mercoledì 13 aprile 2011

T.C.E Traversata Colli Euganei , 10.04.11




A differenza di molti, ci speravo tanto in una edizione “secca” della TCE, sebbene la scorsa e unica edizione a cui ho partecipato, per quanto bagnata, non mi sia sembrata così tanto fangosa.. Tutto sommato, il percorso della TCE, presenta molte variazioni di fondo, e solo nei primi metri, appena usciti dall'asfalto, si presenta un tratto in mezzo ai campi e in piano, dove l'acqua può stagnare. Per il resto è un continuo salire e scendere, attraversando single-track, strade bianche in mezzo a filari di vite, fondi pietrosi, antiche strade romane.
E la giornata di ieri è stata perfetta, con quel cielo limpido azzurro fin dalle prime ore del mattino, che apriva la vista a panorami più aperti; la luce del sole che illuminava i fiori sbocciati nei giorni precedenti in questo sprazzo di estate inaspettata. Bruciava, il sole, sulla pelle; ma subito un venticello lieve asciugava il sudore, ingannando anche sulla percezione della fatica: molti infatti accuseranno crampi, dimentichi degli effetti negativi dei “primi caldi”, quando, dopo aver passato un inverno senza problemi di idratazione, si deve fare i conti con la perdita dei sali minerali.
Io son partito con la mia solita calma, unico obiettivo arrivare fino in fondo, superando la salita del Pellegrino senza quegli affanni patiti lo scorso anno, considerando anche una particolarità: correvo con le FiveFingers ai piedi! Eh si: non ci avevo mai percorso più di una ventina di km, e questa era appunto la mia sfida, su un percorso molto vario e sollecitante. E l'ho pagata: quando ho dovuto attraversare la strada romana, fatta di sassi arrotondati, dove era difficile capire dove poggiare il piede, quale sasso scegliere senza sbattere alluce o mignolo contro qualche altro sasso... praticamente impossibile; e poi successivamente, dove, per entrare in un tratto di singletrack, incrociandomi con uno in mountainbike, ho dovuto allargare la traiettoria e mettere il piede sotto le foglie di un cespuglio dove si trovava una radice... presa in pieno! mignolo e pondulo, un dolore lancinante, un urlo nel silenzio, Mauro che più avanti torna indietro per vedere come stavo... Ho proseguito, ma già le normali difficoltà dei tratti in discesa, dove ci si appoggia sulle dita , diventavano insopportabili in quella zona del piede, tanto che poi mi sono ritrovato costretto a fermarmi, per controllare la situazione: dita arrossate e gonfie, ma niente di rotto; tant'è che poi ho trovato difficile calzare di nuovo la scarpa... I miei amici (e anche altri trailer) si fermavano al passaggio, vedendomi seduto per terra, offrendomi aiuto. Un grazie a tutti Loro! Ormai non mi restava che decidere: se continuare per orgoglio, anche solo camminando, di andare fino all'arrivo. O fermarmi al ristoro più vicino. Cosa su chi mi ha fatto riflettere anche la Dona, quando mi ha raggiunto. Ed è così che ho deciso di abbandonare, facendomi visitare dal medico presente, che mi ha passato del ghiaccio spray e poi mi ha massaggiato con un anti-infiammatorio, facendomi notare che quelle che indossavo non erano le scarpe più adatte per affrontare questi percorsi... Eh si che lo so, Dottore, è proprio questo il bello.. non mi sono mai fatto male in precedenza, qualche botta, ma niente di importante: oggi invece due volte, per di più nello stesso punto! e poi ripensandoci , ho visto l'ironia della sorte : proprio il giorno prima stavo sulle discese del Malandrino a pulire il fondo dalle foglie e dalle insidie che nascondevano, per impedire che incidenti tipo il mio possano accadere ai partecipanti alla gara...
Non posso che ringraziare tutti quelli che in quel mio momento di sofferenza mi hanno offerto il loro aiuto.

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