lunedì 13 maggio 2013

Trail delle Vie Cave


Sergio Vignali e la "crew" ad un'ora prima della partenza

Trail delle Vie Cave: appena usciti da Pitigliano, si inizia a percorre un single track immerso nel verdo, che alla sua destra ha grandi prati adatti al pascolo



Trail delle Vie Cave :Dopo un paio di km, si esce dalla vallata dei pascoli salendo sopra i colli che si trovano sulla sinistra, per inizire a correre lungo strade bianche e tratturi attraversando vigneti, uliveti e campi coltivati, e brevi macchie boschive





Trail delle Vie Cav: verso il 7imo km, dopo aver percorso un tratto in discesa immerso in una faggeta, si incontra un un ruscello da attraversare su una passerella





Trail delle Vie Cave: dopo il ruscello, si riprende un po a salire, e a percorrere un percorso molto vario, ed anche qualche centinaio di m di strda, per arrivare a Sovana













Trail delle Vie Cave: dopo Sovana , qualche centinaio di mt su strada e poi ci si immerge nuovamente su sentieri nei boschi che portano nelle zone archeologiche un tempo abitate dagli Etruschim entrando nella Necropoli, e poi percorrendo all'intenro di 3 cave. Questa parte del percorso è molto affascinante!
















Un video:


martedì 23 aprile 2013

Trail Running Hydration Vest



Ecco una carrellata di zainetti idrici  "minimalisti",  molto leggeri, che vestono come dei gilet, dotati di tasche per portarsi il minimo indispensabile per affrontare uscite su medie lunghe e lunghissime distanze, barrette o gel secondo i gusti, il cellulare, e magari una giacca antivento; e con la possibilità di poter usare una riserva idrica a "vescica" oppoure borracce sugli spallacci


Mountain Hardwear Race Vest



Nathan Minimalist


Ultraspire Spy


Hydrapak E-Lite Vest


Ultimate Direction TK Race Vest


Nathan Hpl 028

lunedì 22 aprile 2013

Abbigliamento intimo sportivo: lana merino Vs sintetico? Bandavej!

La lana merino viene considerata un tessuto altamente pregiato ed apprezzato, dalle sue fibre estremamente fini vengono ricavati capi d'abbigliamento di altissima qualità.
Questo tessuto racchiude in sè le caratteristiche migliori di ogni tipologia di lana, di fatti le creazioni in lana merino sono principalmente termoregolatori, riparano infatti il nostro corpo dal freddo, anche nel caso di temperature estremamente basse.

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domenica 21 aprile 2013

Puma Pumafox - Recensione

Puma Pumafox


Peso 330gr

Appoggio: neutrale.

Differenziale 12mm: 32mm al tallone e 20mm all'avampiede

Categoria: Adidas Response 19 Trail, Asics Fuji Trabuco Neutral, Brooks Adrenalisne Asr 9, Inov-8 Roclite 309, La Sportiva Wildcat, Montrail BadWater, Salomon Xr Mission, Saucony Progrid Jazz 15 Trail, Tecnica Dragon X-Lite

Comfort 4/5
Piacevole correrci, su tutti i tipi di terreno, non fa soffrire le asperità del fondo: la soletta interna fissa è Ortholite ha ottime capacità di assorbimento; la tomaia è fatta con un mesh molto traspirante, e il rivestimento interno è molto piacevole anche sul piede nudo, come fosse un tessuto in pile.

Protezione 2/5
Tra suola e intersuola, per tutta la lunghezza della scarpa, è presente una placca protettiva, il puntale è formato da strati sovrapposti di tessuto sintetico, ma la scarpa non trasmette una grande sicurezza in marcia.

Peso 3/5
Scarpa che pesa intorno ai 330gr, come una scarpa A3,

Traspirabilità 3/5
Il mesh è ben traspirante, prende l'umidità ma permette un buon deflusso e si asciuga bene col caldo

Ammortizzazione 3/5
L'intersuola si fa apprezzare non tanto per le sue doti ammortizzanti, quanto per le sue dote rimbalzanti: una volta messa ai piedi, questa scarpa ti fa venir voglia di saltellare sul posto! Assorbe le asperità del fondo, il crash pad è ben spesso, ma non è particolarmente curato per favorire l'appoggio di tallone e la rullata.

Stabilità 1/5
Mostra un grosso limite nell'affrontare tratti tecnici, dove viene fuori il suo grosso difetto: una tomaia che veste larga, non fascia il piede, priva di supporto nella zona mediale, soprattutto quella interna, e con un collarino che non avvolge la caviglia; l'allacciatura risulta sempre lenta, persino facendo passare i lacci nell'ultimo occhiello. La talloniera è rigida e non è avvolgente, la forma della tomaia, molto dritta, può essere comoda per chi ha piedi larghi, altrimenti il piede ci balla dentro, e questo può risultare fastidioso, se non pericoloso, su percorsi tecnici, specialmente in discesa, quando il piede tende a “cadere” lateralmente negli appoggi trasversali, mentre la suola resta ben attaccata al terreno, creando quel momento di “crisi” che può aver effetti peggiori di una svicolata, in quanto il peso va a caricarsi sulla caviglia, in maniera innaturale, col conseguente rischio di storte...



Grip 5/5
Nel modello testato la suola è di un giallo lucido tipo ovetto kinder, non sembra promettere un gran che, ma con qui tasselli ben pronunciati e aggressivi risulta avere incredibili doti di tenuta, su tutti i terreni e anche in condizioni di tempo bagnato, specialmente sul fango morbido, dove si possono affrontare cambi di direzione e appoggi trasversali senza mai scivolare.

Conlcusioni
Scarpa di derivazione “stradale”, non sembra esser costruita con materiali di qualità: ha un aspetto un po dismesso, povero, “vecchio”..

Una scarpa ottima per allenamenti riposanti su percorsi facili e sulla media distanza per corridori con un passo medio-veloce.

venerdì 12 aprile 2013

La Sportiva Ultra Raptor - recensione



Una delle mie prime scarpe da Trail è stata LaSportiva WildCat; a quei tempi non ero ancora diventato un minimalista, correvo poggiando molto di tallone, e la Wildcat si adattava bene a quel tipo di passo grazie ad un crashpad che garantiva un ammortizzazione molto efficiente. La scarpa era anche molto comoda, peccava però in sostegno al piede, pegno pagato per ottenere una scarpa leggera adatta a un passo veloce : e così la tomaia tendeva a consumarsi facilmente, fino a strapparsi, nei punti di maggior sollecitazione. Poi uscì il modello Raptor, che partendo dalla stessa piattaforma delle Wildcat, ne migliorava la struttura della tomaia, ancora più confortevole e dotata di supporti che ne miglioravano la capacità di sostenere il piede – apprezzabile sulle lunghe distanze . ed anche ad aumentarne la resistenza della stessa. E la mescola usata per la suola – che manteneva lo stesso disegno – era anche di un tipo che garantiva una maggior durata, perdendo pochi punti sulla capacità di tenuta sul bagnato. La Raptor diventava così la giusta alternativa per quegli atleti che avevano bisogno di una scarpa affidabile per affrontare lunghe distanze.
Lunghe distanze che si vanno sempre più allungando, nel mondo del training. E per puntare a percorrenze che arrivano e superano i 100km, ecco che La Sportiva crea la UltraRaptor, un evoluzione della Raptor. Un evoluzione “invisibile”, nel senso che la scarpa esteticamente sembra identica, ma ha una struttura migliore che aumenta la capacità di supportare l'arcata del piede, (specialmente per chi soffre di pronazione) quando, sulla lunga distanza, l'affaticamento provoca il collasso dell'arcata, rendendo più difficoltoso, e ancor più faticoso, se non addirittura doloroso – il proseguire.

Comfort: 4/5
accogliente anche per chi ha un piede e una caviglia larga, imbottita il giusto nel contrafforte tallonare, anche ben stretta non chiude troppo sul piede. La soletta interna.è ben conformata.
La linguetta integrata al resto della tomaia poggia molto bene sul collo del piede, anche stringendo bene i lacci, non si soffre alcun tipo di costrizione.

Sicurezza:
Un bel puntale degno di una scarpa antinfortunistica, protegge molto bene le dita dei piede. L'altezza da terra e il perimetro più largo dell'intersuola, proteggono il piede dalle sollecitazioni del fondo e dal contatto laterale contro gli ostacoli. La scarpa non presenta placche protettive nell'intersuola, ma uno strato di Eva la cui alta densità non permette al piede di soffrire le asperità.

Peso: 2/5
350gr non sono pochi, giusto pegno da pagare per avere tanta protezione e ammortizzazione

Traspirazione: 2/5
La tomaia è ben robusta e resistente, con tutti quegli overlayer supportivi, ma questo diminuisce la traspirazione del piede, il calore non viene dissipato in maniera ottimale, stando fermi si percepisce un lieve riscaldamento del piede. In inverno questo è positivo, naturalmente.

Ammortizzazione 5/5
30mm di gomma MEMlex Eva sotto il tallone, 22mm sotto le dita dei piedi, garantiscono un ottimo assorbimento degli shock da impatto; in particolare il crashpad sotto il tallone offre una dinamica molto confortevole durante il passo, che si rivela ancor più efficace nell'uso durante la corsa in discesa.

Stabilità 5/5
il differenziale ridotto a 8mm compensa l'elevata altezza da terra; la superficie d'appoggio è molto ampia, il ponte mediale conferisce abbastanza rigidità e controllo dell'appoggio, la talloniera rigida non permette al piede di muoversi all'interno della scarpa negli appoggi più acrobatici.
Ma quello che contribuisce ad una maggiore stabilità del piede è il nuovo sistema di allacciatura e' integrato alla tomaia a mezzo di layer applicati sul tessuto elastico interno e con rinforzi in materiale sintetico sul mesh esterno, al fine di ripartire la tensione dell’allacciatura su tutta la tomaia ed avvolgere meglio il piede 




Grip 3/5
La suola, composta dalla mescola FriXion XF, è studiata per resistere all'usura e permetterne una lunga durata, specialmente nell'uso su sentieri con fondo roccioso, di alta montagna, anche in condizioni di bagnato, e su sentieri di terreno ben battuti, mentre non ha grandi capacità sul fango umido, dove la larga pianta tende a “galleggiare”, scivolando, non avendo dei tasselli abbastanza profondi per stabilizzare l'appoggio. 

 

lunedì 8 aprile 2013

Corsa e Costo Energetico


Uno studio pubblicato sulle riviste americane “Medicine & Science” e “Sports & Exercise”, eseguito da ricercatori dell'Università del Colorado, ha dimostrato che, nonostante le pretese degli appassionati di corsa a piedi nudi, la corsa con un paio di scarpe è più “economica” che la corsa senza scarpe .

Dodici corridori maschi hanno partecipato all'esperimento ideato da questi ricercatori . Tutti quanti erano esperti corridori a piedi nudi con appoggio mediale. Questi soggetti hanno corso ad un ritmo fisso di circa otto minuti al miglio su un tapis roulant in condizioni diverse: a piedi nudi (in realtà, indossando calze molto sottili, per motivi igienici), indossa scarpe super-leggere (5,3 once) , e con varie quantità di peso zavorra attaccati ai loro piedi nudi o con le scarpe.
Durante l'attività è stata misurata la quantità di ossigeno consumata per determinare il costo energetico di ogni esercizio.

È così emerso che il costo energetico della corsa con e senza scarpe era più o meno lo stesso. Ma quando una quantità di peso uguale a quello di un cappello da corsa era applicato ai loro piedi nudi, i corridori spendevano un quantitativo di energia di un 4% superiore a quelli che correvano con le scarpe.

"Questi risultati ci ha fatto pensare", spiega Rodger Kram, autore principale dello studio. "Se con le scarpe leggere si ha lo stesso costo dell'energia come quando si corre a piedi nudi, allora ci deve essere qualcosa di buono, nell'uso di tali scarpe, che sta contrastando l'effetto negativo della loro massa. Abbiamo il sospetto che probabilmente questo fattore compensativo sia la capacità ammortizzante delle scarpe. "

Per verificare questa ipotesi, Kram ed i suoi colleghi hanno progettato un esperimento in cui i soggetti correvano a piedi nudi su una pedana mobile imbottita. Questi corridori usato un quantitativo di energia 1,7% in meno su un tapis roulant il cui nastro trasportatore è stato imbottito con 10mm dello stesso tipo di schiuma che è contenuta in scarpe da corsa, rispetto a quando hanno corso su un nastro non imbottito..

Secondo Kram, che recentemente ha presentato le sue conclusioni in una riunione della American Society of Biomechanics, la lezione da portare a casa è che, per ottenere un massimo di prestazioni durante la corsa, non solo correre con le scarpe è meglio che correre senza scarpe, ma le scarpe con un po di capacità ammortizzante sono meglio di scarpe minimaliste, nonostante abbiamo un peso maggiore. "Se state cercando di salvare secondi", dice, "più leggero non è sempre meglio."

domenica 31 marzo 2013

1° Trail Val Bisenzio 17.03.13 Prato





da Kappadocio il 18/03/2013, 23:07 

Mamma mia che domenica!!! una prima edizione del TVB da incorniciare per tanti motivi.

RISCOPERTA DEL TERRITORIO

Come molti sanno il nostro principale obbiettivo è quello della promozione dei bellissimi ambienti naturali che abbiamo e sapere di così tanta gente contenta all'arrivo che ringraziava per averli portati a spasso per le 3 gobbe del monteferrato ci ha riempito di gioia. In questo dobbiamo ringraziare non solo gli atleti ma anche le istituzioni (CSN di Prato e ANPIL in primis) che hanno voluto dar peso a questa manifestazione.

PERCORSO

che dire? il meteo ci ha veramente graziati lasciandoci il tempo necessario per completare il giro senza problemi. Nonostante questo le cadute ci sono state ma, tranne in rari casi, si sono risolte con un sorriso e un po' di fango da lavare. La Tracciatura è stata quasi perfetta e di questo vanno ringraziati i membri della banda che hanno curato attentamente il percorso (Gaggio e Vizzoschizzo). Per me e la Dona è stato massacrante rimuovere tutte le bandierine e il nastro trovato. In qualsiasi caso chi credeva di trovare un percorso semplice ha dovuto invece constatare che cosa significa fare una vera e propria gara di trail Running con dislivelli e tratti tecnici impegnativi. Ma anche dei bellissimi panorami sulla valle del bisenzio e sulla piana pratese!!!

ORGANIZZAZIONE

Beh da bravi malandrini abbiamo cercato di dare il meglio di noi stessi e devo fare un personale applauso al Gaggio che, alla sua prima esperienza come direttore gara, ha ottenuto un buon successo. Ovviamente c'è il tempo per diverse migliorie (e sappiamo già dove mettere le mani per il prossimo anno a partire dalla valorizzazione dell'area partenza/arrivo fino alla logistica lungo il percorso) però direi che la cornice del CSN che ci ha ospitato è stata in grado di resistere all'assalto di 130 partecipanti e ci ha dato grande speranza per cominciare a pensare alla prossima edizione!!!

VOLONTARI

Un applauso va sicuramente ai Volontari del CSN che, per primi, hanno creduto in questo progetto facendosi loro stessi promotori del territorio in cui operano. Ricordo benissimo quando Saverio e Mario ci hanno proposto di creare questa gara. A loro posso dire soltanto grazie per l'ottimo servizio svolto lungo il percorso e la celerità con cui hanno provveduto ad intervenire quando necessario.
Un ringraziamento va anche alla Protezione Civile della Croce d'Oro che ha collaborato attivamente nel presidio del percorso e infine il medico che all'arrivo ha avuto un bel po' di acciacchi da controllare ^____^

PARTECIPANTI

Ragazzi vorrei ringraziare singolarmente ognuno di voi per averci fatto gioire di questa giornata e per averci mostrato come, anche a Prato, il Trail Running stia cominciando ad interessare una fascia sempre maggiore di persone. Avendo fatto la scopa non ho potuto vedere i vostri volti sorridenti all'arrivo ma avrei voluto essere lì per ringraziare singolarmente ognuno di voi. In particolare ringraziare anche chi, nonostante qualche caduta, ha fatto di tutto per portare in fondo il risultato dimostrando di sapersi autogestire ma soprattutto di avere una grande forza di volontà. E quindi grazie a FAUSTO INNOCENTI e ad ANGELA GAMBI che nonostante non appartengano alla Banda dei Malandrini hanno dimostrato di essere abbastanza folli da voler proseguire a tutti i costi (e nel causo del mitico Faustino arrivare addirittura a tagliare il traguardo in 8° posizione dietro al marito di Angela). A LORO VA IL NOSTRO AUGURIO DI PRONTA GUARIGIONE!!!

Un ringraziamento infine va anche ai tanti organizzatori di gare di trail Running in Toscana che hanno voluto partecipare a questa manifestazione.

- Roberto Amadii che nel chianti ormai organizza qualsiasi cosa dalle corse più tranquille come la PasquaEcoTrail (30 Marzo e 1 Aprile 2013) e il Tuscany Crossing Vald'Orcia (27-28 Aprile)
- Sergio Vignali che nel grossetano organizza una serie di Trail veramente molto interessanti. In particolare il Trail delle vie cave il 12 Maggio ( 27 km con 875 D+ all'interno di Sovana e all'interno del parco archeologico, percorrendo single track lungo alcune necropoli etrusche) e il Saturnia Trail del 29 settembre (27,5 km e 750 D+ con partenza da Saturnia)
- Moreno Sbaragli, uno degli iscritti alla Banda dei Malandrini, che il 28 settembre organizzerà insieme ad altri amici il Montanaro Trail a San marcello Pistoiese.
- Anina e la Cristina del Marathon Trail del Montalbano (14-15 dicembre 2013)


SOLIDARIETA'

Anche se non è stato espressamente scritto sul volantino i soldi raccolti, tolte le ovvie spese legate alla copertura dei servizi, andranno a fare monte insieme a quanto riusciremo a raccogliere con gli altri eventi. lo scorso anno siamo riusciti a raggiungere 3000 euro che sono stati destinati ai terremotati dell'Emilia. vediamo cosa riusciamo a fare quest'anno ^______^

CLASSIFICHE

ed eccoci alla nota dolente. Ahimè qualcosa che non doveva funzionare ci doveva essere ed è stato proprio sulle classifiche. Sfortunatamente la strumentazione dei giudici UISP ha fatto cilecca e abbiamo rischiato di non avere alcuna classifica e dover trasformare la gara, regolarmente autorizzata come gara competitiva, in una non-competitiva =___=

Nella sfortuna però c'è stata una fortuna, ovvero il TVB era stata scelta da noi come gara test per un nuovo servizio di rilevamento tempi che ha ideato un nostro sostenitore (Luca Innocenti) e che si basa sulla lettura dei Qcode. Il sistema era stato pensato per una prova sui primi 100 classificati quindi, ahimè qualcuno non è rientrato in classifica con i tempi.  Sul sito della banda trovate comunque la classifica che siamo riusciti a salvare :mrgreen:

infine un doveroso ringraziamento va A TUTTI I MEMBRI DELLA BANDA DEI MALANDRINI che ci hanno dato mano nella realizzazione dell'evento. 
Alcune foto:

domenica 10 marzo 2013

Karhu Flow Trail - Recensione



E' una scarpa per corridori con appoggio Neutro – Moderatamente Pronante, grazie al sostegno del Fulcrum, che stabilizza la zona mediale. Pesa 255 gr, ma sembra ancora più leggera. Al tallone, la misura da terra è di 19mm, all'avampiede è 11mm.

Come tipo di scarpa, si può accostare a modelli come: New Balance MT110, Saucony Peregrine 3, Brooks PureGrit 2, Inov-8 Trailroc 255, Adidas Adizerto XT4, Asics Fuji Elite, Montrail Rogue Racer, TNF Hyper Track, La Sportiva Helios.

Una scarpa performante

La zona avampiede accogliente, raccolta ma senza punti di pressione sulle dita, con un mesh morbido; dietro presenta un contrafforte tallonare ampio e morbido, che assicura una presa salda al piede grazie alla presenza di due pad imbottiti che poggiano sotto il calcagno (una soluzione adottata anche da altre scarpe performanti, come la Saucony Kinvara e le Montrail Fluidflex)

Comoda da portare, e , grazie alla sua tomaia, il piede non soffre il caldo, anche ad alte temperature ambientale, ed offre anche ottima capacità di drenare l'umidità.

La tomaia, al puntale, è coperta da uno strato di tessuto sintetico che la protegge dall'usura, ma è molto morbido, non ha funzioni di proteggere il piede da contatti contro le asperità

Occorre stringere bene bene con i lacci per ottenere una fasciatura stretta della tomaia, che, priva di overlayer, manca un po di supporto al piede, specialmente nel lato interno. 

Non si può dire sia una scarpa propriamente ammortizzante: la mescola dell'intersuola, nella parte dell'avampiede, è dotata di ottime capacità reattive, per supportare un efficiente fase di lancio e negli appoggi per affrontare salite; la mescola nella parte sotto al tallone è abbastanza rigida, e così dev'essere (suppogno) per supportare al meglio la rullata ed ottenere così una migliore efficienza di spinta del Fulcrum. 

Questa scarpa è la diretta evoluzione trail del modello Flow, quindi "discendente" di una scarpa adatta a supportare atleti con dinamica di corsa efficente.

Guida Scarpe Trail: modelli Ultra-Trail



http://www.spiritotrail.it/forum/viewtopic.php?f=23&t=9894

mercoledì 13 febbraio 2013

Scarpa Spark

Scarpa Spark

Peso: 273gr
Differenziale 8mm

Scarpa Spark
Differenziale: tallone 26mm, avampiede 20mm
Categoria: Montrail Bajada, New Balance MT710 , Saucony Ecursion TR6, Brooks Adrenaline ASR9, Nike Pegasus 29 TR, Adidas Response 19 TR

Comfort 3/5
Scarpa con pianta larga, tomaia morbida, imbottitura adeguata, talloniera larga ma avvolgente, linguetta morbida che protegge bene il dorso del piede da un allacciatura molto tirata
Traspirazione 2/5
Il tessuto della tomaia e la presenza di estesi inserti di rinforzo e contenimento non permettono una discreta areazione del piede e non favoriscono affatto la fuoriuscita di umidità

Protezione 4/5
Placca molto flessibile inserita nella parte anteriore, rivestimento del puntale esteso, non c'è da temere impatti o asperità

Peso 3/5
Per quanto voluminosa e nient'affatto povera di caratteristiche, risulta leggera

Ammortizzazione 3/5
La gomma utilzzata per l'intersuola offre una buona compressione in fase di appoggio e un ottimo assorbimento delle asperità




 



Stabilità 3/5
Scarpa neutra, priva di rinforzi mediali, un po larga di tomaia nella zona interna dell'arcata mediale, comunque la presenza di inserti di rinforzo collegati al sistema di allacciatura permette una tenuta stretta che non fa mancare fiducia negli appoggi “acrobatici”.
Il particolare disegno della suola, che al tallone e all'avampiede forma dei cunei che si inseriscono nell'intersuola, favorisce la rullata, in quanto quei cunei agiscono come leva in fase di appoggio e in fase di stacco

Grip 4/5
La suola è composta da due differenti tipi di gomma, quella scura a base carbonio, quella di colore chiaro più morbida e dotata di maggio viscosità, posta nei punti più attivi della fase di appoggio e stacco; il disegno dei tasselli al tallone favorisce la tenuta in fase di appoggio e “frenata” sui fondi friabili e umidi; la tenuta è buona anche sui fondi rocciosi bagnati e sul fango.

Conclusione
E' stata la prima scarpa ad inserirsi in quel confine tra scarpe minimal e scarpe tradizionali, e forse proprio per questo suo essere precorritrice di una tendenza d'impostazione che sta andando per la maggiore, non ha avuto la giusta considerazione, di scarpa affidabile per affrontare a qualsiasi ritmo medie e lunghe distanze, in qualsiasi situazione meteo e di fondo.


mercoledì 6 febbraio 2013

Haglofs Gram Trail Running Shoes


Haglofs, col contributo di Asics,  debutta nel mondo delle scarpe trailrunning con una serie di modelli specifici per utilizzazione.

Gram Comp
ultraleggera con look minimalistico, adatta per un uso performance

Haglofs Gram Comp

Tecnologie adottate:
Inserto  AHAR+,  intersuola  Solyte , inserto stabilizzatore Trusstic , inserto GEL®al tallone, soletta interna Asice EVa, suola ASICS FellRacer
Differenziale tacco-punta 7.5mm
Peso 260gr taglia 41



Gram All Mountain (AM)
in Goretex
Haglofs Gram AM

Tecnologie adottate:
Inserto  AHAR+,  intersuola  Solyte , inserto stabilizzatore Trusstic , inserto GEL®al tallone, soletta interna Asice EVa, suola ASICS Elite
Differenziale tacco-punta 8mm
Peso 310gr taglia 41


Gram Cross Country (XC)
calzatura leggera con una suola che offre trazione sui fondi più difficili
Haglfos Gram XC



Tecnologie adottate:
Inserto  AHAR+,  intersuola  Solyte , inserto stabilizzatore Trusstic , inserto GEL®al tallone, soletta interna Asice EVa, suola ASICS ELite
Differenziale tacco-punta 7.5mm
Peso 280gr taglia 41



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