martedì 18 agosto 2009

3 GOBBE DEL MONTEFERRATO 18/08/09

eh,bel tragitto quello salvato dal Kappadocio su everytrail: sono partito alle 19:00 da Galceti, non c'era aria...più salivo piùmi risaliva anche il panino e la birra buttati giù a merenda.... percorso tirato: 32m36sec al MontePiccolo , a 41min52sec ero al Monte Mezzano (dove ho rigozzato... perla felicità delle formichetigri indigene...) a 52min03sec al rifugio di Monteferrato. Poi discesa controllata, 1H9min ero di nuovo a Galceti. Mi sento bene.














giovedì 13 agosto 2009

CIMA CANTAGRILLI - 12/08/09

Ieri sera siamo usciti per un'escursione notturna di una dozzina di  chilometri che ci ha portato, partendo da Santa Lucia alle 20e30, dopo un paio di ore di buon cammino sul sentiero CAI 40, sulla vetta di Cantagrilli, dove, tra un brindisi e uno spuntino, abbiamo visto qualche stella cometa "sfiammeggiare" nei cieli, e il sorgere bassa all'orizzonte di una luna fiammeggiante. Piacevole la compagnia del solito Kappadocio e di Virna e Massimo, escursionisti di buon passo. Il ritorno ci ha visto percorrere una discesa tecnicamente difficoltosa, ripida e dal fondo ciottoloso, che ci ha visti, solo Kappadocio e me, percorrere brevi tratti di corsa, giusto per sciogliere un po le briglie alle gambe frementi. Anche l'ultimo tratto di salita che ci haportati alla vetta il Kappadocio l'ha fatto correndo, e io l'avrei pure seguito non fosse stato che  il carico del mio zaino , spumante e birra ,di cui  gli altri erano all'oscuro, non doveva essere tanto "sciecherato".
Altra nota positiva è che dopo uno stop di un paio di settimane  che mi sono imposto per far riposare il ginocchio un po sofferente, giorni in cui avevo perso moltasicurezza e alimentato le peggiori paure (!), ho percorso tutta la discesa senza  soffrire, e questo mi ha fatto tanto tanto piacere ...!!!!









sabato 1 agosto 2009

ECOMARATONA DEL CRINALE DEL CORNO ALLE SCALE 26/07/09

Mi sono presentato sulla linea di partenza consapevole del rischio di un eventuale ricomparsa dell'infiammazione della bandeletta ileo-tibiale .. cosa che si è verificata .. che mi ha portato a smettere di correre al 18imo km, dopo 2ore di corsetta, e a proseguire per altri 4 km a piedi, fino al ristoro dove ho terminato la mia partecipazione. Ma a parte questo piccolo contrattempo, è stata una bella giorrnata, segnata dal bel tempo, che è stato sempre soleggiato, e con una leggera e fresca brezza. Granagliano è un piccolo borgo molto curato. Al ritrovo della partenza delle due manifestazioni (l'ecomaratona e la 17km) si sono presentate un'ottantina di persone, la preparazione è la partenza sono state molto ordinate. Il percorso è iniziato subito con una salita tosta di 3 km, dove è stato approntato il primo ristoro, dopodichè sono stati approntati ristori ogni 5 km di percorso, forniti di acqua, sali, te, cocacola , biscotti frutta e uvetta. Il percorso è stato ben segnalato con cartelli sugli alberi e sassi segnati con frecce, e ad ogni km veniva segnalata la distanza percorsa. Tutto sommato il percorso era di bassa difficoltà tecnica, all'inizio una antica strada carrettabile, poi è diventata un ampio sentiero battuto sottobosco, per poi diventare, dal ristoro al 16 km (posta poco al di sopra del rifugio di Portafranca) fino al km 22, stretto sentiero allo scoperto, dove però il sole, seppur battente, non dava fastidio, mitigato sempre dalla brezza e dall'aria fina.

Non so chi abbia vinto la gara. Forse gli organizzatori: avevo saputo che la scorse edizione era stata un po sfortunata, per condizioni ambientali avverse, e qualcuno si era lamentato anche delle segnalazioni. Invece io sono rimasto positivamente colpito: gli organizzatori che hanno tracciato un bel percorso e curato molto bene segnalazioni pre-gara con mappe dettagliate, e il percorso stesso.

Un complimento al GP Alto Reno, un gruppo di appassionati amanti del podismo, che hanno fatto un bel lavoro.

Un ringraziamento ai volontari dell'assistenza che mi hanno fatto compagnia in un momento di sofferenza: camminare fino al rifugio di porta franca - zoppicando sofferente - sarebbe stato molto peggio senza la loro presenza accanto.

Al prossimo anno.














domenica 26 luglio 2009

EQUIPAGGIAMENTO - BROOKS CASCADIA PIVOT

Brooks Cascadia Pivot




Scarpe acquistate su Ebay a un prezzo stracciato, comprate per curiosità di provare quelle che sono ritenute tra le migliore scarpe trail, e non tanto per il bisogno.
E' una scarpa molto leggera, forse troppo per le mie prestazioni su sterrato. Per questo ho sostituito le solette con un paio di solette Ironman. Giusto per avere una protezione in più, visto che , sullo sterrato, con scarpe trail di tipo racing come lo sono le Ascis Gel Attack e le Cascadia, dopo una ventina di km i piedi iniziano a soffrire le asperità in appoggio. E questo, ripeto, è dovuto alle mie prestazioni non all'altezza di questi superbi mezzi tecnici..

Aggiornamento del 27/07
Ho provato queste scarpe all'Ecomaratona del Crinale al Corno alle Scale, ieri, e sono rimasto soddisfatto di questa scarpa perquanto riguarda la protezione del piede. probabilmente a questo ha contribuito anche lasoletta ironman. La sento meno "propulsiva" rispetto alle Asics Gel Attack, meno reattiva, più rigida e stabile, dall'ottimo grip.


martedì 21 luglio 2009

IL GINOCCHIO DEL CORRIDORE

- Puoi dire di essere un "runner" solo quando hai sofferto del ginocchio del corridore. - Gaggio


Articolo :
Bandelletta ileo-tibiale
Scritto da Dott. Michele Bastianelli
Venerdì 10 Aprile 2009



La sindrome della bandelletta ileo-tibiale è comunemente detta “il ginocchio del corridore”. Si tratta, infatti, di un processo infiammatorio della zona laterale del ginocchio (il tratto ileo-tibiale della fascia lata) che colpisce prevalentemente i podisti anche se ciclisti e sportivi in genere non ne sono esclusi.
Anatomicamente possiamo descrivere la fascia lata come il rivestimento dei muscoli laterali della coscia e il suo tratto ileo-tibiale è quello che passa lateralmente al condilo esterno del femore e s’inserisce sul perone. Proprio a causa della sua conformazione anatomica, la bandelletta subisce una serie di microtraumi durante la corsa che possono provocare l’insorgenza della sindrome del ginocchio del corridore. I traumi sono dovuti allo sfregamento della bandelletta sul condilo femorale quando dalla sua posizione posteriore si sposta anteriormente a ogni estensione del ginocchio (il massimo dello stress si ha a circa 30° di flessione del ginocchio).

Esistono poi dei quadri patologici concomitanti che possono provocare o scatenare l’insorgenza dei sintomi, quali le ginocchia vare, ossia le gambe a parentesi,e una eccessiva pronazione, ma senza dubbio una delle cause più frequenti è l’aumento esagerato del chilometraggio settimanale oppure l’errata esecuzione di una singola seduta (sia per quantità che per qualità).

Personalmente ritengo che anche la corsa su terreni sconnessi possa provocarne l’insorgenza perché può peggiorare “l’appoggio” del piede, così come la corsa collinare perché aumenta la flessione del ginocchio (soprattutto in discesa).
La sintomatologia insorge in maniera molto subdola: all’inizio si manifesta in maniera sorda dopo pochi minuti, poi sembra attenuarsi con il passare dei km, ma alla fine aumenta di nuovo fino a condizionare la dinamica della corsa al termine della seduta. Normalmente il dolore è nella zona laterale del ginocchio e si esacerba con la digitopressione a ginocchio flesso sul condilo laterale del femore. Con il passare dei giorni, se il quadro non migliora, il dolore induce a ridurre i km e la velocità della corsa.
Il primo trattamento che può dare sollievo è la crioterapia: applicare la borsa del ghiaccio localmente per 10-15 min. subito dopo la corsa ma anche durante la giornata. Nel caso in cui il problema non si risolva, normalmente lo specialista ortopedico consiglierà dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) e dei miorilassanti oltre alla sospensione della corsa. Naturalmente concordo con l’ortopedico, ma dal punto di vista fisioterapico ritengo molto utile rilassare e detendere la fascia lata con esercizi di stretching e con della massoterapia.

NOTTURNA PRATO - BOCCA DI RIO DEL 17/07/09

TA KAPPADOCIO

NOTTURNA PRATO - BOCCA DI RIO

CIRCA 34,6 KM
DISLIVELLO +1.959,4 / -1.316,2

Percorso : http://www.caipratopodismo.it/Notturna/percorso.html

Questa uscita notturna di 34 km per sentieri non è stata un granchè dal punto di vista della performance cronometrica (per colpa mia, che già non sono un grande atleta, che se poi ci si mette il ginocchino del corridore ad afffliggermi da metà percorso ...) , ma è stata soprattutto un'esperienza bella e importante.

Una di quelle esperienze che se ti dicono che qualcuno l'ha fatta, dici “Che pazzi che sono”. Che se poi pensi sarai tu a farla, dici “Che pazzo che sono”. Che quando la stai facendo ti rendi conto che in fondo non c'è niente di folle, anzi, ti sembra del tutto normale. E forse è proprio perchè sei proprio impazzito, e non te ne rendi conto, ma è bello così!

Ma a parte gli scherzi, non c'è niente di folle in tutto questo: è spirito di avventura, voglia di fare qualcosa di straordinario, vero animo d'atleta.

Il mio compagno d'avventura, l'ideatore di questa “sfida”, Alessio Parauda “Kappadocio”, è un atleta nel fisico e nell'animo, è un ragazzo simpatico e altruista, una persona a cui poter fare affidamento. E' stato un piacere per me poter condividere questa esperienza, e tutta la serata che la preceduta, con lui.

Eccoci alla cronaca.

La serata è iniziata sotto un bel sole e un'aria agitata dal vento, quando verso le 6 e mezza , mi sono incontrato con Alessio “Kappadocio” a Santa Lucia per andare in macchina a Montecuccoli – a metà percorso - a lasciare un rifornimento di acqua e sali. Poi di li abbiamo proseguito per una strada tortuosa fino al Santuario, dove abbiamo lasciato macchina che ci sarebbe servita la mattina dopo per far ritorno a casa. Andandocene, dalla strada in Roncobilaccio abbiamo visto una foschia bianca in vallata, che scenendo, abbiamo scoperto essere un manto di nubi nere, poco rassicuranti ... Siamo tornati a Prato, dove abbiamo mangiato pizza e coca , e poi a chiacchiere s'è fatto le 11, e siamo andati a Santa Lucia dove abbiamo preso una Red Bull al circolo Arci, e dopo al parcheggio di fronte all'anfiteatro dove ci siamo preparati, sotto un forte vento, l'occhio verso le cime coperte delle montagne da spesse e minacciose nubi ... . Ma la cosa non ci spaventava, anzi, ci scherzavamo sopra, ci ispirava ancor più senso di avventura. Ispirava il nostro senso dell'ardimento il dover affrontare anche gli elementi della natura avversi, il farsi più dura l'avventura.

E così siamo partiti, mi sembrava di respirare acqua, salendo per il sentiero sassoso, illuminato dai nostri faretti. Correre in queste condizioni è strano, perchè la tua attenzione è rivolta a quei pochi metri di terreno davanti a te illuminati, non ti rendi conto di nient'altro, non ti accorgi poi di quanta strada hai fatto e né di quella che ti aspetta. E non ci pensi proprio. Un passo dopo l'altro, sul sentiero illuminato. E così abbiamo proseguito, prima brevissima sosta al Crocicchio di Valibona, dove abbiamo dato uno sguardo alla vallata, la città di luci, e il cielo illuminato di arancione, e sopra uno spesso manto scuro di nubi : uno scenario impressionante. Abbiamo proseguito poi sotto una lieve pioggia: che bello vedere le gocce d'acqua illuminate dai faretti frontali mentre si correva...ma è durato ben poco. Poi dirigendosi verso il monte Maggiore siamo stati investiti dal forte vento che ci ha accompagnato per tutto il viaggio. Scollinato il monte maggiore ci siamo fermati per una breve sosta di rifocillazione in un angolino riparato, dal quale assistevamo ai forti lampi che colpivano la zone di Borgo San Lorenzo, e scrutavamo il cielo per capire se queste nubi si allontanavano o meno: per quanto improbabile, ma pur sempre possibile, il pericolo di un fulmine era l'unica cosa ci potesse preoccupare. Quindi siamo arrivati alla sosta di Montecuccoli, dopo tre ore dalla partenza, dove ho chiesto di poterci fermare una mezzoretta, per togliermi gli indumenti bagnati più dal sudore che dalla pioggia, e asciugare un po sotto il windbreaker, bere e mangiare, e riposare un po le gambe, che non sentivo ancora affaticate, ma conoscendomi, sapevo che presto sarebbe potuta arrivare la crisi, quel momento in cui finisci gli zuccheri e il corpo deve iniziare a metabolizzare i grassi. Questo passaggio l'ho poi avvertito, qualche chilometro più in la, ma non mi ha dato fastidio. Il vero problema è stato quando si è presentato quello che potevo prevedere ma speravo non capitasse: che correndo in discesa, si ripresentasse il fastidio del ginocchio del corridore, che piano piano, chilometro dopo chilometro, fino alla fine, ha reso sempre più difficile il mio proseguimento. Mi è dispiaciuto molto, non tanto per me, che comunque ero intenzionato a portare a termine l'impresa, anche strisciando... Mi è dispiaciuto per il fatto che sono stato una “zavorra” per il mio compagno, che avrebbe potuto proseguire correndo per tutto il resto del tragitto ... L'unico sollievo è stato quando al mattino il cielo ha iniziato a illuminarsi, e non occorreva più tenere la lampada accesa per proseguire il cammino, e potevo ammirare la bellezza della foresta che stavamo attraversando, con i suoi colori e i suoni del risveglio. Momenti unici, per i quali valeva la pena aver fatto tutto quel viaggio, quella fatica, resi ancora più belli e unici proprio dallo sforzo compiuto. E così siamo giunti al santuario, io che non riuscivo più a piegare la gamba sinistra, ma soddisfatto, nonostante tutto, anzi, proprio grazie a questo, di essere arrivato.




Kappacodio a Valibona & I miei piedi all'arrivo ....



lunedì 13 luglio 2009

EQUIPAGGIAMENTO - ASICS SPEEDSTAR 2


Asics Speedstar 2


Beh, dopo mesi di allenamenti, i  miglioramenti si fanno sentire, e per gli  allenamenti brevi quotidiani ho smesso di portare le Nimbus, optando per le Stratus, che mi permettono, anzi, mi costringono a  una falcata più elastica, fluida; e così son scesi i tempi sul km. Gli allenamenti fatti durante le ferie per le salite delle Langhe mi hanno beneficiato anche dal punto di vista aerobico, tant'è che non soffro più di affanno tra una ripetuta e un'altra.
Sento che è' arrivato il momento di provare a fare un altro passo avanti, e vedere cosa succede portanto una scarpa di categoria intermedia pura, e quindi ho optato per un classico, comprando un modello fuori listino, ma una vera occasione, trovata al negozio "42" d Prato :  le Asics Speedstar 2.
Come tutte le Asics mi calza a pennello. La tomaia è in mesh a trama larga, molto traspirante, vedremo se più delle Stratus, perfette da quel punto di vista. LE trovo molto più comode delle  Nike Zoom Victory, sia per quanto riguarda il tessuto, ma soprattutto nell'allacciatura,  intorno alla caviglia, e nellal forma del puntale, che non stringe il piede.
Più comode anche se meno ammortizzate rispetto alla Nike ,che da questo punto di vista potrebbero appartenere alla categoria A3.

sabato 4 luglio 2009

SULLE STRADE DELLE LANGHE

Sulle strade delle Langhe, la settimana scorsa, ho trascorso gran parte delle mie ferie correndo, la sera, di colle in colle, in mezzo al verde, ai vigneti, per strade dove poteva passare un'ora prima di incontrare una macchina, più facile un trattore.


Castello Grinzane Cavour







sabato 6 giugno 2009

EQUIPAGGIAMENTO - MIZUNO WAVE RIDER 11

Mizuno Wave Rider 11


Ho messo a confronto "fisico" queste scarpe con le mie preferite, la Asics Nimbus 10, e ho verificato che la pianta d'appoggio della Nimbus è più larga sia nella zona tallone che nella zona alluce, mentre invece la Rider è più quadrata sul puntale, nella zona del mignolo. Il mesh delle Rider è visibilmente più "aperto" e traspirante, rispetto a quello delle Nimbus, la scarpa risulta più leggera, ma meno protettiva. E tutto sommato meno comoda, anche in zona dei talloni. I
La zona degli occhielli dell'allacciatura è più aperta, forse questo è un modo per guadagnare leggerezza, ma la calzata risulta meno avvolgente.


Ho fatto due brevi uscite oggi, indossando per la prima volta le Mizuno Wave Rider 11, per cui è presto per darle un giudizio, ma ho potuto notare che i lacci , alla prima uscita, diversamente da altre scarpe che ho rinnovato, non si sono mai sciolti, hanno retto subito seppur nuovi. Il piede, nella zona del mignolo, sta un po troppo largo, lateralmente, a causa della forma quadrata del puntale.



Aggiornamento 13/06/09
Dopo una settimana in cui ho indossato le Rider per correre un ora al giorno, ho finalmete trovato confidenza con la scarpa, mi ci trovo bene, ha una buona ammortizzazione. Ho notato che si è già consumata proprio nella zona esterna d'appoggio del piede, avendo io un appoggio da supinatore; la Nimbus ha un sistema di ammortizazione asimmetrico che "corregge" questo mio difetto di appoggio, mentre la Rider è perfettamente neutra, per cui subisce maggior sollecitazione sul lato esterno, e quindi maggior consumo.


Aggiornamento 04/07/09
Ho trascorso le ferie percorrende le strade delle langhe, due ore ogni giorno, sali scendi dai 200 l.m ai 900 l.m, con ai piedi le Raider. Abituato alle Nimbus, i primi giorni ho subito una diversa sollecitazione da impatto, e mi si affaticavano i legamenti esterni delle ginocchia, soprattutto in discesa, tant'è che una sera, ho percorso una dozzina di chilometri in salita (in alcuni punti molto ma molto libera, tant'è che qui 4km sono chiamati salta di Gino Bartali..) , poi è iniziata la discesa, e dopo appena 3 km ho iniziato a soffrire ai legamenti laterali esterni di entrambe le ginocchia, mi sono fermato un po per riposarli, ma alla ripartenza mi sono reso conto di non potercela fare a percorrere qui 5 km che mi avrebbero riportato a casa, così sono stato costretto a farmi venire a prendere ... L'affaticamento mi ha tenuto fermo un paio di giorni, dopo di che ho ripreso a correre - in piano, una 15 di km - senza problemi, anzi ho notato che l'allenamento dei giorni precedenti mi ha reso la corsa più agile.

Alla fine delle ferie ho deciso di lasciare le Rider a Sinio d'Alba, a casa dei miei zii, così la prossima volta che torno non ho più bisogno di portarmi in borsa anche le scarpe ...

domenica 31 maggio 2009

Baratti 30/05/09



Avevo bisogno di cambiare aria, così stamani ho preparato lo zaino, ho preso il treno e mi sono recato a San Vincenzo. Appena fuori dalla passeggiata del centro, sono andato sulla spiaggia e da li ho iniziato a correre, sul banasciuga, lambendo il riflusso delle onde di un mare calmo, sotto un cielo sereno, parzialmente coperto da nuvole bianche.



Ho percorso un bel tratto di spiaggia, ascoltando la risacca delle onde,  fino a quando ho trovato la prima entrata per il sentiero del parco di Rimigliano, che avevo già percorso in passato in bicicletta, o semplicemente passeggiando, e sono rimasto sorpreso dal fatto che l'ho trovato molto più corto di quanto ricordassi: aver migliorato la mia condizione atletica, ha cambiato parecchio il mio modo di percepire lo spazio. Nemmeno un ora e sono arrivato alla Torraccia, e di li su per il sentiero che porta dal Poggio Al Mulino fino al Pozzetto e poi sulla spiaggia di Baratti.  E li mi sono goduto il panorama, sorseggiando una birra ghiacciata, brindando a tutti i ricordi legati a questi meravigliosi posti.


Parco Rimigliano

Spiaggia alla Torraccia

Sentiero Poggio al Mulino



Pozzetto

Spiaggia Golfo Baratti

Porto di Baratti

Litorale di Baratti


mercoledì 27 maggio 2009

Riposo


Da un paio di giorni riposo - ovvero: mi limito a non andare a correre.. Gioco a pallone, vado in biciletta, in rollerblade... Mi proibisco di andare a correre; bisogna staccare ogni tanto, quando si sentono le gambe dure, ma la voglia c'è comunque. Bisogna avere pazienza, cambiare allenamento, altri stimoli, far lavorare altri muscoli, e lasciar riposare quelli che si stressano di solito. Ma la notte è più difficile addormentarsi...



domenica 24 maggio 2009

DA PIAZZA A PIAZZA - 09 MAGGIO 2009

DA PIAZZA A PIAZZA - PERCORSO DI ANDATA

(40 km, ascesa +2401 mt, discesa -1791 mt) altimetria


ITINERARIO:
Santa Lucia - Villa Filicaia, (Sent.10), M. Le Coste, Mausoleo
Malaparte, Passo della Collina, Prunaio, M.Javello, Le Cavallaie,
Acandoli, Fonte dell'Alteta, Acquiputoli, Straccalasino, Culipiana,
Cerbiancana, Fonte di Fonterebbi, La Scavata, La Pigna, Passo del
Treppio, Rifugio L. Pacini al Pian della Rasa, Passo delle Pescine,
Poggio Cattarelle, Poggio la Zucca, Tabernacolo di Gavigno, Poggio
Roncomannaio, M. delle Scalette, Sent.GEA, La Faggeta, Alpe di
Cavarzano - Bar Misericordia di Montepiano.



La giornata si prospetta ottima, quando alle 7 mi presento al punto di partenza.

Più di 400 iscritti, c'è chi la percorrerà correndo, chi camminando, chi ci accompagnerà a cavallo.

Ottima l'organizzazione, ottimi i punto di ristoro.

Primo ristoro:

Secondo ristoro:

Terso ristoro : 



Durante l'inverno il gruppo Facebook del DPAP , guidato da Alesso "Kappadocio" Parauda, aveva organizzato vari allenamenti sul percorso, che, potendoci partecipare, sarebbero stati un buon allenamento, e mi avrebbero preparato al meglio a ciò che avrei affrontato. Ma da un altro punto di vista è stato un bene non avervi partecipato  e sentire sulla pelle l'intero senso della sfida, la fatica, le crisi che ho affrontato.



Il DPAP mi ha fatto
capire cos'è il vero trail:  il tratto di percorso fino al primo ristoro l'ho trovato un po lugubre, il terreno pietroso e molto dissestato,  ha presentato continui cambi di pendenza, percorrerlo correndo è stata dura. La salita dopo il primo ristoro è tecnicamente
difficile,con continui cambi di pendenza, il terreno incostante,
esposta al sole, insomma, molto molto tosta. Li mi sono spezzato le gambe, e mi portavo  il cuore mano, quando ho fermato la mia corsa.
Sentivo molti cardio fischiare.... Più tosta delle Scalette , che è quasi a fine percorso, anche se
a questo punto si  arriva più stanchi: in questo caso il fondo
è più regolare, l'andamento più graduale e costante, si trova meglio un
ritmo di andatura.
Dal terzo ristoro in poi il sentiero diventa più regolare, ma sempre impegnativo; si è sempre coperti dalla vegetazione, c'è leggero vento, e mi prende una crisi di freddo corporeo che mi porterò poi fino a rifugio Pacini, verso le 12:00, dove potrò finalmente spogliarmi, asciugarmi sotto il sole, mangiare e risosare un oretta. Da li in poi il sentiero prosegue magnifico,sempre coperto,  il tipo di sentiero che mi sarebbe piaciuto correre se ne avessi avuto nelle gambe, ma ormai mi limito a camminare, fino all'arrivo, alle 17:30. (Questa seconda parte del percorso l'ho ripercorsa la settimana dopo, riuscendo a correre tutti i 19km correndo, in 2ore e mezza.)



Rifugio Pacini:


I ristori ottimi, che dire, tutto magnifico.
Non ho approfittato della pasta, al rifugio Pacini, preferendo il mio panino con frittata
e bresaola: per  quanto riguarda i rifornimenti, mi ero preparato
per l'autosufficienza, e l'esperimento ha funzionato bene. Non ho mai
sofferto per mancanza di energie o sete. Ottima la macedonia all'ultimo ristoro.







Il giorno avrei voluto partecipare alla seconda tappa, ma putroppo l'acido lattico ha bloccato non tanto i muscoli delle gambe,  ma le ginocchia,  tant'è che facevo fatica a salire le scale di casa. La seconda tappa è per la maggior parte in discesa,, e molto stressante per le ginocchia.. Ho preferito così lasciar stare, ma comunque la mattina dopo ho camminato - in piano - per tre ore.

giovedì 7 maggio 2009

EQUIPAGGIAMENTO - NIKE ZOOM VICTORY

NIKE ZOOM VICTORY


Scarpa categoria A2, neutra, molto leggera , calza molto bene sul piede, e, come tutte le Nike che ho provato, mi stringe sul collo del piede. Non ho la sensazione di comodità/protezione che ho indossando le Asics. Ma non è la comodità che si deve trovare in questo tipo di scarpa fatta per allenamenti da tempi sotto i 4 min al km..


Aggiornamento 09/09/09

Sono le scarpe con le quali sono riuscito a percorre 3km in 12minuti. E non era solo la convinzione di avere una scarpa intermedia a spingermi mentalmente a dare di più, al credere che con queste avrei potuto correre più velocemente. E' un ottima scarpa. Eppure è difficile vederla indossata da podisti che incontro in allenamento. Anzi, non l'ho mai vista ai piedi di un podista...