già dopo 3-4 settimane si possono apprezzare davanti allo specchio.

Riduce l'ansia.
È provato che ha effetti tranquillanti maggiori di quelli ottenibili con una pastiglia di ansiolitico e simili a quelli che si ottengono con le tecniche di rilassamento mentale. Merito del movimento e dello stare all'aria aperta, ma anche di alcune sostanze prodotte dall'organismo col passare dei chilometri.

Si dorme meglio .
Diversi studi scientifici hanno dimostrato che i chilometri aiutano a riposare meglio e sono un valido rimedio contro l'insonnia.

Combatte la cellulite .
Favorendo la circolazione periferica, la corsa facilita l'eliminazione nelle forme lievi e migliora la situazione in quelle più gravi. Per ottenere risultati duraturi occorre però abbinare al movimento uno stile di vita sano, che preveda un'alimentazione equilibrata e un giusto riposo.

Può aiutarci a smettere di fumare .
Il fumatore che comincia a correre è facile che nel giro di qualche tempo abbandoni definitivamente le sigarette. Cos'è successo? La corsa aiuta a dire di no al fumo perché: scarica le tensioni e il nervosismo tipici di chi sta smettendo di fumare; evita di aumentare di peso, classica conseguenza dell'abbandono delle sigarette; si avverte maggiormente l'effetto negativo del fumo sulla respirazione se si corre subito dopo aver fumato molto. D'altro canto è normale non avvertire il desiderio di fumare per alcune decine di minuti dopo la corsa. In questo modo ci si accorge di non essere poi così schiavi del fumo. Ultimo motivo è che la corsa, al pari del fumo, determina nel corpo la produzione di endorfine, sostanze che provocano una sensazione di benessere. Quindi chi smette di fumare correndo non avverte la mancanza di tali sostanze.

Migliora e fortifica il proprio carattere .
L'allenamento sviluppa la tenacia, la forza di volontà, la capacità di superare i momenti difficili. Qualità estremamente utili anche nella vita di tutti i giorni, sul lavoro come in famiglia.

Si vive meglio e più a lungo .
Avere un fisico in forma ed efficiente significa avere maggiori possibilità di vivere a lungo e, soprattutto, meglio. Non a caso si dice che la corsa mantiene giovani...

Regolarizza l'intestino.
Difficilmente sentirete dire a un podista che ha un problema di stitichezza. La cosa stimola infatti la peristalsi intestinale e velocizza il transito degli alimenti a livello gastrico. In due parole: niente più purghe o prugne secche.

E' proprio come un bel gioco .
 A correre, infine, si torna un po' bambini. Si ritrova la spensieratezza, l'eccitazione, la gioia di certi giochi, quando si faceva "a chi arriva primo" o ci calava nei panni dell'eroe di turno. Le sfide con gli altri runner, le "imprese" come il correre sotto la pioggia prepotente di un temporale o salire senza mai fermarsi fino in cima alla collina, ci portano indietro nel tempo, ci fanno giocare proprio come allora e come allora ci fanno divertire tanto, proprio tanto."

"
Una vita non esaminata non è degna di essere vissuta"

Socrate, da "Apologia", 38a


Una vita


"
Una vita non esaminata non è degna di essere vissuta"

Socrate, da "Apologia", 38a


L'arte della guerra



" Conoscendo quell'altro e conoscendo se stessi, per cento battaglie che dovessimo combattere, non correremmo alcun rischio o subiremmo danno.

Non conoscere quell'altro, ma conoscere se stessi; per una volta che vinceremo, una volta dovremo subire.

Ma se infine, senza conoscere quell'altro ne noi stessi, dovessimo combattere, ogni nostra battaglia si risolverà in un rischio esiziale (dannoso)".

"L'arte della guerra"
Sun Tzu (VI sec. a.c.)

La Via della Saggeza : "Conosci te stesso"

"Athlos", in greco antico, significa "lotta". 
L'essenza di essere un atleta è l'essere un lottatore, uno che combatte, non semplicemente contro e con un avversario, ma contro se stesso, i propri limiti. Mettersi alla prova, porsi una sfida, con la quale confrontarsi, misurarsi.
Combattere contro se stessi quindi, è una via dell'autoconoscenza.

Narra il mito greco che fu Eracle (il semidio, colui che supera la condizione umana ) a fondare, in segno di ringraziamento a Zeus, i giochi sacri di Olimpia dopo aver superato la settima delle dodici fatiche, quella in cui cattura il toro furioso di Minosse, flagello degli abitanti di Creta.
La prima edizione delle olimpiadi fu omaggiata nientedimeno che dalla partecipazione di Marte , Dio della Guerra;  e di Apollo ,Dio del Sole, della conoscenza, sul tempio del quale, a Delphi, vi era incisa la frase "Gnothi sauton", Conosci te stesso.

Conosci te stesso.

domenica 12 ottobre 2008

La Saggezza

"Mamma diceva sempre che dalle scarpe di una persona si capiscono tante cose, dove va, cosa fa, dove è stata." Forrest Gump