lunedì 5 novembre 2012

3a L'Eroica Running 04.11.2012

L'Eroica Running 2012








Mi ero preparato bene per questa gara, finalmente ad ottobre sono riuscito ad
allenarmi con regolarità, avendo superato i problemi di anemia che mi avevano
afflitto nei mesi precedenti. Un mese di allenamenti seguendo attentamente i
ritmi dettati dal cardiofrequenzimetro , per impostare un ritmo che mi
permettesse di correre sulle lunghe distanze senza affaticarmi troppo, senza
consumare troppe energie, un ritmo di allenamento sui 6min al km, per poi
arrivare ad impostare un ritmo gara più blando, correndo in pianura e
camminando le salite.
E così ho fatto.
Si parte da Prato. in macchina con Daniele ci sono i fratelli Vizzini.
Piove a Prato. Ma non è così a Gaiole. E' nuvoloso, ma la temperatura è
tiepida, un po di nebbia nelle valli Una tipica stupenda giornata d'autunno
Sono le 8, si parte con 10 min.  di ritardo, un numeroso gruppo di
partecipanti, chi per fare 21km, chi 42, e chi 65. Il mio obiettivo era proprio
la 65, ma con riserva , che se le gambe non girassero, al bivio al 21imo km, di
optare per la 42.


I primi km sono un po legato, i polpacci duri, procediamo lenti, io e Daniele,
in fondo al gruppo,  i primi 5 km d'asfalto , durante i quali inizio a soffrire
di uno strano problema ai piedi, sento formicolio alle piante dei piedi ho
ipotizzato che l'origine fosse non tanto la scarpa (ho indossato per la prima
volta le Altra Superior), quanto una cosa che ultimamente non ero abituato ad
utilizzare correndo: i calzini! me li sono tolti,  ed il problema è passato. 
Di li a poco si sono sciolti anche i polpacci, e ho iniziato a godermi il
passo che stavamo tenendo. Al quinto km si abbandona l'asfalto,  e incontriamo
la strada bianca che ci fa attraversare paesaggi collinari del chianti.
Incontriamo anche Fedele, Donatella e Salvatore sono parecchio più avanti. Il
tempo r5egge bene, ogni tanto si sente un po di quella pioggerellina fine fine,
ma è più il sudore a bagnarci!
Proseguiamo con passo adagio , ogni 5 km c'è un ristoro, non c'era poi bisogno
di portarsi dietro gel o barrette energetiche. La segnaletica è essenziale, ma
è impossibile sbagliare.
Al ristoro del 25imo km, Daniele si ferma qualche minuto in più per seguire la
sua strategia, io proseguo, fermami troppo rischio di freddarmi, sono bagnato
di sudore. Proseguo solo, mi metto gli auricolari, ascolto a basso volume di
Ozark Mountain Daredevil, musica country-folk, ottima colonna sonora lungo
queste strade immerse in questi panorami.
Accelero un po il passo, le gambe girano bene, passo di ristoro in ristoro che
nemmeno me ne accorgo, arrivo al ristoro del 40imo in 5 ore! me la sto
godendo,  è dalla Ronda Ghibellina che non raggiungevo questo chilometraggio, inizio a sentire un po di pesantezza alle gambe, decido di procedere un po camminando,
per dare un po di riposo alle gambe, la strada è ancora lunga; un paio di km e
m'aspetto di esser ripreso da Daniele, mi guardo indietro ma non lo vedo;
riprendo a correre, per superare la soglia dei 43 correndo: 5h25m! E poi,
proprio nel momento della mia piccola soddisfazione, nel momento dell'ebrezza,
arriva inevitabile la punizione divina.. durante un tratto in salita, la coscia
destra si contrae procurandomi una fitta! ohi-ohi! spero che sia solo un passo
falso, e invece ogni appoggio mi procura una fitta al muscolo nella parte
interna poco sopra il ginocchio.. smetto di correre e procedo camminando, ma
non passa,  Anzi: mi ritrovo a zoppicare.  E vado avanti, soffrendo, sperando
che camminando passi, ma non è così, anzi, camminando perdo calore, la
muscolatura si irrigidisce, e inizio anche a sentirmi stanco... aumenta la
depressione, e aumenta la sensazione di stanchezza.. è un circolo vizioso:
capisco la situazione, decido di fermarmi e riposarmi, appena trovo un punto
coperto dalla brezza del vento, e per fortuna un muricciolo dove mi siedo e
allungo le gambe, faccio un po di stretching,  aspetto che arrivi Daniele; 
passano venti minuti, e finalmente arriva, mi alzo, riprendo a corricchiare, ma
non vado tanto avanti, al ristoro successivo, mentre sto in piedi a bere,
sposto il peso sulla gamba destra,  la coscia si contrae, ho un principio di
crampi... 

  

Gli altri ripartono corrichiando, io cammino, e dopo un po trovo un
passo di corsa caricando tutto sulla gamba destra, ma dopo un paio di km sento
che sto sovraccaricando, riprendo a correre in maniera normale, passo
lentissimo, ma poco dopo ho i crampi alla gamba destra...  passati i crampi
riprendo a camminare, guardo l'orologio, calcolo che camminando potrei arrivare
al traguardo entro il tempo massimo, sono 15 km in 3 ore... Arrivo al prossimo
ristoro, sono stanco, decido di sedermi 5 minuti, mi rialzo, cerco di
camminare, ma la gamba destra non va, sto fermo in pieni, mi raffiguro
mentalmente quegli ultimi 12km, avendo studiato il profilo altimetri, ci penso
su, e mi dico che quegli ultimi km sono troppi, e non penso che ne valga la
pena. A malincuore decido di ritirarmi.  

L'album completo ad alta risoluzione:



1 commento:

  1. Cavolo, che peccato! Mi ritrovo in questo racconto pensando alla mia Cormorultra del 2012. Ritirato a 12 km dall'arrivo. Continuo a credere però che fermarsi talvolta è la soluzione migliore.

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