giovedì 25 febbraio 2010

ENDURANCE E PROCESSI ENERGETICI - ATP

L'attività sportiva comporta un aumento del consumo energetico a cui il nostro organismo risponde attivando diversi processi metabolici finalizzati a produrre l'ATP, la molecola ad elevato contenuto energetico che i muscoli utilizzano per lavorare.

Queste processi metabolici sono:
- la glicogenolisi, che libera glucosio "rompendo" le molecole di glicogeno,
- la glicolisi, la degradazione degli aminoacidi (i mattoni costituenti le proteine)
- la lipolisi.

Questi processi hanno la funzione di "smontare" il glucosio, gli aminoacidi e i grassi per estrarre l'energia in essi contenuta e trasferirla all'ATP. Il contributo delle fonti energetiche del muscolo varia nel tempo (vedi figura).La glicolisi può essere aerobica, in presenza di ossigeno, oppure anaerobica cioè avviene in assenza di ossigeno.Quando il muscolo lavora senza un adeguato allenamento oppure con una intensità eccessivamente rapida, la glicolisi produce acido lattico, che accumulandosi, provoca una sensazione di bruciore muscolare, contribuendo al senso di fatica conseguente al progressivo consumo e quindi alla mancanza di fonti energetiche.
L'allenamento, intervenendo sulla circolazione sanguigna a livello muscolare, posticipa la comparsa di fatica ritardando e diminuendo la formazione di acido lattico.

Un'adeguato supporto alimentare, pre e durante l'esercizio fisico, specialmente se un esercizio di durata, può compensare il consumo energetico e contribuire ad un aumento della prestazione.

mercoledì 24 febbraio 2010

CARBOIDRATI E ALIMENTAZIONE

I CARBOIDRATI

I carboidrati, detti anche glucidi (dal greco "glucos" = dolce) sono sostanze formate da carbonio ed acqua. Hanno forma molecolare (CH2O)n e sono contenuti principalmente negli alimenti di origine vegetale.

In media forniscono 4 kcal per grammo, anche se il loro valore energetico oscilla dalle 3,74 kcal del glucosio alle 4,2 Kcal dell'amido. Di queste calorie circa il 10% viene utilizzato dall'organismo per i processi di digestione ed assorbimento.

In base alla loro struttura chimica i carboidrati vengono classificati in semplici e complessi.

I glucidi semplici, comunemente chiamati zuccheri, comprendono i monosaccaridi, i disaccaridi e gli oligosaccaridi. I

Gli esosi (fruttosio, glucosio, galattosio) sono i più importanti dal punto di vista nutrizionale.


MONOSACCARIDI

GLUCOSIO, si trova normalmente nei cibi, sia in forma libera, sia sotto forma di polisaccaride. Costituisce la forma in cui devono essere trasformati gli altri zuccheri per poter essere utilizzati dal nostro organismo. Solo il 5% della quantità totale di carboidrati presenti nel nostro organismo è rappresentato da glucosio circolante nel sangue. Indice glicemico = 100

FRUTTOSIO, si trova in abbondanza nella frutta e nel miele; viene assorbito nel piccolo intestino e metabolizzato dal fegato che lo trasforma in glucosio. Il suo indice glicemico è basso, pari a 23

GALATTOSIO, in natura non si trova libero ma legato al glucosio forma il lattosio, lo zucchero del latte.


OLIGOSACCARIDI sono formati dall'unione di due o più monosaccaridi (massimo 10). Si trovano principalmente nei vegetali ed in particolare nei legumi. I più conosciuti, poiché importanti dal punto di vista nutrizionale sono i disaccaridi (saccarosio, lattosio e maltosio).

SACCAROSIO, Glucosio+fruttosio; è un disaccaride molto comune in natura è presente nel miele, nelle barbabietole e nella canna da zucchero. Il suo indice glicemico è 68 ± 5

LATTOSIO, glucosio + galattosio; disaccaride, è lo zucchero del latte ed il meno dolce tra i disaccaridi. Il suo indice glicemico è 46 ± 6

MALTOSIO, glucosio+glucosio; poco presente nella nostra dieta si trova principalmente nella birra, nei cereali e nei germogli. Il suo indice glicemico è 109

MALTODESTRINE, sono oligosaccaridi derivanti dal processo di idrolisi degli amidi. Vengono impiegate come integratori energetici e possono essere utili negli sport di durata. Forniscono energia a breve e medio termine senza affaticare troppo l'apparato digerente.


I POLISACCARIDI si formano dall'unione di numerosi monosaccaridi. Si distinguono polisaccaridi vegetali (amidi e fibre) e polisaccaridi di origine animale (glicogeno).

AMIDO, è la riserva glucidica dei vegetali. Abbonda nei semi, nei cereali; si trova in larga quantità anche in piselli, fagioli e patate dolci. In natura è presente in due forme, l'amilosio e l'amilopectina. Più è alto il contenuto di amilopectina e più l'alimento è digeribile.

FIBRE, sono polisaccaridi strutturali, tra cui la più importante è la cellulosa. Il nostro organismo non è in grado di utilizzarle a scopo energetico, ma la loro fermentazione a livello intestinale è essenziale per regolare l'assorbimento dei nutrienti e per proteggere il nostro organismo da numerose patologie. Si dividono in idrosolubili e non. Le prime chelano interferendo con l'assorbimento dei nutrienti, tra cui il colesterolo , le seconde attirano acqua accelerando lo svuotamento gastrico. Il contributo calorico della fibra nella dieta è nullo.

GLICOGENO, è un polisaccaride simile all'amilopectina utilizzato come fonte di deposito e di riserva energetica primaria. Viene immagazzinato nel fegato e nei muscoli fino ad un massimo di 400-500 grammi.


DIGESTIONE E ASSORBIMENTO DEI CARBOIDRATI

La digestione dei carboidrati inizia in bocca dove gli enzimi della saliva iniziano la scissione dei carboidrati complessi. Nello stomaco l'azione degli enzimi salivari viene interrotta dall'ambiente acido e riprende nell'intestino tenue dove, grazie ai succhi pancreatici (enzima α-amilasi), i polisaccaridi vengono ridotti a monosaccaridi.

n questo modo potranno passare attraverso la parete intestinale, e circolare nel flusso ematico. Quindi sono trasportati verso il fegato, che li trasforma in glucosio. Il fegato lo può far tornare nel flusso ematico a scopo energetico, ma se nell'organismo vi è una quantità di glucosio superiore a quella di cui si ha bisogno, lo può trasformare in glicogeno per essere immagazzinato. Il rimanente glucosio nel sangue è convertito in grasso.
Per mantenere il glucosio del sangue entro valori tollerabili interviene il pancreas, secernendo gli ormoni insulina e glucagone. Quindi, un'assunzione eccessiva di carboidrati produce un aumento della glicemia e innesca il rilascio dell'insulina che riequilibra la situazione. Il picco insulinico è tanto maggiore quanto più alto è l'indice glicemico dei carboidrati assunti.



Mentre il glucosio viene assorbito rapidamente (sia per gradiente osmotico, sia per trasporto attivo), il fruttosio viene assorbito più lentamente, attraverso un meccanismo di diffusione facilitata, che sta alla base del suo basso indice glicemico.



L'INDICE GLICEMICO esprime la velocità con cui i carboidrati arrivano nel sangue dopo essere stati assimilati. Quanto più è alto questo indice, tanto più velocemente quei particolari zuccheri passano nel sangue. L'indice glicemico di un alimento non fa riferimento alla quantità di carboidrati contenuti nell'alimento stesso, ma si basa esclusivamente sulla velocità con cui i carboidrati contenuti in quell'alimento possono essere digeriti, per cui alimenti contenenti piccole quantità di carboidrati possono avere un indice glicemico molto elevato.





Il CARICO GLICEMICO indica la quantità di carboidrati presenti nell'alimento ,ottenuto moltiplicando la quantità del carboidrato considerato per il suo indice glicemico

con un consumo non controllato di carboidrati ad alto carico glicemico si hanno due principali effetti sgraditi: iperproduzione insulinica e sensazione di fame.


L’alimentazione deve prediligere i carboidrati a basso carico glicemico perché inducono una risposta insulinica graduale e moderata. E' per questo motivo che i carboidrati si dividono in: favorevoli e sfavorevoli, in base al loro carico glicemico. Appartengono per esempio ai carboidrati favorevoli quasi tutte le verdure, tranne patate, carote, e quasi tutti i frutti tranne le banane.

Sono invece Sfavorevoli tutte le verdure e la frutta che rappresentano eccezione per la lista precedente il pane, la pasta, il riso e i farinacei in genere. Appartenere alla lista dei carboidrati sfavorevoli non significa che non si possano mangiare, ma sta ad indicare che vanno trattati con cautela ed attenzione perché un loro eccesso quantitativo può avere pesanti ripercussioni sulla produzione insulinica. Le fibre e i grassi influiscono sull'indice glicemico in quanto la loro presenza rallenta l'assorbimento dei carboidrati. E' per questo motivo che per una corretta e salutare alimentazione sono da prediligere i cereali integrali piuttosto che quelli raffinati ed inoltre è meglio mangiare una pasta condita che una scondita perché quest'ultima fa ingrassare maggiormente.



Il carico glicemico può essere calcolato con la semplice formula che segue, dove “A” rappresenta l’alimento in esame:
(Indice glicemico di A) x (g di carboidrati di A) / 100 = carico glicemico di A




Indice Glicemico di vari alimenti

20-40

Yogurt scremato

20

Fagioli di Soia in scatola

21

Noccioline

25

Fagioli di Soia

27

Crusca di riso

27

Fagioli rossi

32

Ciliege

32

Fruttosio

32

Piselli secchi

34

Fagioli marroni

36

Orzo

36

Pompelmo

38

Lenticchie rosse

38

Latte intero

40



40-80

Fagioli secchi

41

Salsicce

42

Lenticchie comuni

42

Fagiolo

43

Lenticchie verdi

43

Fagioli neri

44

Latte di Soia

45

Albicocca

46

Piselli bolliti

46

Latte scremato

47

Fettuccine

47

Segale

49

Cioccolato al latte senza zucchero

50

Vermicelli

51

Yogurt intero

53

Pere fresche

54

Spaghetti

54

Mela

54

Polpa di pomodoro

55

Pane d'orzo

56

Ravioli

56

Spaghetti cotti per 5 min.

58

Succo di mela

60

All Bran cereali

63

Pesca fresca

63

Pere in scatola

64

Zuppa di lenticchie in scatola

64

Cappellini

65

Maccheroni

65

Linguine

65

Riso istantaneo bollito per 1 min

66

Lattosio

66

Pan di Spagna

66

Uva

67

Succo di ananas

68

Pesche in scatola

68

Riso parboiled

69

Piselli verdi

69

Succo di pompelmo

71

Cioccolato

71

Pane di segale

71

Succo di arancia

75

Tortellini al formaggio

75

Kiwi

77

Torta comune

77

Patate dolci

77

Special K Kellogs

78

Banana

78

Grano saraceno

78

Cereali dolci

78

Spaghetti

79

Riso integrale (brown)

79

Farina di avena

79

Biscotti da tè

79

Pop corn

79

Muesli

80

Mango

80

Uva sultanina

80

Patate comuni bianche bollite

80



80-100

Riso integrale

81

Riso bianco

83

Pasticcio di carne

84

Pizza al formaggio

86

Zuppa di piselli

86

Hamburger bun

87

Farina di fiocchi d'avena

87

Gelato

87

Barrette di muesli

87

Patate confezionate

87

McDonald' Smuffins

88

Biscotto di pastafrolla

91

Uva passa

91

Pane di segale

92

Maccheroni al formaggio

92

Saccarosio, zucchero di canna

92

Timballo

93

Cous cous

93

Cocomero

93

Patate al vapore

93

Ananas

94

Semolino

94

Gnocchi

95

Cornetti

96

Nocciole

96

Fanta

97

Mars barrette

97

Pane integrale di frumento

97

Frittella

98

Biscotti di frumento

100

Puré di patate

100

Carote

100

Pane bianco comune

100





LINK CORRELATI ALL'ARGOMENTO:

http://wellnesseperformance.blogosfere.it/2006/01/la-bufala-dellindice-glicemico.html

http://wellnesseperformance.blogosfere.it/2006/02/la-bufala-delli.html

domenica 21 febbraio 2010

T.A. VICCHIO DI MUGELLO (FI), 21 Febbraio 2010 (Biso-Trail), 35km 1300D+




Innanzitutto vorrei dare risalto a un fatto molto importante che è avvenuto oggi, alla fine del "terzo tempo" (un lauto pasto) : i partecipanti rimasti, (ma sono sicuro che anche quelli non più presenti avrebber aderito) hanno deciso di donare 5 euro a testa in beneficenza.

Per la mappa del giro, consultatre il rilievo de Il Mago , http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=507789

Siamo partiti per Vicchio che si alzava il sole in un cielo pulito, in vallata, finchè, arrivati in zona Borgo S.Lorenzo, ci siamo ritrovati immersi nella nebbia... Beh, almeno non piove e non tira vento. A Vicchio, ci siamo fermati ad un angolo a chiedere informazioni ad un anziana signora su dove si trovasse il parco del Lago, la quale, gentilmente, ci ha indicato il cartello posto a pochi metri difronte a noi.... E intanto , dall'altra parte, un'altruistica filippina ci forniva i suoi servizi.. ops,.. si metteva al nostro servizio dandoci anche lei informazioni sul lago e su dove potevamo fare colazione, proprio li vicino, in piazza. In piazza di Vicchio, poi, inquietanti figure fantasmagoriche si muovevano nella nebbia, rivelandosi poi monache benedettine... Il Bar alle 8 aveva ancora il bandone abbassato a metà, ma noi impavidi siamo entrati ugualmente. E dopo una leggera seconda colazione, ci siamo avviati al ritrovo.




Biso, Kappa, Fede, Mago, Enrico Vedilei. Alessandra Carlini, Filippo Perazzini, Gianluca Di Meo,
Paolo Romagnoli, Rosari Sandro

In undici abbiamo preso il passo avviandoci dietro le indicazioni del Biso, organizzatore dell'evento. Abbiamo percorso un bel tratto di strada asfaltata di montagna, bella duretta, in alcuni punti, che ci ha portati sopra il banco di nebbia, che non abbiamo poi più ritrovato, godendo anzi del favore di una splendida inaspettata giornata. Il sole, coperto ogni tanto da qualche nuvola, ci ha accompagnati sino alla fine del percorso, tra ardui tratti di sentieri in salita, ripide e brevi discese, sentieri coperti di foglie e di gusci di castagne, poco fango, attraversando due tratti dove l'acqua gelata di un ruscello interrompeva il sentiero.
Una trentina di chilometri sani sani. E poi un bel terzo tempo di antipasti toscani, tagliatelle al cinghiale e tortelloni al sugo.

Sono rimasto sorpreso della presenza di Alessandra Carlini a questo evento: avevo letto di lei pochi giorni prima su Spirito Trail di Febbraio, un articolo che la dipinge come una campionessa. E vedendola correre, concordo pienamente: una trail runner di alto livello, di quelli che di solito io riesco a vedere, sempre di spalle, al momento della partenza, per poi non rivedere più, perchè io di solito arrivo al traguardo quando questi se ne sono già andati via :-)
Che spettacolo vederla lasciare andare le gambe per correre alla massima velocità ripidi tratti di discesa.



Un grazie di cuore a Rundiamo, fermo per infortunio, che ci ha sorpresi facendoci trovare un ricco ristoro: la sua presenza ci manca, sui sentieri e nel terzo tempo.



E' stata dura, per me, oggi, affrontare questo tipo di percorso, con tutto il lavoro di carichi svolto ultimamente. Ho corso meglio, alcuni mesi fa, quando invece oggi, per molto tempo, ho dovuto "strascicare" dietro i miei passi, non tanto per la mancanza di energie, ma proprio per la mancanza di "forza" muscolare. Sono arrivato un po imballato a questo appuntamento. Ma sono arrivato fino alla fine, sempre col gesto di correre, anche quando ormai sarei andato più veloce se avessi semplicemente camminato. Sempre in fondo al gruppo, spesso staccato di parecchi metri, ma senza mai lamentarmi, facendo il mio passo, affaticato si, ma sereno, e soddisfatto, nel cuore e nell'anima, di poter godere di questa bella giornata in buona compagnia, sempre presente, anche se diversi metri più avanti.
35 km circa in 4he45min, quando, prima della partenza, affermavo che avremmo potuto impiegare anche 5h (...a causa mia), mentre il tempo previsto era di 4h. Ma gli altri vrebbero potuto benissimo farcela anche e 3he30min.

Quando il Biso ci presentò questa sua idea, gli esternai la mia preoccupazioni circa la possibilità di svincolo dal percorso tracciato, temendo l'eventualità di un mio cedimento, in considerazione del programma di allenamento che avrebbe proceduto l'evento. E a ragione: il cedimento c'è sempre stato, sempre, in fondo alla prossima salita, alla prossima curva, al prossimo passo. Ma non ho mai mollato. E non ho mai ceduto.


Per le altre foto:

http://picasaweb.google.it/CorriGaggioCorri/TAVicchioDiMugello21Febbraio2010#



... IL GIORNO DOPO.... :

Stamani, al risveglio, quando mi sono alzato dal letto, tutto intorno mi sembrava più piccolo, più in basso di dove mi aspettavo di trovarlo!!

Mi sono fermato a sentire il mondo intorno a me, e mi sono sentito più alto, più grande, più forte.


Mi sono tornate in mente alcune frasi del mio film preferito, "Fight Club":

"Da nessun'altra parte ti sentivi vivo come li ."

"Dopo la lotta ogni altra cosa nella vita si abbassava di volume. Potevi affrontare tutto!"

"Cominci a vedere le cose in maniera diversa"

"Senza dolore, senza sacrificio, non avremmo niente."

Ogni volta che esco a correre, è l'evento dove mi sento veramente vivo.
Ieri è stata una lotta, una sofferenza fisica, superare i miei limiti, combattendo contro me stesso. Oggi vedo le cose in maneira diversa., tutto si è "abbassato di volume".
Col dolore, col sacrificio, ho guadagnato una nuova consapevolezza dei miei limiti.

Alla prossima sfida.













mercoledì 17 febbraio 2010

MASTURBATE-THON ..... altro che UTMB o LUT ....

MasturbateThon è una gara molto particolare, che si svolge tra diversi concorrenti, disposti a mostrare ad occhi indiscreti un momento molto intimo della loro sessualità: la masturbazione.

Tutto è nato nel 1995, quando un sexy shop di San Francisco elesse maggio come il mese dell’autoerotismo, invitando poi gli interessati a cercarsi addirittura uno sponsor disposto a pagarli per ogni minuto di masturbazione. I soldi raccolti sarebbero poi stati spesi per cause legate alla sessualità.

Dopo il successo ottenuto, nel 2000 si organizzò così il primo Masturbathon, una gara alla quale presero parte centinaia di concorrenti e che tuttora continua a riscuotere un incredibile successo.

L’edizione di quest’anno è stata vinta da Masanobu Sato, un fabbricante giapponese di giocattoli sessuali, che ha partecipato all’evento per difendere il suo primato, conquistato proprio l’anno scorso. Nel 2008 infatti si è masturbato per nove ore e trentatré minuti, mentre quest’anno ha migliorato il suo record, arrivando a quasi dieci ore!



Intervista al vincitore:

Signor Sato, congratulazioni per il suo record. Qual è il segreto per durare quasi dieci ore?
Sicuramente la mia abbondante immaginazione è stata la chiave per il trionfo. Inoltre, mi sono allenato molto in Giappone, dove in una competizione simile l’anno scorso ho vinto il primo premio.

Qual è l’allenamento tipo che ha svolto per prepararsi?
Vado a nuotare due volte a settimana e vado in palestra. Questo mi aiuta sicuramente a metter su muscoli e ad avere fiato. E poi ho sfruttato la grande tradizione della cinematografia pornografica giapponese, che mi ha aiutato ad allenarmi.

Abbiamo letto che ha utilizzato anche un particolare attrezzo. Di che si tratta?
Il segreto per vincere è stato sicuramente l’utilizzo di un oggetto che ho trovato in un sexy-shop di periferia a Tokyo, molto molto utile. In pratica si tratta di una specie di tubo all’interno del quale faccio scorrere il “mio attrezzo”: in questo modo sento una sensazione simile a quella che si prova quando si fa l’amore. Solo così sono riuscito a superare fasi anche di grande stanchezza fisica durante la maratona.

Parliamo di questi momenti di stanchezza. Come si fa ad andare avanti? Non le è mai venuta la nausea?
Devo ammettere che per ben due volte stavo per lasciare. Poi ho pensato a tutti i miei supporter, al mio fan club, alla mia famiglia e alla mia ragazza: non potevo deluderli!

Davvero la sua famiglia la supporta in tutto? Cosa pensano del fatto che lei sia campione del mondo di… masturbazione?
Sì certo, sono i miei primi supporter. Credo siano molto contenti dei miei traguardi. Basti pensare che gareggio con la bandiera del mio paese, e loro sono anche molto orgogliosi del fatto che posso portare il Giappone in cima al mondo, anche se in un settore di nicchia. E io sono molto orgoglioso di avere dei genitori così: le famiglie normali in Giappone non si comporterebbero mai così. E probabilmente nemmeno nel resto del mondo.

Come si è sentito, fisicamente, alla fine delle dieci ore?
Ero completamente esausto, il giorno dopo non so come ho fatto ad alzarmi dal letto. Mi sono letteralmente trascinato fino all’aeroporto, e sono stato fortunato a non perdere l’aereo.

Pensa che avrebbe potuto reggere ancora più a lungo?
Certamente questo è il mio limite. Tuttavia, mi sto allenando per superare le dieci ore, e proverò a mettere in pratica il nuovo record la prossima edizione.





domenica 14 febbraio 2010

WALKEXERCISE e ADATTAMENTO PASSO






Questo macchinario è di una semplicità concettuale davvero elementare: è un tapis roulant, ma a differenza di quello di un treadmill, non è motorizzato, si muove solo spinto dai passi, e può essere anche "frenato" , proprio come accade nelle normali cyclette; quindi occore l'energia del corpo per muovere il nastro, che è impostato con una inclinazione del 15° per cento. Quello effettuato sul walkexercise è un lavoro "attivo", a livello muscolare, e non semplicemente aerobico, come accade sul treadmill.

Il lavoro in svolto su questo macchinario esercita i suoi effetti sia sulle fibre muscolari bianche e su quelle rosse. Inoltre favorisce l' aumento della coordinazione, dell'equilibrio corporeo e dei riflessi in quanto la camminata/corsa in salita sul tapis roulant agisce direttamente sulla propriocezione, il meccanismo che regola l'equilibrio e la percezione del movimento.

Sto inserendo questo attrezzo in questa ultima fase di preparazione invernale, a sostituzione della corsa all'aperto, che in questi giorni mi risulta difficile effettuare, visto che le condizioni metereologiche non favoriscono certo la salute delle mie vie respiratorie, che soffrono l'aria di Febbraio, e quegli assurdi sbalzi di temperatura tra l'ambiente esterno e gli ambienti chiusi (tipo sul treno, o negli uffici, caldi e secchi) che non favoriscono certo la conservazione di un equilibrato stato di salute.

Soprattutto, svolgo questo allenamento calzando le Fivefingers, per "costringere" la biomeccanica della corsa a lavorare solo con l'avampiede, in modo da migliorare forza di spinta e reattività del piede, utili nella corsa in salita su terreno accidentato, e che poi si riflette sulla corsa in piano: modificando la rullata del piede, sempre meno poggiata sul tallone, per evitare gli effetti deleteri dovuti agli shock da impatto e alla mia falcato sotto-prontarice.

Stamani, ho provato anche a eseguire l'allenamento con un paio di scarpe normali (di categoria A3): comunque il passo è rimasto lo stesso che con le Fivefingers, sempre e solo poggiato sull'avampiede, rendendo inutile tutta la tecnologia ammortizzante di cui è fornita la scarpa. Anzi, l'allenamento è stato più faticoso in quanto la scarpa usata, con la sua intersuola di gomma ammortizzante, disperdeva le forza di spinta del passo, cosa che invece non accade con le Fivefingers, che scaricano completamente la forza a terra.










lunedì 8 febbraio 2010

ENDORFINE ED ALLENAMENTO COI PESI, del DOTT. LUCA FRANZON

Endofine ed allenamento coi pesi

A cura del Dott.Luca Franzon

Ogni qual volta il nostro corpo è colpito da un evento stressante, al suo interno si attuano una serie di reazioni che tendono a riequilibrare la nostra struttura originale, cercando di spostarsi verso l’omeostasi. A livello endocrino si hanno risposte molto intense che inducono reazioni e modificazioni varie a seconda del tipo di stress che ha aggredito l'organismo. L’allenamento è sicuramente da annoverare fra gli agenti stressanti esterni, ovvero come un qualcosa che va a colpire strutture precise muscoli, articolazioni, apparato cardiocircolatorio ecc… al quale va associata la componente psicologica che fa parte degli agenti stressanti interni.

Parlando con atleti di sport di resistenza, che si allenano intensamente e per parecchio tempo, si sente parlare di "euforia del corridore o del ciclista o del praticante spinning", come un qualcosa che, malgrado la stanchezza e la lunga durata dell’allenamento o della gare, dà come una sensazione di piacere. Qualcuno ha sempre sostenuto che la sensazione sopradescritta fosse una trovata pubblicitaria per far alzare i pigri dalla poltrona. È  invece dimostrato che gli effetti benefici  prodotti dall’attività fisica, (controllo della fame, diminuzione dell’ansia, accrescimento dell’autostima) sono dovuti al rilascio di β-endorfine. La parola endorfina è costituita da due parole "endogena" e "morfina":

- la morfina è un oppiaceo usato come antidolorifico e come produttore di sensazioni che danno euforia e  dipendenza fisica.

- Endogeno significa prodotto dal nostro corpo.

Nell’uomo l’impegno fisico comporta un aumento della secrezione del CRF (corticotropin-relasing-factor), che va a colpire l’iisi dandogli ordini specifici per rilasciare vari ormoni. Fra questi figurano anche  le β-endorfine, la cui finalità è dare  sensazioni piacevoli e  innalzamento della soglia del dolore. Bisogna ricordare che le β-endorfine e la morfina si legano ai medesimi recettori del sistema analgesico (6).

Alcune ricerche hanno dimostrato che, in base allo stato di forma degli atleti e in relazione al tipo di allenamento praticato, si hanno dosaggi di secrezione  più o meno alti di β-endorfine. Da sempre i corsi collettivi a base musicale sono descritti come un qualcosa di più divertente rispetto all’allenamento con i pesi. Appena lanciato lo spinning si diceva fosse  un’attività endorfica, perché malgrado fosse un vero e proprio massacro, la gente alla fine della lezione era pronta per fare un’altra ora… e più la lezione era dura, più la voglia di ritornare o di continuare aumentava!!!
Da buon cultore della sala pesi e del body building posso affermare che anche i pesi sono endorfici, altrimenti non mi spiegherei come mai far stare lontano dai pesi un atleta avanzato crei malumore nello stesso.  Sfido chiunque si allena  o si è allenato pesantemente a dirmi che nei giorni di riposo non si sentiva più nervoso ed in preda ad una specie di "crisi di astinenza da ghisa".

Kraemer e colleghi (8) hanno fatto allenare dei soggetti maschi sani chiedendogli di eseguire tre set di otto esercizi diversi con due modalità di esecuzione: il primo gruppo eseguiva tre set da massimo dieci reps con pause di recupero da un minuto. Il secondo eseguiva tre set da massimo cinque reps con tempi di recupero di tre minuti. Alla fine della sessione di allenamento vennero eseguiti dei prelievi di sangue, i cui risultati dimostrarono che il primo gruppo presentava un aumento del 60% delle β-endorfine post esercizo. Doiron e colleghi (3) hanno confermato tale risultato facendo allenare  un gruppo di atlete di un college americano con tre set da dieci reps su dieci esercizi diversi con tempo di recupero di un minuto. Sia Carr e colleghi che Shangold (2)(9), hanno dimostrato che la produzione di β-endorfine aumenta durante l’allenamento e che migliore è lo stato di forma e maggiore è la la produzione di endorfine.

Va detto che l’attivazione del sistema oppiode endogeno potrebbe regolare la secrezione di altri ormoni. Borer e colleghi (1) hanno notato una correlazione fra la secrezione di β-endorfine e la secrezione di GH con conseguente aumento della muscolatura in criceti da laboratorio. Altri studi hanno messo si in evidenza l’aumento del GH negli animali ma non nell’uomo, anche se sembra esserci una correlazione fra la secrezione di endorfine e l’aumento del GH, non tanto a livello iisario ma a livello ipotalamico (aumento della secrezione di GHRH, fattore di rilascio dell’ormone della crescita). Alla luce di tutto ciò è possibile dedurre che un allenamento ben pianificato con i pesi aumenta la secrezione di β-endorfine causando un innalzamento della soglia del dolore, un aumento del benessere, e forse aumento della secrezione di GH, con conseguente miglioramento a livello estetico e ipertrofico(5)(6).

Non ci resta che trovare l’integratore giusto per stimolare le β-endorfine in modo da chiudere il cerchio. Uno studio che voleva esaminare gli effetti della caffeina nell’attività fisica, soprattutto in termini di integratore lipolitico, ha dimostrato che l’assunzione di 6 mg per kg rispetto ad un placebo ha fatto elevare il livello delle β-endorfine di 1,8 volte  prima dell’esercizio e un aumento di 1,6 volte post esercizio. Questo sta ad indicare che l’ingestione di caffeina prima dell’esercizio aumenta la secrezione degli oppiacei endogeni (4).

Se volete aumentare i vostri muscoli o farli aumentare ai vostri atleti, non dovete fare altro che prendere un caffè doppio prima dell’allenamento ed eseguire tre set da dieci reps con pesi che vanno dal 70% al 75%  del vostro massimale. Le pause tra una ripetizione e l'altra dovranno durare circa un minuto. In questo caso avrete anche il vantaggio di usare una percentuale di carico ideale per l’ipertrofia e un tempo di recupero ottimale per lo stimolo sulla secrezione del GH.

Sicuro che tutto questo aumenterà la vostra "euforia da allenamento" vi ricordo che per raggiungere buoni risultati, è fondamentale, se non addirittura più importante,  la fase di recupero che permette al nostro corpo di supercompensare e quindi di migliorarsi senza andare incontro al sovrallenamento. Durante i giorni di riposo, che servono per smaltire la sbornia da β-endorfine, consiglio pertanto di prendere una sana camomilla al posto del caffè, sicuro che un buon sonno ristoratore accelererà i vostri processi di recupero, preparandovi ad una nuova sconvolgente sessione di allenamento.



domenica 24 gennaio 2010

Su e giù per la Torre di Gnicche, 24 Gennaio 2010


Un percorso collinare con alternanza di tratti di asfalto e sterrato, nelle colline intorno ad Arezzo. La partenza dal Parco di Villa Severi, si sale verso la collina di S.Fabiano, attraverso una strada sterrata. Si riprende la via asfaltata (2° km) per completare la salita, poi rapida discesa fino alle prime case di S.Polo, dove si ricomincia a salire per circa 300 m fino alla Chiesa, breve tratto ondulato, poi una discesa che diventa dopo 200 metri una salita ripida, prima su asfalto, poi su un sentiero che porta nel punto più alto del percorso. Da qui si scende velocemente per circa 700 m fino ad Antria, e di qui (siamo intorno al 7 km) inizia la seconda parte della gara, che diventa pianeggiante (sempre su asfalto) fino alla località Filanda. Qui si attraversa via Fontebranda e si inizia una strada bianca con una salita leggera ma costante di circa un chilometro e mezzo, che porta a sfiorare la Torre di Gnicche, per rientrare nella strada di S.Fabiano all’altezza degli archi dell’acquedotto. Di nuovo asfalto e salita dura per 200 metri, poi si gira a destra per riprendere il percorso sterrato dell’andata, che scende verso l'arrivo al Parco di Villa Severi.
Al traguardo una bella tavolata di crostini toscani, panconl'olio, panini con porchetta, pane e nutella.


13km percorsi in 1h06', buon passo, costante, non ho risentito del 23km trail percorsi il giorno prima.
Percorrevo quelle salitine senza troppo sforzo, ascoltando gli altri compagni di viaggio lamentarsi "che salita!" oppure "oh, meno male l'asfalto" ...
Ho pensato a Gianforc, presente anche lui, ma molti metri avanti a me, se anche lui, sentendo commenti del genere, si sia sentito un po "pesce fuor d'acqua" ...

http://picasaweb.google.it/CorriGaggioCorri/SuEGiuPerLaTorreDiGnicche240110







sabato 23 gennaio 2010

Trail Autogestito "Mangia & Bevi" del Montalbano, 23 Gennaio 2010

Che bellezza! Che goduria! Come altro definire questa bellissima mattinata invernale , passata insieme a nuovi e vecchi amici percorrendo 23 km di sentiero in continuo saliscendi (mangia&beevi) sui dolci rilievi del Montalbano? (Gustatevi le foto su http://picasaweb.google.it/CorriGaggioCorri/TAMangiaEBeviDelMontalbano# )



Cielo limpido, sole splendete, vento quasi assente, almeno dove siamo passati; insomma, condizioni perfette per questa prova di un percorso ideato da Samuel, proposto come "prova percorso" sul forum di Spirito Trail, al quale hanno aderito altri 10 trail runner della zona , che al grido di "Spirito Trail!!!" sono partiti dalla Villa Castelletti di Signa, attraversando il parco della villa stessa, per poi imboccare un breve tratto di strada e poi di nuovo su sentieri fino a Artimino e ritorno, sempre a ritmo blando, senza forzare , col gusto di goderci questa scampagnata. Questa è la prova di un trail che Samuel, dell'Asd C.r. Colli Alti di Signa, ha intenzione di organizzare per novembre prossimo, con qualche modifica che ne allungherà il percorso, e anche con percorsi alternativi più brevi. E sono sicuro che sarà un bell'evento, al quale spero di poter partecipare, se non in concomitanza ad altri eventi.
Un mio ringraziamento e attestato di stima per Samuel , che al momento della partenza ci ha fatto trovare anche un pacco gara, con trofeo, calzettoni spugna, e panin di ramerino e bozzettina di pane (di sua produzione). E alla fine, schiacciata e pan dolce, e saporiti affettati!!!!
Ma indove la trovate tutta questa ospitalità? alla maratona di Nuiorc, dove pagate anche fior di quattrini?
SpiritoTreil!!!!!!






Spiritotrei!!!!









domenica 17 gennaio 2010

"Trofeo Martiri di Valibona". 17 gennaio 2010

Il percorso : http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=471394
Caratteristiche: 14km circa di asfalto, dislivello assente. Condizioni meteo: coperto con qualche spruzzo di pioggerellina fina...

Ieri sera sono venuto a sapere che l'evento "Corri il Paese dei Cavalli", di 21km, a Pisa, avrebbe attraversato il parco di San Rossore, luogo che mi sarebbe tanto piaciuto vedere. Il percorso sarebbe stato quindi fatto anche di sentiero ghiaioso, fangoso, erboso. Ho mandato messaggi a Rundiamo e Federico, per proporre di cambiare la nostra destinazione concordata, un Trail Autogestito sul Monte Morello, ma solo Rundiamo ha risposto ai miei messaggi tardivi, anche lui desideroso di vedere questo parco. Per cui quando stamani, alle sette, non abbiamo visto arrivare Federico, ci siamo resi conto che non avremmo potuto soddisfare la nostra curiosità, e che, visto che Rundiamo non aveva portato le scarpe adatte al trail, viste anche le condizioni del tempo, abbiamo cambiato destinazione (o meglio, partenza) della nostra corsa, e abbiamo optato per partecipare al "Trofeo Martiri di Valibona", una corsetta di 15 km, su asfalto.
E' stata la mia prima gara su asfalto. Se non fosse stata per la compagnia dei miei amici, non avrei affrontato questo evento, stamani. 15km tra fabbriche, case, rotatorie, macchine coi loro gas di scarico ... un po di respiro guando si attraversava zone di campagnia, già più accettabili. Alla fine ci abbiamo impiegato 1he20min, a ritmo costante, blando, che ci ha permesso di scambiare due parole.







ASICS GEL TRAIL ATTACK 4 & 5



CARATTERISTICHE:

Tomaia: in mesh e pelle sintetica, trattata Water Resistant (teflon). Calzata PHF.

Intersuola: In SpEVA con doppio sistema ammortizzante
Gel nel tallone e nell'avampiede, stabilizzatore mediale Trusstic e
piastra di protezione Rock.
Suola: in gomma solida con inserto Ahar+ nel tallone

Tra il modello 4 e il modello 5 l'unica diffrenza è nel disegno della tomaio, che non cambia però la sua forma interna.

OPINIONE PERSONALE:

La Trail Attack è una scarpa nella quale mi sono trovato subito a mio agio, per calzata, molto comoda e avvolgente, per le qualità ammortizzanti dell'intersuola e la capacità di tenuta del battistrada. L'avampiede è ben protetto sia dalla suola che dal puntale. L'unico difetto riscontrato è la tenuta dell'allacciatura: è necessario un doppio nodo, perchè altrimenti tende ad allentarsi e persino a slacciarsi.

Come modello è l'equivalente delle "stradali" Asics Gel Stratus, una A3 da strada ben ammortizzata ma molto reattiva, adatta ad atleti con peso forma nella norma, con appoggio neutro o supinatorio, che non appoggiano troppo sul tallone.

Consigliabile comunque l'uso di un plantare antishock soprattutto per percorrenze sopra i 30 chilometri, perchè favorendo l'ammortizzazione alla protezione, può risultare stancante per il piede sentire troppo il terreno accidentato.







domenica 10 gennaio 2010

PARKS TRAIL : POGGIOLO WINTER TRAIL, 10 GENNAIO 2010


Foto: http://picasaweb.google.it/CorriGaggioCorri/PoggioloWinterTrail#

Simone, Federico, Gaggio
Rundiamo

Giornata perfetta per un trail invernale. Sabato Pomeriggio avevo contattato Fabrizio, dell'organizzazione di questo evento, per sentire un parere diretto da uno che consoce la zona, non fidandomi troppo delle previsioni meteo. "Domani c'è il sole", mi ha detto. E così è stato. Sveglia alle 4e30, per ritrovarci a Calenzano: Federico, Simone e Rundiamo. Ci aspettavano almeno due ore di strada davanti, per arrivare al Poggiolo.
E così abbiamo assistito ad un alba serena, quando siamo arrivati in zona Casole Valsenio, con qualche nuvola a "sporcare" il cielo, che pian piano ha fatto spazio a un bel sole invernale. Non è stato per niente freddo. C'era anche la neve, ai lati delle strade e a coprire alcuni lati delle colline. Ma non ne abbiamo mai trovata lungo il sentiero, solo un po ai lati.

Rundiamo, Me, MiticoJane, Gianforc, Duracell

La partenza è stata puntuale, Rundiamo ed io siamo partiti in fondo al gruppo, e siamo rimasti insieme fino all'arrivo. Il percorso è iniziato con una salita lieve ma continua, per un paio di chilometri,

Duracell & Rundiamo

poi è iniziata una salita abbastanza impegnativa. Al quarto chilometro è iniziato un tratto di saliscendi di quelli che mi piacciono parecchio, in sottobosco, dove l'aria fine è carica di odori. Poi, il sentiero si è fatto sempre più fangoso, molto scivoloso, e anche infido, ma allo stesso tempo divertente. Abbiamo tenuto un rpasso blando, piacevole, non stancante, e l'abbiamo tenuto fino al primo ristoro, all'undicesimo chilometro. Da li poi qualche metro lungo la strada asfaltata per riprendere il sentiero, e che sentiero!! Un chilometro di terreno fangoso, che ci ha ridotti a camminare con estrema attenzione ad ogni passo su quel fondo estremamente scivologo; ci ha impegnato tanto, dal punto di vista fisico, fino a metterci proprio in crisi. Tant'è che quando ci siamo fermati al secondo ristoro, avevo le gambe di pietra: non ero stanco, perchè ero lucido, mentalmente. Le gambe non rispondevano. E c'era dell'altra salita da percorrere... così abbiamo continuato, camminando. Sono andato avanti solo per forza di volontà, e perchè era una bella giornata, volevo portarla a termine. Mi sono rifornito del miele che mi ero portato dietro, sperando che il black-out fosse dovuto a un calo glicemico. E pian piano ho riprego vigore.


Robychao & Rundiamo



Siamo arrivati al traguardo dopo 3h e 40min. Al momento della partenza avevo pensato di poterlo finire in 3 ore, massimo 3ore e 20. Non dovevo nemmeno partecipare a questo evento, di cui non avevo conoscenza, e non rientrava nel programma di preparazione: avevo in conto una decina di giorni di scarico, prima delle Mezza Maratona Puccini, a Torre del Lago, il 17 gennaio; ma giorni fa Federico me ne parlò, poi mi sono formato su internet, e l'idea di parteciparvi m'è entrata in mente... un trail, mica una mezza maratona su strada!! Non ho saputo resistere... E così mi sono iscritto, sapendo che non avevo più di una decina di chilometri nelle gambe. E così è stato. Ma va bene così. Sono arrivato al traguardo , ho messo 21km nelle gambe, che valgono, qualitativamente e quantitativamente, più di una settimana di carichi in palestra.




L'arrivo :)


Note del giorno dopo:
beh, ieri, durante gli ultimi chilometri, visto quello che avevo passato, pensavo che una volta finita, dopo un paio d'ore, avrei sofferto del fatidico calore alle gambe, dovuto all'accumulo di acido lattico, con conseguente "agitazione" delle gambe... E invece questo postumo non si è presentato. Ho pensato che fossero gli effetti della "Benendorfina" autoprodotta dall'organismo, a diminuire la sensazione di sofferenza, e quindi mi son detto che l'indomani le avrei scontate tutte. E invece eccomi qua, senza alcuna stanchezza, senz alcun dolore per un qualsiasi trauma subito e di cui spesso, a caldo, non ti rendi conto. E il ginocchio, il mio "ginocchio sinistro", gira bene, nonostante tutto quel "mood walking" abbia sollecitato parecchio la stabilità dell'articolazione.
Non avrei dovuta farla, questa corsa, ma alla fine è stata l'evento che, in quest'ultimo mese di impegni, mi ha fatto soffrire più di tutti, mi ha messo alla prova, una prova che sento di aver superato; e adesso mi sento sicuro e pronto ad affrontare i prossimi sforzi per migliorare la mia condizione. E a godermi altre belle giornate!







venerdì 8 gennaio 2010

ENDORFINE: Gli ormoni della felicità.

Jack Lawson
Endorfine
Gli ormoni della felicità

Copertina libro: Endorfine
La tua droga personale della felicità

Fonte: La Redazione
http://www.bisedizioni.it/approfondimenti/endorfine.php

"La felicità è uno stato biochimico che tutti possiamo raggiungere! Le endorfine sono una delle scoperte scientifiche più importanti del nostro secolo".

Negli anni settanta, uno dei nostri astronomi più prestigiosi, il Professor Charles Kowac fece una scoperta che, anche se non ha avuto eccessive ripercussioni nella storia dell’Astronomia, avrebbe rivoluzionato questa disciplina, sempre più considerata dagli scienziati.
Si trattava della scoperta del pianeta Chirone, Kiros in greco. Associato al palmo della mano e all’arte del curare, il leggendario Centauro, maestro di Esculapio e di Achille, è uno dei personaggi più curiosi della mitologia greca.
Gli astrologi abbinarono a Chirone un simbolo molto interessante: la “chiave”. Associato alle situazioni dolorose, Chirone ci offre un insegnamento preciso che non è sfuggito agli astrologi: le peggiori avversità sono le nostre occasioni migliori o, detto in altro modo, il nostro peggior nemico può diventare il nostro miglior alleato, se sappiamo dare una svolta alla situazione.

Se siamo ricorsi a Chirone nella presentazione di questo libro, è perché il simbolo della “chiave”, che lo rappresenta, è molto adatto nel momento in cui si parla di endorfine, e non soltanto perché quest’ultime funzionano come una chiave che, messa nella serratura adeguata, è capace di aprire o di chiudere una porta, ma anche perché, metaforicamente, sono la chiave che ci aprirà molti punti oscuri dell’essere umano e della sua anima.
Questioni quali l’etica, la felicità, l’autosoddisfazione o la sensibilità estetica vengono viste in una luce nuova dalla scoperta delle encefaline, delle quali fanno parte le endorfine.

Come vedremo, la felicità non è un qualcosa di vago ed impreciso, una sensazione nebulosa e poco concreta, ma l’effetto di un flusso corretto di endorfine nel nostro interno.

Scopriremo anche che una delle tecniche più efficaci, per stimolare la secrezione di endorfine, risulta essere il massaggio. D’altra parte, come si è potuto osservare in un gran numero di ospedali, la capacità di recupero dei malati è da porsi in relazione con le endorfine. Tanto il massaggio quanto la capacità di recupero sono regolati, a detta degli astrologi, dal pianeta Chirone. Però non anticipiamo…

La scienza moderna ci spiega che il nostro organismo produce una grande quantità di composti biochimici di vitale importanza per l’equilibrio fisico e psichico dell’essere umano. Tra le scoperte scientifiche più appassionanti di questo campo, le encefaline occupano un posto d’eccezione.
Sono sostanze naturali, sintetizzate dall’organismo umano, che, fra le altre cose, alleviano il dolore come possono fare soltanto droghe del tipo della morfina.
Molte encefaline sono cento volte più potenti della morfina e, ciò che è più importante, non causano effetti collaterali!

Le endorfine furono scoperte da John Hughes e dai suoi colleghi della Unit for Research on Addictive Drugs di Aberdeen.
Le endorfine, del gruppo delle encefaline, sono esattamente, come si desume dal nome, morfine endogene: si tratta di un gruppo di peptidi di catena corta, con proprietà farmaco-logiche simili alla morfina, sebbene di struttura più completa.
Sono distribuite in modo diseguale nel sistema nervoso ed in stretta relazione con i recettori oppiacei.
Le endorfine svolgono un ruolo importante quali neuro-trasmettitori nel sistema nervoso centrale.
E’ stata scientificamente provata la loro straordinaria capacità di depolarizzazione delle membrane cellulari, che diminuiscono l’impulso nervoso.
Però, le encefaline non sono solo presenti nei nostri interscambi elettrico-nervosi; nel corso delle pagine seguenti vedremo come le endorfine sono anche presenti nelle nostre buone o cattive azioni e in numerosi aspetti del nostro comportamento. Quello che l’uso e la tradizione ci propone come “morale” molte volte non è altro che “biologico”.

I nostri stati d’animo, le nostre fobie e le nostre manie, i nostri capricci e le nostre preferenze sono strettamente legate con l’equilibrio ed il flusso di endorfine. Molti dei presunti effetti della “magia” dei nostri avi sembravano funzionare molto meglio dei maghi attuali ed erano dovuti essenzialmente all’azione delle endorfine!

In questo libro, che vuol essere un’introduzione a questa tematica alla portata di tutti, vedremo come agiscono le endorfine e che cosa succede nel nostro corpo quando vengono sintetizzate ed in quali condizioni.
Vogliamo fare un testo facile da leggere e tralasceremo i termini scientifici per lo più sconosciuti al profano.

Un piccolo esempio sarà sufficiente affinché il lettore comprenda cosa sono le endorfine e come agiscono.
Quando si urta violentemente contro qualcosa, la maggior parte delle volte si sente subito un grande dolore; però, dopo alcuni istanti, a seconda dell’intensità, il dolore scompare: il corpo ha reagito al dolore secernendo le endorfine necessarie per attenuarlo.
Approfondiamo l’argomento.
Se avete, per esempio, male ai denti o un dolore muscolare che dura da un po’di tempo, in seguito ad un urto che dà un dolore più forte è possibile che scompaia spontaneamente il dolore precedente: l’urto ha fatto sì che si creasse una sostanza, chiamata endorfina, che lo ha alleviato.
Se così non fosse, il minimo impatto ci farebbe urlare di dolore. Ricordiamo, a riguardo, i membri della famiglia Usher del famoso racconto di Edgar Allan Poe.
La spiegazione dell’accaduto si basa, come vedremo, sul fatto che il consumo eccessivo di alcool produce un calo di endorfine; non dimentichiamo che il geniale Poe era un alcolizzato e che terminò i propri giorni a causa di un terribile delirium tremens.

Vedremo, inoltre, che le endorfine sono strettamente legate ai meccanismi di difesa.
E’ possibile che i massaggi o le carezze, che ci portano piacere, contribuiscano in modo notevole ad alleviare ed anche a curare molte malattie. In fin dei conti, non è il massaggio, che è un fatto esterno, che ci cura ma le nostre personali endorfine!
Infatti, ogni volta che proviamo piacere si mettono in gioco le endorfine.
I momenti felici, che tutti abbiamo sperimentato e che spesso ricordiamo come qualcosa di molto speciale, corrispondono biologicamente ai momenti in cui il nostro corpo le sta sintetizzando.

Un mattino ci svegliamo particolarmente felici: il sole brilla nel cielo, gli uccelli cantano all’altro lato della finestra, sentiamo un sano appetito e ci apprestiamo a fare la doccia, prima di mangiare una buona colazione.
In fondo, è un giorno come tutti gli altri, però noi ci sentiamo particolarmente bene, sorprendentemente bene, come se ci avessero iniettato una droga che ci rende felici!
Che cosa succede? Per un motivo o per l’altro, che ci sfugge e che al massimo appartiene alla nostra vita onirica, il nostro organismo ha fabbricato più endorfine del normale e la loro presenza fa sì che ci sentiamo euforici e felici.
Freud parlava di un “sentimento oceanico”, gli yogi indù di una “coscienza cosmica”, ma poco importa che termine usiamo per definirlo.
Esiste uno stato di “felicità serena”, tendente alla beatitudine, nella quale una meravigliosa sensazione di allegria sembra salire su per la nostra spalla e sommergerci con un piacere soave e delicato.
Vibriamo in tal caso con la Vita, sentiamo che facciamo parte di un Tutto e che siamo collegati con questo Tutto. Ancor di più, sentiamo che tutti siamo uno solo, che il “prossimo” non è distinto da me stesso e che, per questa ragione tanto semplice, noi lo dobbiamo amare: stiamo amando noi stessi!
La nostra mente è pervasa da una misteriosa sensazione di felicità e di completezza: siamo euforici.

A volte, questa sensazione di felicità è furtiva e transitoria. Dura alcuni secondi o, nel migliore dei casi, alcuni minuti. Sono le endorfine, e con le endorfine succede come con lo Spirito: nessuno sa né quando soffia né dove soffia.
Se sei una persona sensibile, hai sperimentato sicuramente, anche se approssimativamente, questo stato di cui parliamo mentre ascoltavi musica o durante la lettura di un poema. Però, puoi anche essere un uomo d’azione, un viaggiatore, un lottatore; di conseguenza il tuo corpo ti gratificherà secernendo endorfine quando spingi a fondo l’acceleratore della tua macchina o precedi qualcuno in pista o batti un record!
Se, invece, si tratta di una persona capricciosa, ottenere quello che desiderava o ricevere il regalo di una persona cara sarà ciò che attiverà il suo sistema di secrezione di endorfine.
I nostri desideri, i nostri capricci e le nostre motivazioni appaiono mediante complesse, ma ben precise priorità biochimiche. I conflitti che viviamo, le sfide davanti alle quali ci troviamo ed alle quali, in un modo o in un altro rispondiamo, hanno una loro traduzione in termini biochimici.
Normalmente, cerchiamo o desideriamo febbrilmente oggetti che almeno, inconsciamente, pensiamo apportatori di felicità; abbiamo manie completamente irrazionali, debolezze caratteriali, o dei capricci inauditi; tutto ciò è, nostro malgrado, pura chimica o, se preferiamo, può tradursi dentro di noi in semplici termini biochimici.

Le cosiddette “Medicine Soavi” o “Medicine Dolci” il più delle volte hanno come obbiettivo la secrezione di endorfine nel nostro organismo. Queste, non solamente alleviano il dolore, bensì pongono tutto l’organismo in uno stato di rilassamento nel quale l’energia, il Ki di coloro che praticano l’agopuntura, può agire liberamente e, persino, curare la malattia.

Ma cosa sono esattamente le endorfine?


Sono sostanze biochimiche, analgesiche, secrete dal cervello, che svolgono un ruolo fondamentale nell’equilibrio fra il tono vitale e la depressione. Da esse dipende il nostro stato umorale, il sentirci bene o male.
Scoperte circa vent’anni fa, le endorfine sono servite alla scienza occidentale come base per riconsiderare alcune posizioni riguardanti le medicine orientali e quelle dolci, evidenziando un fatto che queste ultime hanno sempre tenuto in ampia considerazione: la relazione fra il corpo e la mente.

Le endorfine non sono presenti solamente nel corpo umano, ma possiamo trovarle persino negli animali unicellulari. In animali più evoluti, costituiscono uno dei pilastri più sviluppati dell’istinto e delle emozioni.
Le endorfine trasmettono le informazioni mediante la sinapsi, o collegamenti delle cellule nervose, si comportano come veri messaggeri biochimici, che aumentano o diminuiscono la capacità di comunicazione delle cellule nervose. Le cellule posseggono, nelle loro pareti, dei recettori destinati a combinarsi con le differenti sostanze circolanti nell’organismo. Sono, per semplificare il concetto, come serrature che hanno bisogno di una chiave che coincida alla perfezione per poter aprire una determinata funzione.
Possediamo, nel nostro organismo, serrature per endorfine denominate “recettori di endorfine”: si trovano, per esempio, nel cuore, nella pelle, nel cervello, nel pancreas, nei reni, etc.
Durante una cena o una qualche riunione fra amici, quasi tutti una volta o l’altra abbiamo potuto assistere a come qualcuno dava sollievo o persino faceva scomparire un mal di testa, ponendo semplicemente le mani su di un punto e toccando alcuni punti dell’agopuntura.
Le emicranie e il mal di testa corrispondono, in base a studi effettuati da neurologi americani, ad una diminuzione delle endorfine; per questa ragione, per molte persone un semplice dispiacere può essere la causa scatenante di un forte mal di testa. Allo stesso modo, la sensazione di piacere, che può produrre la semplice pressione delle mani, è in grado di stimolare la circolazione delle endorfine.

Ugualmente, secondo il Dottor Charles Denko, il livello delle endorfine è particolarmente ridotto, sia nel sangue che nel liquido delle articolazioni, negli ammalati che soffrono di artrite reumatoide, osteoartrite e gotta.
In molti paesi d’Europa ci sono dei guaritori, chiamati magnetizzatori e pranoterapeuti, che, mediante la semplice pressione delle mani, riescono ad alleviare i reumatismi e le artriti.

Potremmo dire, per capirci, che le endorfine sono agenti bioelettrici, trasmettitori dell’energia vitale.
Il loro flusso procede dal cervello, che le crea e le indirizza. Si tratta della stessa energia che viene utilizzata dai pranoterapeuti durante i loro sorprendenti trattamenti.
Se, fino ad oggi, sono stati condannati dalla scienza o c’è stata una sorta di gelosia nei loro confronti, è necessario riconsiderare questa posizione alla luce dell’effetto accertato delle endorfine.

Le endorfine agiscono da neuro modulatori, depolarizzando parzialmente le membrane cellulari. Detta depolarizzazione, che agisce sugli impulsi nervosi trasmessi, è quella che, bloccando il dolore, produce una sensazione di sollievo e di benessere.
Fin dall’antichità le madri sapevano, per istinto, che possono calmare il dolore dei loro figli mediante carezze e coccole; e la cosa più sorprendente è che il metodo funziona!
Ciò è dovuto a quella meravigliosa droga, o meglio antidroga, che sono le endorfine!

L’obbiettivo principale di questo libro è quello di fornire un minimo di informazione, in modo da scoprire non solo che cosa sono le endorfine, ma come riuscire ad attivarle in noi per ottenere una vita più serena e felice!




giovedì 7 gennaio 2010

KARL MELTZER, Mr 100Miglia

Ultramaratoneta, eletto Ultrarunner of the Year nel 2006, dice, sul Trailrunning:

"il nostro è uno sport 'da scemi', completamente insensato, che ci piace proprio per il senso di sfida che porta con sè. E i veri eroi sono quelli in fondo al gruppone, che stanno sul sentiero molto più a lungo di quanto faccio io che sono in testa"



Mi conforta sapere che anche un grande, un vincente, pensi le stesse cose di uno di quelli che stanno in fondo al gruppone: siamo proprio degli svitati! :)

martedì 5 gennaio 2010

OBIETTIVI DEL 2010


17 Gennaio: Winter Trail Poggiolo - OK

28 Febbraio: 2° Trail di Pietraporciana-Valdorcia - Ritiro al 4 km per problemi a un piede...

6 Marzo: Trasimeno Marathon, 40 km su strada - SOSTITUITA DAL T.A. TICCIEMME sui Colli Euganei, 20km

21 Marzo : Trail Santa Croce, 42 km

3-5 Aprile : Pasqua Ecotrail, 18km +18km (Montisi, Siena)


11 Aprile : T.C.E, 42 km 2000D+

18/19 Aprile: La due rifugi Mangia e corri. Ca' di Torri – La Rasa

2-3 Maggio: Abbots Way, due tappe staffetta 30+30

9-10 Maggio: Da Piazza a Piazza , Camminata in due tappe 40+35km

5/6 Giugno: Ta Prato-Abetone. 68km 4400m D+

13 Giugno: Trofeo Skyrunning Oasi Zegna, Trivero (BI), 21km, dislivello +/- 1600

27 Giugno: Biella–Oropa–Monte Camino SkyRace,Pollone (BI), 23lm, dislivello +-/ 2000

11 Luglio – Ecomaratona del Ventasso, 42km

18 luglio: Alpi Apuane SkyRace, Garfagnana (LU), 29km, dislivello +/- 1465 metri

23 Luglio: T.A. Prato-Santuario Boccadirio, 36km in notturna ??????

25 Luglio: Ecomaratona del Crinale Corno alle Scale, (Granaglione) 42km

1 Agosto: Camignada, Misurina -Auronzo (Bi) 30km d+1320m d-2210m

8 Agosto: Orobie SkyRaid, Bergamo (BG), 30 km, dislivello +1600mt. / - 1553mt

15 Agosto: Ecomaratona della Val D'Arda (Casali di Morfasso, Piacenza) 42km


22 Agosto: SkyRace Tre Rifugi, Mondovì (CN), 26km, 2600km +/-

29 Agosto: Maddalene SkyMarathon, Malga Bordolona (TN), 40km, dislivello 2200+/1745-

12 Settembre: Colle San Marco Ascoli Piceno 21 km

19 Settembre: Ecomaratona dei Cimbri, 42km d+ 2200m

26 Settembre:Trofeo Besimauda SkyRace, Peveragno (CN), 20km, dislivello 1600+/-

oppure : Pionieri del Gran Sasso (Castel del Monte) , 56 Km

2/3 Ottobre : Morenic Trail (ivrea) km 109 a staffetta

10 Ottobre : Trail 3 Comuni . Albisola Superiore (Sc) 45km/21km

31 Ottobre: Lafuma Trail del Monte Casto SkyMarathon

8 Novembre: Ysangarda Trail , Cossato fraz. Castellengo (Biella), 30 km , dislivello 500+/-

21 Novembre : Maddalena Urban Trail


Enrico Bartolini sullo Spirito Trail , e sul Rhum & Coca alla Marathon Trail del Montalbano

Pubblico questo bel post di Bartolini Enrico , dal Forum di Spirito Trail











domenica 3 gennaio 2010

PRIMA USCITA DELL'ANNO: "DA SPONDA A SPONDA"

http://www.caipratopodismo.it/Da%20Sponda%20a%20Sponda/generale.html

Beh, stamani, al risveglio, col vento ghiaccio che tirava ierisera, non mi aspettavo di trovare questa bella mattinata di sole! freschina, si, ma senza un briciolo di vento. Quindi, verso le 8e30, dopo aver fatto colazione , ho portato il cane a fare una passeggiatina in pista ciclabile, zona v.le Galilei, e tanti erano i podisti belli imbacuccati con giacchetta antivento, guanti e cappello. Mi son detto "ora lascio andar giù queste due paste mangiate, poi vengo anch'io a correre". E così è stato, con una piccola variante: sono passato in palestra, ho lasciato la borsa col cambio per il ritorno, e ho controllato che la saletta sauna fosse accesa.... E così sono partito, intenzionato a percorre il giro del "Da Sponda a Sponda" che da mesi non percorrevo, 10 chilometrini su asfalto da percorrere con passo adagio, visto anche che indossavo per la prima volta le Asics Gel Landreth 3, scarpe categoria A3 che ho comprato per sostituire le dismesse Nimbus e da usare appunto in quelle uscite lente di defaticamento e "piacere". Pesantucce e legnose, però, queste scarpe... E per quanto fosse freddino, e per quanto questa volta mi sia limitato a indossare solo un paio di pantaloncini corti e la giacca a vento sopra una magliettina traspirante a maniche corte, sono riuscito lo stesso a sudare!!! Mah... Vabbeh, ho corsucchiato bene, c'ho messo 43min a fare il percorso, ma mi grondava la fronte e sentivo le gocce di sudore ai gomiti ... Ho sudato sulla neve sul Montalbano, ma li avevo tre strati, e che strati: Adisas ClimaWarm + Felpa Pearl Izumi + Softshell della North Face: pensavo forse di esser stato un po troppo premuroso ... La prossima volta nemmeno la giacca a vento, quindi, solo una maglietta a maniche lunghe.
E poi, tanto per finire con un'altra sudata, mi sono rinchiuso un quarto d'ora nella saletta sauna, a 90 gradi... Ahhhh, mi sono sciolto .. che goduria!
Ecco, questa si che è stata una bella mattinata. E ora un bel piatto di pasta al ragù e una bella birra fresca! .)