lunedì 4 febbraio 2013

MontrailFluidFlex - Recensione


Montrail FluidFlex

Peso: 210gr
Differenziale: Tallone 21mm, Avampiede 16mm




Quando le ho tirate fuori dalla scatola, tenendole in mano, pensavo che sarebbero durate poco, e che a questo kilometraggio, avrebbero mostrato segni di deterioramento maggiori di quanto mostrato. Vediamo come sono fra un paio di mesi, se e come raggiungono i 500km...

Il FluidFlex ha tutta un altra consistenza rispetto all'EVA: sembra spugna. Eppure, nonostrante l'uso prevalentemente sui sentieri sassosi e delle cave del Monteferrato (sassi molto taglienti), non si è tanto rovinata. Questa intersuola assorbe perfettamente il fondo, in maniera superiore alle Hoka, con le quali, su quegli stessi sentieri, non mi permettevo certi passaggi in discesa, con torsioni della caviglia in appoggio, e in fase di salto, per l'instabilità che comportava tutta quella gomma, che comunque rende rigida la scarpa, per niente flessibile. Al contrario, la capacità del FluidFlex di flettersi e di copiare bene il fondo, permette al piede di lavorare nella migliore posizione possibile, in qualsiasi tipo di appoggio. E migliora il grip.

Per chi soffre di pronazione, c'è poi il modello FluidFeel, dotato di un ponte mediale che irrigidisce ancor di più la struttura, ed una tomaia più robusta, supportiva.

Ci ho fatto un lungo di 40km, di cui 25 con passo di corsa lenta, ultimi 15 camminando: ebbene, proprio camminando, quando inevitabilmente si poggia di tallone, mi ci sono trovato bene, anche in discesa; al punto che solo il giorno dopo, mi son reso conto che l'unica cosa fresca che avevo, erano i piedi!!!

 

 






Altre recensioni online:

http://www.runblogger.com/2013/04/dirty-runner-montrail-fluid-flex-review.html
The Fluid Flex foam is incredible - I love the way these shoes feel underfoot. They have a flexible, soft ride that doesn't beat up my feet like true minimal shoes do. The entire sole is made of the Fluidflex material with high-wear areas covered by small, square, and grippy rubber blocks. Even though they don't have a rockplate, I have found them to be more than adequate over sharp rocks and roots. And when you have to run on the pavement they are a pleasure to be in. After 50 miles they show almost no wear. The traction has been very good, and I have tested them in everything from mud to rocks to ice and water.

http://ultrarunnerpodcast.com/montrail-fluidflex-review/
When tested on rocky trails, I was able to run without feeling the sharpness and hardness of the rocks. Additionally, the traction allowed me to run confidently on wet trails, with no slipping and sliding.

http://runbikerace.com/2013/02/09/montrail-fluidflex-shoe-review/
The tread is really where the hybrid idea can fall apart in a running shoe. The FluidFlex forefoot tread uses a familiar Montrail pattern of square blocks in sort of a random pattern. I know from past experience that this simple lug design really works to grip on the trails. Again, in the FluidFlex I was impressed with my ability to hold traction on slippery, snowy, muddy trails. I also found that the sole design worked well on hard road surfaces as well. The lugs were spaced close enough together, and the rubber was firm enough, that I didn’t feel any sponginess or twisting on contact with the ground.

http://www.trailrunnermag.com/component/content/article/22-trail-running-shoes/577-montrail-fluidflex-spring-2013
Traction: Testers praised the low-profile, micro-lug tread, which transitioned well between hardpack and soft, wet terrain.
“Given the light weight and thin fabric, I was surprised by the excellent traction and comfort it provided.”


Per quanto riguarda la calzata, le Fluidflex hanno la stessa forma delle Sauocny Kinvara 3, solamente un millimetro più larghe intorno al pollice, il che le rende ancora più comode, senza essere larghe, come succede in tante altre minimaliste.
Ho messo le suole delle due scarpe a contatto, hanno la stessa superficie della pianta d'appoggio .
La Fluidflex è più leggera di 20gr rispetto alle Kinvara, vuoi per quei 2mm in meno di gomma vuoi per la tomaia in tessuto più fine, senza imbottiture o rivestimenti.
Un tessuto che ha una sua consistenza, e una volta sul piede, fascia il piede come solo le Merrell Trailglove riescono a fare. Solo che le Trailglove hanno un puntale protettivo molto ampio ed esteso, che fascia alto sulle dita, anche lateralmente, in quei punti di torsione dove a volte si "strappano" le tomaie di certe scarpe da trail; da quel punto di vista, le Fluidflex mancano di tutta quella protezione per il piede e per la tomaia stessa, e son proprio curioso di vedere se in quei punti cederà, o se quegli inserti sovrapposti la proteggono.

La Montrail Fluidflex è identica alla Kinvara 3, come calzata. Solo che il sistema di allacciatura ergonomico delle Fluidflex migliora la tenuta sul piede, Adotta anche lo stesso sistema di supporto stabilità nel contrafforte tallonare, sistema adottato anche nella Kinvara Trail, e anche da Karhu per le Flow Trail: un sistema semplice ma molto efficace, che riduce la necessità di una talloniera di supporto invadente e tutta l'imbottitura necessaria per "nasconderla".




Aggiornamento al 18 giugno 2013



Ho finito il mio viaggio nelle Higlands, ho percorso 212km in 5 giorni, e solo dopo aver raggiunto la fine del mio viaggio (la forza della mente, dei sogni..), in quegli ultimi due km che ho percorso per raggiungere l`ostello, ho iniziato a sentire dolori ai piedi, precisamente all`arcata: sulle lunghe distanze, l`arco plantare tende naturalmente a "collassare" (a seconda dell'efficcienza di corsa e di altri parametri.. motivo per cui , per esempio, LaSportiva ha apportato alcune importanti modifiche proprio al tal fine al suo modello destinato alle "ultra", le Raptor), e probabilmente io ho superato i miei limiti ( probabilmente?..beh, di sicuro: non avevo mai fatto tanti km in cosi pochi giorni!).

La Fluiflex non sono di sicuro progettate per questo tipo di impegno, comunque si sono rivelate delle ottime compagne.

Dopo una percorrenza di 450km, la Fluidflex dimostra di essere ancora in buone condizioni.
La tomaia è integra e non presenta segni di usura o sfilacciamento del tessuto.
La suola presenta un usura marcata nei punti esterni dovuto al mio appoggio "supino", tuttavia è ancora in buono stato.
Nella parte del tallone, si nota anche una deformazione della struttura dell'intersuola, dovuta al lungo passo di corsa/camminata recentemente effettuati
Un usura mi sembra abbastanza regolare, che non ne determina alcun deficit d'utilizzo.
Sono sorpreso dalla resistenza della tomaia: non presenta alcun segno di usura o strappo, e conserva ancora la sua integrità strutturale: nella foto in alto, si vede come rimanga ancora eratte, senza che all'interno abbia messo il "pallottolo" di carta di riempimento.








domenica 27 gennaio 2013

Oboz Lightning - Recensione

La Oboz Lighting è una scarpa da trail dall'aspetto accattivante, e forse è proprio questo suo carattere focoso ad essere indicato dal suo nome, perché non penso proprio che “lightning” stia ad indicare la leggerezza della scarpa, che ferma la bilancia intorno 340gr. Né tanto meno il “bagliore” di un fulmine, dato che queste scarpe non sono tanto adatte ad un passo veloce, fulmineo...


Nonostante la Oboz sia una ditta che produce scarpe da pochi anni, è riuscita, con questo modello, ad aggiudicarsi il premio Editor’s Choice 2011 for “Best True Trail.” assegnato dal “trail Runner Magazine”. E' una scarpa che non ricerca la performance della leggerezza, ma cerca piuttosto di offrire un giusto equilibrio tra protezione e comfort, La tomaia è costituita da un doppio strato di mesh sintetico , che garantisce traspirabilità al piede e anche una certa idrorepellenza. Inoltre è rinforzata con inserti di pelle sintetica, che insieme al sistema di allacciamento asimmetrico, assicurano flessibilità e una miglior tenuta, grazie anche a degli inserti di materiale plastico-elastico traslucido che connettono le asole passa-lacci all'intersuola. L'uso di asole passa-lacci è un altra soluzione rivolta al comfort, in quanto evita la presenza di punti di pressione sul collo del piede che possono essere causati dall'incrocio dei lacci all'interno di normali occhielli; la linguetta imbottita è, per tutta la sua lunghezza, interamente collegata all'interno della tomaia, contribuendo ulteriormente alla stabilità della calzata. La forma del puntale non fornisce tanto spazio in altezza all'alluce, che può risultare pressato dalla tomaia nella zona dove l'allacciatura presenta un inserto-tirante, in caso di allaccio molto stretto.




Il comfort di calzata è offerto anche dalla possibilità di poter scegliere tra due tipi di solette, molto diverse tra loro, che sono fornite insieme alla scarpa.
Quella denominata Bfit Minimus è, appunto, una soletta minimale, nient'altro che un “tappetino” di soffice spugna Eva; la soletta BFit Deluxe, invece, è molto elaborata: presenta un arco pronunciato, reso rigido grazie ad una resina di Eva, molto resistente alla pressioni, ed è adatta a chi ha bisogno di un supporto antipronazione; inoltre presenta anche dei pad in soffice Eva sotto il tallone e sull'avampiede per offrire un surplus di ammortizzazione; è anche traforata, per offrire maggiore dispersione del calore.
L'imbottitura del collarino è molto curata è spugnosa, avvolge bene la caviglia, e la talloniera è ampia e ben conformata, caratterizzata da una conchiglia contenitiva molto bassa che non schiaccia i tendini nei movimenti.



L'intersuola è costituita in quattro parti, una parte superiore, costituita in Eva a bassa intensità,, che assicura comfort; una parte intermedia, in Eva a “media” densità, che ammortizza l'impatto del piede a terra, che è innestata in quella inferiore, in Eva ad alta densità, il cui compito è di garantire stabilità e di proteggere molto bene il piede dai fondi sconnessi; la scarpa risulta rigida, ma nell'uso si rivela molto ammortizzante, senza essere gommosa, soprattutto nella zona del crashpad, che assorbe benissimo gli appoggi di tallone, e sembra tanto più ammortizzante quanto più è l'energia impressa nel momento dell'appoggio. Si ha come l'impressione che le forze si disperdano in senso orizzontale all'interno del crashpad. Allo stesso tempo l'intersuola impedisce qualsiasi torsione trasversale, assicurando massima stabilità, che però vuol dire anche minor capacità di adattarsi al fondo, quando serve, soprattutto in velocità, una maggior reattività e agilità, andando così a diminuire il grip. Tra intersuola e suola, è innestata una piastra protettiva, che contribuisce ad aumentare la protezione del piede.



La scarpa è alta 40mm in zona tallone, 25mm in zona avampiede.
La suola, denominata Bridger - in onore alla Bridger Mountain delle Rocky Mountain nel Montana, a poca distanza da Bozeman, dove ha sede la Oboz ,e la cui mappa topografica è incisa sulla pianta - è molto aggressiva, molto larga nelle zone d'appoggio, con tassellatura multi-direzionale, in gomma molto dura, forse troppo dura: offre buona trazione su terreni friabili, ma ha problemi di tenuta sul bagnato, anche solo erba umida, e non si liberà bene dal fango. Scarpa poco flessibile, mal digerisce l'asfalto, ma non teme i fondi ciottolati: il piede non percepisce fastidi, passa rilassato su tutte le asperità del fondo.
Scarpa adatta ad atleti, soprattutto sovra-peso, per affrontare percorsi lunghi e molto lunghi, non troppo tecnici, ad andatura lenta. Una scarpa da “crociera”.

Ammortizzazione 4/5
Stabilità 4/5
Protezione 4/5
Comfort 4/5
Grip 2/5
Peso 2/5
Traspirabilità 3/5

martedì 22 gennaio 2013

Guida Scarpe Trail modelli Fellcross

Fellcross è una specialità di corsa off-road molto diffusa negli Uk,  quando si corre per colline sensa seguire un sentiero visibile ma secondo punti di riferimento, che possono essere segnali piantati in terra, o semplicemente punti di riferimento naturali.  Quindi su terreni non battuti, spesso dal fondo morbido o fangoso, o su fondo molto roccioso.


http://www.spiritotrail.it/forum/viewtopic.php?f=23&p=156539

domenica 20 gennaio 2013

Guida Scarpe Trail modelli Ibridi

Modelli che derivano da modelli stradali - rinforzati nella tomaia e con una suola moderatamente aggressiva - o modelli originali , che hanno caratteristiche che permettono di usarle senza problemi su percorsi strada-off road, su percorsi non troppo tecnici e superfici preferibilmente asciutte.


Anello di Schignano 18.01.13

12km e 500mt, questa la misura di un anello con partenza da Poggio Prato Tondo, a Schignano.  Ero li due giorni prima, insieme a Federico, e nevicava, il cielo grigio, e foschia. Si stava bene, e il paesgaggio era "esotico", diveso da come abitualmente lo si attraversa. Persino la salita di Javello, mi è sembrata più leggera: non vedere e non calpestari tutti quei sassi, me l'aveva  resa più "leggera". a una volta arrivati in vetta, abbiamo considerato che il sentiero era impraticabile, o meglio, praticabile con molto sforzo e parecchio tempo, che putroppo non avevamo, dovendo andare a lavorare nel pomeriggio.. Quindi siamo scesi giù, e abbiamo percorso sentieri più praticabili, per mettere comunque diversi km nelle gambe.

 
 

Oggi sono tornato, una bella giornata assolata e priva di vento. Nella prima parte iniziale, la neve siera sciolta, ma proseguendo, pochi metri più su, c'era ancora neve sul sentiero, una neve più compatta. Ho proseguito al passo, ho pensato per i primi due km di non sforzarmi troppo, col pensiero di quello che avrei trovato lassù.. ed in effetti, ho fatto bene, perchè una volta raggiunto il crinale, vi ho trovato un matto di neve in cui si sprofondava anche fino al ginocchio!



E così, per 3km e mezzo, ho proseguito al passo, alzando ogni volta la gambia fino a portare il ginocchio al petto, per poter uscire dalla neve ed eseguire il passo successivo.. una faticaccia! ci ho messo 30min a fare i primi due km con 300mt di dislivello, e un'ora per fare questo tratto che mi ha portato a scendere le Cavallavie, alla fine della quale mi sono piegato sulle ginocchia, a riposare un po le gambe ed allungare i muscoli dorsali sovraccaricati...  e mentre ero in quella posizione, non ho fatto in tempo a sentire lo stimolo di fare pipì, che già la stavo facendo!!! Mi sono fatto una risata, poi mi sono alzato e ho proseguito il giro, altri 7km per ritornare alla macchina, dove il manto di neve era più basso e compatto, ed era possibile corricchiare. Una giro di 3ore, che è stato molto impegnativo.

 


martedì 15 gennaio 2013

Guida Scarpe Trail: modelli Performance

Modelli che hanno un differenziale tra i 5mm e i 10mm ed un peso dai 220gr ai 290gr circa, scarpe dalle geometrie adatte ad assecondare una corsa veloce ed agile, da grandi perforance, o per chi ha una corretta meccanica della corsa - stile barefoot - e necessità di un minimo di ammortizzazione ed una discreta protezione dalle asperità del fondo



Guida Scarpe Trail: modelli Minimalisti


Guida Scarpe Trailrunning 

Solo Modelli minimalisti



venerdì 11 gennaio 2013

Salomon Sense Mantra - Anteprima

Salomon Sense Mantra - Antreprima  Preview Review


Peso 275gr
Differenziale 6mm (21mm al tallona, 15mm all'avampiede) 
 



Confronto con la scarpa diretta concorrente, Saucony Peregrine 2, che pesa 283gr ed ha un differenziale di 4mm (21mm al tallone, 17 all'avampiede)



mercoledì 9 gennaio 2013