venerdì 12 aprile 2013

La Sportiva Ultra Raptor - recensione



Una delle mie prime scarpe da Trail è stata LaSportiva WildCat; a quei tempi non ero ancora diventato un minimalista, correvo poggiando molto di tallone, e la Wildcat si adattava bene a quel tipo di passo grazie ad un crashpad che garantiva un ammortizzazione molto efficiente. La scarpa era anche molto comoda, peccava però in sostegno al piede, pegno pagato per ottenere una scarpa leggera adatta a un passo veloce : e così la tomaia tendeva a consumarsi facilmente, fino a strapparsi, nei punti di maggior sollecitazione. Poi uscì il modello Raptor, che partendo dalla stessa piattaforma delle Wildcat, ne migliorava la struttura della tomaia, ancora più confortevole e dotata di supporti che ne miglioravano la capacità di sostenere il piede – apprezzabile sulle lunghe distanze . ed anche ad aumentarne la resistenza della stessa. E la mescola usata per la suola – che manteneva lo stesso disegno – era anche di un tipo che garantiva una maggior durata, perdendo pochi punti sulla capacità di tenuta sul bagnato. La Raptor diventava così la giusta alternativa per quegli atleti che avevano bisogno di una scarpa affidabile per affrontare lunghe distanze.
Lunghe distanze che si vanno sempre più allungando, nel mondo del training. E per puntare a percorrenze che arrivano e superano i 100km, ecco che La Sportiva crea la UltraRaptor, un evoluzione della Raptor. Un evoluzione “invisibile”, nel senso che la scarpa esteticamente sembra identica, ma ha una struttura migliore che aumenta la capacità di supportare l'arcata del piede, (specialmente per chi soffre di pronazione) quando, sulla lunga distanza, l'affaticamento provoca il collasso dell'arcata, rendendo più difficoltoso, e ancor più faticoso, se non addirittura doloroso – il proseguire.

Comfort: 4/5
accogliente anche per chi ha un piede e una caviglia larga, imbottita il giusto nel contrafforte tallonare, anche ben stretta non chiude troppo sul piede. La soletta interna.è ben conformata.
La linguetta integrata al resto della tomaia poggia molto bene sul collo del piede, anche stringendo bene i lacci, non si soffre alcun tipo di costrizione.

Sicurezza:
Un bel puntale degno di una scarpa antinfortunistica, protegge molto bene le dita dei piede. L'altezza da terra e il perimetro più largo dell'intersuola, proteggono il piede dalle sollecitazioni del fondo e dal contatto laterale contro gli ostacoli. La scarpa non presenta placche protettive nell'intersuola, ma uno strato di Eva la cui alta densità non permette al piede di soffrire le asperità.

Peso: 2/5
350gr non sono pochi, giusto pegno da pagare per avere tanta protezione e ammortizzazione

Traspirazione: 2/5
La tomaia è ben robusta e resistente, con tutti quegli overlayer supportivi, ma questo diminuisce la traspirazione del piede, il calore non viene dissipato in maniera ottimale, stando fermi si percepisce un lieve riscaldamento del piede. In inverno questo è positivo, naturalmente.

Ammortizzazione 5/5
30mm di gomma MEMlex Eva sotto il tallone, 22mm sotto le dita dei piedi, garantiscono un ottimo assorbimento degli shock da impatto; in particolare il crashpad sotto il tallone offre una dinamica molto confortevole durante il passo, che si rivela ancor più efficace nell'uso durante la corsa in discesa.

Stabilità 5/5
il differenziale ridotto a 8mm compensa l'elevata altezza da terra; la superficie d'appoggio è molto ampia, il ponte mediale conferisce abbastanza rigidità e controllo dell'appoggio, la talloniera rigida non permette al piede di muoversi all'interno della scarpa negli appoggi più acrobatici.
Ma quello che contribuisce ad una maggiore stabilità del piede è il nuovo sistema di allacciatura e' integrato alla tomaia a mezzo di layer applicati sul tessuto elastico interno e con rinforzi in materiale sintetico sul mesh esterno, al fine di ripartire la tensione dell’allacciatura su tutta la tomaia ed avvolgere meglio il piede 




Grip 3/5
La suola, composta dalla mescola FriXion XF, è studiata per resistere all'usura e permetterne una lunga durata, specialmente nell'uso su sentieri con fondo roccioso, di alta montagna, anche in condizioni di bagnato, e su sentieri di terreno ben battuti, mentre non ha grandi capacità sul fango umido, dove la larga pianta tende a “galleggiare”, scivolando, non avendo dei tasselli abbastanza profondi per stabilizzare l'appoggio. 

 

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